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La morte di Michele Merlo ci insegna ad amare la vita - BergamoNews

La morte di Michele Merlo ci insegna ad amare la vita

La vita è un qualcosa di immenso e fragile; è un qualcosa di puro e meraviglioso. A volte fa paura, a volte pensiamo di voler scomparire, ma dobbiamo essere sempre fieri di ciò che siamo. Dobbiamo amarci e diffondere amore.

Questo è un giornale per giovani lettori, ed ecco allora che oggi è giusto, anzi doveroso, raccontare la storia di Michele Merlo, un ragazzo di 28 anni, morto a causa di una leucemia fulminante.

Michele faceva il cantautore, aveva tanti sogni nel cassetto; voleva portare la sua musica nelle nostre case e nei nostri cuori, ma qualcosa più grande di lui glielo ha impedito. Non conoscevo Michele direttamente; l’ho seguito durante il suo percorso fatto ad Amici, ma ammetto anche di non essere stata una sua fan sfegatata.

Oggi però bisogna parlare di Michele persona, non di Michele artista.

Perché vi racconto la sua storia? Perché a me, personalmente, ha lasciato un vuoto allo stomaco inspiegabile. Noi giovani passiamo troppo tempo a rincorrere cose inutili, a soffrire per persone che non meritano una briciola del nostro dolore, a piangere per cose che ci fanno male. E allora cosa deve insegnarci la morte di questo ragazzo? Deve insegnarci che dobbiamo imparare a vivere e non solo a sopravvivere; dobbiamo godere di ogni momento che la vita ci dona, perché potrebbe venirci strappato via da un momento all’altro.

Ridete, cantate a squarciagola, dichiaratevi all’uomo o alla donna che amate, inseguite i vostri sogni sempre, senza paure. Correte in braccio alla vita, amatela, baciatela e abbracciatela con tutto il cuore, apprezzatela senza fare scelte stupide, senza rischiare di buttarla via, perché c’è chi vorrebbe vivere e purtroppo non può farlo.

Pesate ogni singola emozione, non scappate dai sentimenti o dalle persone che possono darvi amore solo perché vi siete convinti che potete farcela da soli.

Mettete la razionalità nel cassetto e godete di ogni singolo momento.

Il mio vuole essere un urlo alla vita; un urlo alla gioia che solo la vita può darci.

Sembra così lunga, sembra di avere così tanto tempo davanti, ma come avete sentito, la vita di Michele si è spenta troppo presto. Allora noi dobbiamo vivere anche per lui, dobbiamo amare e ridere anche per lui che purtroppo non ha potuto farlo.

La vita è un qualcosa di immenso e fragile; è un qualcosa di puro e meraviglioso. A volte fa paura, a volte pensiamo di voler scomparire, ma dobbiamo essere sempre fieri di ciò che siamo. Dobbiamo amarci e diffondere amore.

Michele, nella sua canzone “Vorrei proteggerti dal mondo” intona queste parole:

Te lo ricordi come se fosse ieri
Il giorno in cui tu ti sei persa dentro
Ed hai pensato a come fare a ritrovare la strada
Come fare a rimanere in piedi
Te lo ricordi come si fa a volare
Basta non pensare a quello che fa male
A volte non ci riesci, vorresti scomparire
E poi diventare piccola e scappare al mare
Dove ci sono le onde più alte del mondo
E poi lasciarti affondare
Per poi risalire

Dobbiamo sempre risalire. Dobbiamo vivere.

 

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