Bayer, incentivi all’esodo e ricollocazioni ma i lavoratori chiedono maggiori certezze
Per contenere l’impatto sociale dovuto alle oltre 40 cessazioni di rapporto di lavoro, Bayer si è dichiara disponibile ad incentivare economicamente l’esodo volontario dei dipendenti che volessero ricollocarsi in modo autonomo.
Diverse proposte sono emerse venerdì 11 giugno dopo l’incontro tra la proprietà del gruppo Bayer e i rappresentanti della Filctem Cgil, in merito al destino dei lavoratori dello stabilimento di Filago, che l’azienda progetta di delocalizzare entro fine anno.
, di procedere quando possibile con dei prepensionamenti, di ricollocare nei propri stabilimenti di Garbagnate e Milano parte del personale, e di favorire l’assunzione di altri lavoratori in aziende del polo industriale di Filago e dell’indotto della Bayer stessa.
Queste proposte sono state presentate nel pomeriggio di venerdì 11 giugno all’assemblea dei lavoratori, che chiedono però chiarimenti e maggiori certezze.
Commenta Ezio Acquaroli, segretario della Filctem Cgil di Bergamo: “L’assemblea ha preso atto della situazione e delle proposte, ma ha sollevato alcune preoccupazioni: più di ogni altra cosa i lavoratori hanno chiesto attenzione all’equità degli interventi, per evitare che i dipendenti meno facilmente ricollocabili, per età o professionalità, possano essere svantaggiati. Chiedono quindi di sapere come queste ricollocazioni verranno effettuate, e di avere maggiori garanzie in merito. Porteremo queste perplessità alla proprietà, i lavoratori hanno dimostrato con l’altissima adesione allo sciopero di mercoledì di non volersi arrendere”.
L’incontro tra organizzazioni sindacali e Bayer per entrare nel merito delle proposte è già in calendario per il prossimo martedì 15 giugno.









