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Bergamo Jazz torna a casa, a settembre la 42ª edizione del festival - BergamoNews
La rassegna

Bergamo Jazz torna a casa, a settembre la 42ª edizione del festival fotogallery

Dal nuovo Teatro Donizetti, al Teatro Sociale, dalla Gamec all’Auditorium di Piazza della Libertà. Luoghi di vita e di arte, storicamente associati al festival, ai quali si aggiungono nuove location, amate dai giovani, come Edonè, Bergamo1000 e Dieci10. Ecco tutti gli artisti e gli eventi in programma

Internazionale, green e al passo con la nuova tecnologia. Bergamo Jazz finalmente torna a casa, nei luoghi della città che lo hanno ospitato per quarantuno edizioni. La rassegna numero quarantadue vivrà, eccezionalmente, dal 16 al 19 settembre.

Dal nuovo Teatro Donizetti, al Teatro Sociale, dalla Gamec all’Auditorium di Piazza della Libertà. Luoghi di vita e di arte, storicamente associati al festival, ai quali si aggiungono nuove location, amate dai giovani, come Edonè, Bergamo1000 e Dieci10.

Sono molte le novità di Bergamo Jazz presentate alla conferenza stampa di venerdì 11 giugno nella rinnovata Sala della Musica del teatro cittadino. A cominciare dalla collaborazione tra il festival e UniAcque, dalla quale è nato un evento speciale. Per la prima volta Bergamo Jazz esce dai confini della città e arriva in Valle Seriana, alla Sorgente Nossana, dove nella mattinata di domenica 19 settembre il bergamasco Gianluigi Trovesi si esibirà in trio con Andrea e Adalberto Ferrari.

“Siamo emozionati per questo ritorno – commenta Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti – nonostante l’impossibilità di fare dal vivo l’edizione 2020, in questo ultimo anno e mezzo di pandemia la Fondazione e tutto il team di jazz ha lavorato tantissimo rendendo possibile molte iniziative sul web”.

Anche Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione sottolinea l’impegno della macchina Bergamo Jazz. “Il festival si terrà eccezionalmente a settembre – spiega Boffelli – ma per noi era importante garantire a tutti i cittadini, gli abbonati e gli spettatori la quarantaduesima edizione”.

Dalle parole di Nadia Ghisalberti, assessora alla cultura del Comune di Bergamo, emerge l’orgoglio delle istituzioni per un festival più che resiliente, che in quasi due anni ha dovuto affrontare riprogrammazioni di ogni tipo a causa della pandemia. “Oggi confermiamo l’importanza di Bergamo Jazz per la nostra città – afferma l’assessora – finalmente assisteremo dal vivo al primo festival diretto da Maria Pia De Vito, che sarà anche la prima kermesse ad andare in scena nel teatro restaurato”.

Maria Pia De Vito, direttrice artistica del festival, continua a dimostrare di un essere una grande leader oltre che un’artista dotata di grande talento e sensibilità. “Il mondo era giovane prima di questa pandemia – esordisce la cantante partenopea – era ancora giovane quando annunciavamo nel dicembre 2019 i nome che avrebbero dovuto esibirsi a Bergamo Jazz 2020”.

Quello che è successo nel mentre, ha sconvolto Bergamo e il mondo intero. Ma il jazz è sopravvissuto. “Non è stato facile dover cambiare più volte il programma – racconta De Vito – ma siamo riusciti insieme, a dar vita ad un programma all’altezza delle edizioni precedenti”.

I grandi nomi del jazz, come David Douglas – che torna a Bergamo dopo il suo mandato di direttore artistico – e Roberto Ottaviano, sassofonista pluripremiato nel mondo, si intrecciano all’arte delle stelle del presente. Tra queste Tigran Hamasyan, pianista armeno, che proporrà singolare mix di sonorità jazz-fusion, di alchimie elettroniche e di profumi folklorici mediorientali, e il sassofonista Francesco Bearzatti, che insieme al suo quartetto omaggerà l’eroe dei fumetti Zorro accompagnato da Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, live painter per l’occasione.

Non mancheranno i diamanti di Scintille di Jazz, la rassegna curata dal Bergamo Tino Tracanna che ogni anno propone a Bergamo le stelle del futuro del jazz, e la collaborazione con il CDPM, altra realtà di Bergamo che coltiva la formazione di giovani jazzisti.

Il restaurato Teatro Donizetti è di nuovo il cuore pulsante di Bergamo Jazz, con le sue tre serate in abbonamento, amatissime anche dal pubblico proveniente da oltre regione e confine.

Primo a salire sul prestigioso palcoscenico sarà, la sera di venerdì 17 settembre, proprio una star del jazz vocale: Kurt Elling, vincitore di due Grammy Awards, l’ultimo dei quali assegnatogli lo scorso marzo per l’album Secrets Are The Stories. Dotato di una considerevole estensione vocale e di un invidiabile dinamismo espressivo, capace di slanci carichi di swing e di momenti di toccante poesia, Kurt Elling incarna la quintessenza del jazz vocale in chiave maschile. Al suo fianco ci sarà un trio strumentale capeggiato da Charlie Hunter, uno dei più originali specialisti odierni della chitarra.

