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“Veleno”: l’inchiesta sui “Diavoli della Bassa Modenese” diventa docuserie da togliere il fiato - BergamoNews

Cinema

La recensione

“Veleno”: l’inchiesta sui “Diavoli della Bassa Modenese” diventa docuserie da togliere il fiato

Pedofilia, culto del demonio e violenza piomberanno improvvisamente su di un piccolo paesino di provincia facendo venire a galla dei presunti scheletri nell’armadio di molti cittadini

Titolo: Veleno
Creatore: Pablo Trincia
Regia: Hugo Berkeley
Genere: Docuserie
Durata: 45’ circa per 5 puntate
Narratore: Pablo Trincia
Programmazione: Amazon Prime Video
Valutazione IMDB: 8/10

Nel 1997 una tranquilla comunità in provincia di Modena, tra Mirandola e Massa Finalese, viene sconvolta da una serie di incredibili casi di pedofilia e satanismo. Iniziano allora le indagini della magistratura e si scopre l’esistenza di una presunta setta, “i Diavoli della Bassa Modenese” saranno poi chiamati dai giornalisti, guidata da un prete della zona. 16 bambini vengono immediatamente allontanati dalle loro famiglie perché sospettate di essere coinvolte in una sorta di mercato di prostituzione infantile. L’intera nazione è sconvolta ma a 20 anni di distanza un’inchiesta giornalistica mette in dubbio l’intera vicenda.

Racconto preciso e dettagliato di uno dei casi di cronaca nera più scabrosi della storia italiana, “Veleno” è frutto del lavoro instancabile del giornalista milanese Pablo Trincia, noto ai più per i suoi servizi per “Le Iene” e “Fanpage”, e della sua assistente Alessia Rafanelli.

Trasformato in un podcast nel lontano 2017, ancora oggi tra i più ascoltati d’Italia, e successivamente in un libro edito da Einaudi, la docuserie si muove seguendo i ritmi serrati del podcast, piazzandosi così sulla scia di successo tracciata mesi fa da “SanPa” di Netflix.

Veleno

Tra interviste agli indagati, condannati e assolti, documenti pervenuti in luoghi più o meno disparati e prove inconfutabili di errori ed orrori della pubblica amministrazione, “Veleno” ribalta quasi totalmente quanto emerso dalle indagini di fine anni ’90, dando spazio anche a opinioni non concordi tra loro.

Il regista Hugo Berkeley, differentemente da quanto fatto da Trincia nell’inchiesta originale in cui egli era l’unico narratore, porrà l’accento su molteplici punti di vista in modo da fare chiarezza su tutti quei lati oscuri che ancora oggi, dopo più di 20 anni, risultano nebulosi e dubbi. Partendo quindi dalla storia di Dario, nome di fantasia utilizzato per riferirsi al bambino che per primo denunciò i presunti abusi subiti dalla setta, il documentario toccherà molti temi che porteranno tutti in un’unica direzione: quella di un nutrito gruppo di assistenti sociali, medici e giudici più interessati ad un tornaconto personale che non alla reale ricerca della verità.

Fulgido esempio di Giornalismo con la “G” maiuscola, “Veleno” è una delle inchieste più sconvolgenti e scabrose degli ultimi 40 anni, adattata perfettamente in una serie a cui forse non avrebbero guastato avere qualche episodio in più.

Battuta migliore: “Ce n’è una di verità!”

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