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“Army of the Dead”: Viva Las Vegas! - BergamoNews
La lanterna magica di guido

“Army of the Dead”: Viva Las Vegas!

Vegas è infestata dagli zombie, ma per 200 milioni di dollari un manipolo di pazzi è pronto a tentare un colpo impossibile

Titolo: Army of the Dead

Regia: Zack Snyder

Durata: 148’

Genere: Azione, horror

Interpreti: Dave Bautista, Ella Purnell, Omari Hardwick, Garret Dillahunt, Ana de la Reguera

Programmazione: Netflix

Valutazione IMDB: 5.9/10

Dall’Area 51 parte un convoglio militare che scorta un container contenete una risorsa top secret verso una destinazione ignota. Un incidente con una macchina civile però causa il ribaltamento e l’apertura del container vicino alla città di Las Vegas. Dalla scatola metallica esce un essere dotato di forza e velocità sovrumane che in pochi secondi uccide e fa risorgere i soldati del convoglio come non-morti e insieme attaccano la vicina città. Nonostante il grande dispiegamento di uomini e mezzi il luogo viene completamento invaso da zombie, costringendo il governo a isolare completamente Vegas dal mondo esterno.

Alcuni anni dopo viene deciso di far detonare l’intera città per evitare che il virus si diffonda al di fuori del Nevada, ma un piccolo gruppo di criminali si mostrerà molto interessato al recupero delle ingenti somme dei caveau sotterranei dei casinò prima che questo accada.

Film d’azione dai toni horror post-apocalittici diretto e scritto da Zack Snyder, “Army of the Dead” è l’ultima fatica prodotta da Netflix che promette, deludendo talvolta, uccisioni splatter, orde di zombie da eliminare, bicipiti pompati ed esplosioni così importanti da stupire anche il fan più accanito del genere.

Descrivendo una sorta di grande allegoria in cui Las Vegas, anche detta “Sin City” o “La città del peccato”, è l’esempio massimo della feroce cannibalizzazione che lo stile di vita occidentale sta portando tra le persone comuni, Zack Snyder crea una storia godibile, divertente, ma a tratti molto forzata che, dall’alto delle sue due ore e ventotto, pecca anche per l’inutile lunghezza.

Pur non essendo uno dei migliori film del genere, neanche lontanamente, “Army of the Dead” è quel giusto compromesso tra “I Mercenari 2” e “L’alba dei morti viventi” di Romero, proponendo allo spettatore un gruppo eterogeneo di ladri composto da ex wrestler enormi e criminali dure, affascinanti e del cuore d’oro all’interno di un contesto ben realizzato in cui Vegas pullula in ogni dove di non morti con un make-up incredibilmente accurato e definito.

Penalizzato dalla durata inutilmente notevole della storia e da un alquanto superficiale approfondimento psicologico dei personaggi principali della storia, “Army of the Dead” è il nono film più visto della storia di Netflix e, sorvolando su lacune evidenti, rappresenta un prodotto godibile a patto di non fare troppo gli schizzinosi.

Battuta migliore: “Vi sbagliate su di loro: sono più intelligenti, più veloci e organizzati”. “O scheisse!”

 

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