L’indomani, il pubblico di Bergamo Jazz potrà accogliere nuovamente con l’abituale affetto Dave Douglas, già Direttore Artistico del Festival dal 2016 al 2019. Il trombettista americano, che ha passato il testimone proprio a Maria Pia De Vito, guiderà un nuovissimo quartetto insieme al pianista Franco D’Andrea, uno degli uomini più in vista del jazz italiano, ed europeo tutto, sin dagli anni Sessanta, che ha da poco spento le 80 candeline. I due co-leader saranno coadiuvati dalla contrabbassista romana Federica Michisanti e dal batterista statunitense Dan Weiss.

Bergamo Jazz 2021 si aprirà quindi, nella serata di domenica 19, alle sonorità meticce del pianista, tastierista e vocalist di origine armena Tigran Hamasyan, che con il suo trio proporrà i contenuti dell’album The Call Within, singolare mix di sonorità jazz-fusion, di alchimie elettroniche e di profumi folklorici mediorientali. In altre parole, una musica davvero globale.

Tre i concerti di Bergamo Jazz 2021 previsti al Teatro Sociale, il primo dei quali vedrà in azione, nel tardo pomeriggio di giovedì 16 settembre, il trombettista Luca Aquino e il pianista Giovanni Guidi, coppia di recente costituzione nata dalla comune passione dei due musicisti per la melodia, per la canzone, anche italiana.

In serata, il palcoscenico del Teatro Sociale sarà tutto per il collaudatissimo trio del pianista polacco Marcin Wasilewski, con i connazionali Slawomir Kurkiewicz al contrabbasso e Michal Miskiewicz alla batteria. Trio anch’esso votato ad una musica dal palpabile afflato poetico e melodico, ben documentato da numerosi dischi incisi per l’etichetta tedesca ECM.

Nel pomeriggio di domenica 19 (ore 17) torna in città, dopo la sua apparizione, sempre al Sociale, nel 2017, uno dei gruppi italiani più apprezzati: il Tinissima Quartet del sassofonista Francesco Bearzatti. Il gruppo è lo stesso – con il trombettista Giovanni Falzone, il bassista Danilo Gallo e il batterista Zeno de Rossi – ma la musica è nuova, presa dall’ultimo album del quartetto, Zorro, ispirato alle avvincenti gesta del leggendario cavaliere mascherato di cinema, tv e fumetti. E c’è un’altra non trascurabile novità: alle spalle del Tinissima agirà nelle vesti di live painter Davide Toffolo, fumettista e musicista, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti e ospite degli Extraliscio all’ultimo festival di Sanremo.

Sotto l’insegna di Jazz in Città, Bergamo Jazz propone da tempo una serie di eventi distribuiti in luoghi diversi. Significativo è quest’anno il ritorno in cartellone di una location di particolare rilievo come la GAMeC, dove la mattina di sabato 18 (ore 11) il chitarrista Paolo Angeli proporrà un originalissimo omaggio ai Radiohead, imbracciando la sua chitarra sarda preparata.

Due gli appuntamenti all’Auditorium di Piazza della Libertà, entrambi di pomeriggio alle ore 17: venerdì 17 con il sassofonista Roberto Ottaviano, pluripremiato nel Top Jazz del mensile “Musica Jazz”, e il suo notevole quintetto “Eternal Love”; sabato 18 con il trio Hobby Horse, creatura sonora tra le più avventurose e fuori dagli schemi che si possa immaginare, punto di incontro tra jazz, noise e drone music, prog rock e molto altro ancora.

Tutto dedicato alla vocalità femminile nelle sue diramazioni più sperimentali sarà il doppio set alla Sala Piatti di Città Alta di domenica 19 (ore 15), con altrettante coppie artistiche: Vocione, audace progetto ideato dalla vocalist Marta Raviglia e dal trombonista Tony Cattano, e O-Jana, con Alessandra Bossa, pianoforte e synth, e Ludovica Manzo, voce e campionamenti.

