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Metalmeccanici, rinnovato il contratto per 30mila tute blu - BergamoNews
A roma

Metalmeccanici, rinnovato il contratto per 30mila tute blu

Dichiarazione del Segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia e del segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano, responsabile della contrattazione del contratto nazionale Confimi Meccanica.

Aumentati i minimi di 80 euro mensili in 3 anni, previsti il welfare per 200 euro e aumentato il contributo dell’azienda ai fondi previdenziali Dopo quasi 16 mesi di trattativa si è chiuso positivamente lunedì 7 giugno a Roma, nella sede di Confimi Impresa Meccanica, il rinnovo del Contratto che riguarda oltre 30.000 lavoratori delle Piccole e Medie Imprese del settore metalmeccanico.

“Con il rinnovo del CCNL Confimi Impresa Meccanica si chiude oggi la stagione dei rinnovi contrattuali per l’industria metalmeccanica – affermano Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl e Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl -. Quattro i contratti nazionali del settore industriale che la Fim Cisl ha portato a casa per le lavoratrici e lavoratori metalmeccanici dall’inizio del 2021 in uno dei momenti più difficili del Paese dal dopoguerra a oggi. Sono contratti innovativi che guardano alla ripresa e soprattutto ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, mettendo in sicurezza con nuovi diritti e tutele e valorizzano il lavoro di oltre 2 milioni lavoratori metalmeccanici. La chiusura di questa stagione di rinnovi dimostra come la contrattazione rappresenti uno
strumento fondamentale nelle relazioni industriali che è stato capace di saper rispondere alla pensante crisi in cui ci ha gettato la pandemia, già nei primi mesi, con i protocolli per la sicurezza che hanno permesso alle aziende di continuare a lavorare nel massimo della sicurezza e oggi, con tutti i contratti rinnovati, ha preparato il terreno per il lavoro del futuro prossimo tra transizione digitale e green per una ripresa agile e duratura”.

“Nel nuovo CCNL Confimi, si aggiungono alle 20 ore mensili già erogate con l’accordo di 17 novembre 2020, l’aumento medio mensile in busta paga di 80 euro, erogato in tre trance rispettivamente: 26 euro a giugno 2021, 26 euro a giugno 2022, 28 euro a giugno 2023 – aggiungono i due sindacalisti -. Il contratto avrà vigenza a partire da giugno 2021, fino a giugno 2023. L’aumento sui minimi è ben superiore all’indice IPCA prevista nel triennio, quindi non solo viene difeso il potere di acquisto dei salari, ma viene incrementato in termini reali. Inoltre è utile sottolineare che si tratta di un contratto che ha un incremento salariale e i minimi superiori rispetto agli altri contratti nazionali”.

Il contratto prevede una serie d’interventi di miglioramento sui temi del welfare:
– I flexible benefit che permettono ai lavoratori di accedere a beni e servizi e prestazioni di valenza sociale, saranno di 150 euro annui da ottobre 2021 e 200 euro da settembre 2022;
– la previdenza integrativa aumenta il contributo aziendale da gennaio 2022 dal 1,6% al 2%. Per gli under 35 ci sarà un versamento aggiuntivo di 120 euro a carico azienda;
– congedi parentali retribuiti: 3 giorni annui per malattia dei figli con età non superiore ai tre anni;
– confermata la sanità integrativa a carico aziendale.

Altri risultati significativi ed importanti per i metalmeccanici delle PMI che applicano il CCNL di Confimi Impresa meccanica:
– formazione professionale: abbiamo rafforzato il diritto soggettivo alla formazione con la conferma delle 24 ore retribuite e il trasferimento delle ore non utilizzate nel triennio precedente;
– introdotto tutele e diritti per le donne vittime di violenze e molestie e campagne di sensibilizzazione;
– maternità obbligatoria/anticipata: migliorato l’attuale trattamento economico;
– salute e sicurezza: rafforzato le azioni di tutela e prevenzione con linee guida su buone pratiche e implementando i break formativi;
– la staffetta generazionale per facilitare assunzione under 35;
– rafforzato la tutela occupazionale nei casi cambi di appalto e nei contratti pubblici di servizi;
– accordo smart working: un quadro normativo completo che regola tutti gli aspetti dal diritto alla disconnesione, alle fasce di contattabilità, al trattamento economico, alla strumentazione ai diritti sindacali. Rappresenta sicuramente il miglior accordo che ad oggi abbiamo sottoscritto nel settore metalmeccanico.

“Si sono costruite le condizioni per attuare la riforma dell’inquadramento professionale anche in questo contratto – concludono Benaglia e Uliano -. Da gennaio 2022 verrà eliminata la 1ª categoria con un miglioramento economico nelle fasi di inserimento lavorativo. Entro la vigenza di questo contratto le parti sono impegnate a costruire un accordo che garantisca l’esigibilità della contrattazione territoriale. Anche con questo rinnovo di contratto nazionale come Fim Cisl abbiamo dimostrato che siamo capaci di dare risposte concrete ai lavoratori che rappresentiamo anche nei momenti più difficili. Per noi la contrattazione è fondamentale per aumentare concretamente le tutele di chi lavora e per far ripartire l’industria. Stiamo dando un grande contributo di fiducia e stabilità nel settore nel periodo più difficile dal dopoguerra ad oggi, il nostro obiettivo è impedire che la pandemia e la crisi economica e sociale venga pagata dai lavoratori metalmeccanici che
rappresentiamo”.

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