Da alcuni anni “Scintille di Jazz” è lo spazio “giovane” di Bergamo Jazz, quasi un piccolo festival nel grande festival rivolto alla valorizzazione di talenti affermati o in via di affermazione. Tre dei sei gruppi selezionati quest’anno da Tino Tracanna, curatore di “Scintille di Jazz”, sono contraddistinti da una leadership femminile, ad iniziare dal quartetto della cantante Beatrice Arrigoni (giovedì 16, La Marianna, ore 19) e dall’ensemble della violinista Anais Drago, strumentista di già consolidata esperienza che nel tardo pomeriggio di venerdì 17 presenterà nel nuovissimo spazio Bergamo1000 di Piazzale Alpini un suo personale omaggio a Frank Zappa. Nella stessa location si potrà poi ascoltare (alle 22.30) il gruppo Ja.Ck, con sugli scudi il trombonista Andrea Andreoli. Il giorno successivo, doppio appuntamento anche al Dieci10 di via Quarenghi: alle 19 con il quartetto della promettentissima batterista bergamasca Francesca Remigi e, in orario da “dopo festival”, l’Oquk-T Collective. Infine, domenica 19 (ore 19) all’Edonè sarà di scena il valentissimo clarinettista milanese Federico Calcagno, già vincitore di vari bandi e concorsi, tra i quali Nuova Generazione Jazz, promosso da I-Jazz.

Per la prima volta Bergamo Jazz esce dai confini della città di cui il Festival reca in effige il nome: un evento davvero speciale, sia per la sua ambientazione che per il suo valore simbolico. Il concerto avrà infatti luogo la mattina di domenica 19 (ore 11) nei pressi della Sorgente Nossana di UniAcque – società che si occupa del servizio idrico della Provincia di Bergamo – a Ponte Nossa, in Val Seriana. Nell’occasione, il pubblico, raccolto nel prato sovrastante la sorgente, potrà ascoltare il trio di clarinetti NRG Bridges, formato da Gianluigi Trovesi, il più internazionale dei jazzisti orobici, originario proprio della Val Seriana, e dai più giovani colleghi di strumento Andrea e Adalberto Ferrari.

Pierangelo Bertocchi, Amministratore Delegato di UniAcque, esprime così la sua soddisfazione per l’iniziativa: “Siamo orgogliosi di aprire le porte di una delle nostre fonti per Bergamo Jazz e il suo pubblico. D’intento comune con la Fondazione Teatro Donizetti, abbiamo scelto la Sorgente Nossana di Ponte Nossa anche per il suo particolare significato simbolico alla luce della pandemia di Covid-19, condividendo il desiderio di riportare la grande musica jazz in Val Seriana, una delle aree più duramente colpite dalla pandemia. Crediamo, inoltre, che questa non sia solo l’occasione per ascoltare uno straordinario musicista della nostra terra come Gianluigi Trovesi, in una cornice insolita ed affascinante, ma anche per riscoprire un contatto diretto con l’acqua, elemento vitale per eccellenza così come la musica e il Teatro che siamo felici di sostenere”.

Il sodalizio tra Bergamo Jazz e UniAcque si congiunge idealmente allo spirito ecosostenibile che il Festival ha abbracciato attivamente – oltre che con l’adesione al progetto Green Friendly Event del Comune di Bergamo – con l’entrata in Jazz Takes The Green, la rete nazionale di 20 festival verdi che, a sua volta, fa capo all’associazione I-Jazz, una delle colonne portanti della Federazione Nazionale Il Jazz Italiano.

Gli aderenti a Jazz Takes The Green si sono dati l’obbiettivo di favorire la riconversione dei festival jazz da eventi ad alto impatto ambientale a eventi Green, grazie all’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), tra i quali figurano: riduzione del consumo di risorse naturali e dei consumi energetici; mobilità sostenibile; gestione rifiuti; eliminazione dell’uso della plastica; utilizzo di allestimenti scenici creati con materiali ecocompatibili. Non ultima, la scelta delle location in cui si svolgono i concerti.

Già in occasione della riapertura del Teatro Donizetti, UniAcque ha provveduto all’installazione negli uffici e nelle zone del palcoscenico di alcuni dispenser proprio per incentivare il consumo dell’acqua potabile e ridurre l’uso di plastica da parte delle maestranze. Inoltre, a tutti i partecipanti alle visite di Donizetti ON vengono distribuite delle borracce con un packaging esclusivo dedicato al Teatro Donizetti, con l’obiettivo di sensibilizzarne il pubblico ad un consumo più consapevole dell’acqua di acquedotto.

In collaborazione con Mango Mobile Agency, Bergamo Jazz ha realizzato una nuova App gratuita, utilizzabile sia con sistema Android che con Iphone. La App consentirà di accedere al programma del Festival e alle schede dei singoli eventi. Si potranno anche avere informazioni di biglietteria e sarà disponibile una mappa delle location. Inoltre, agli utenti verranno inviate notifiche con aggiornamenti in tempo reale e gli alert relativi ai concerti inseriti nei Preferiti. La App sarà anche dotata di una sezione denominata Campaign, grazie alla quale gli abbonati riceveranno notifiche sullo stato del proprio abbonamento.

Fondazione Teatro Donizetti e Bergamo Jazz Festival ringraziano per il sostegno: Regione Lombardia, Allianz (Main Partner), Camera di Commercio, Intesa Sanpaolo, UniAcque, A2A Ambiente, Avvocato Vincenzo Coppola, ATB.

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