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Gli scatti di Klaus Rinke che celebrano gli Anni Settanta - BergamoNews

Arte

La mostra

Gli scatti di Klaus Rinke che celebrano gli Anni Settanta

Alla Thomas Brambilla Gallery di Bergamo la mostra fotografica di Klaus Rinke “Press the Button – Photographs from the Seventies”.

Alla Thomas Brambilla Gallery di via Casalino 25 a Bergamo è allestita ancora per un mese (chiusura 30 giugno) la mostra fotografica di Klaus RinkePress the Button – Photographs from the Seventies”.

Per chi ha passione per gli anni Settanta, per chi ama il concettuale, per chi considera la fotografia un territorio del pensiero prima che della visione, per chi è curioso della scuola di Dusseldorf – il movimento made in Germany la cui portata globale non smette oggi, a distanza di 50 anni, di seminare schegge – questo è un evento da non mancare.

La Galleria Thomas Brambilla non è nuova a riscoperte di tutto rispetto e a proposte di autori mai esposti in precedenza in Italia. Come nel caso di Lynda Benglis, una delle artiste donne più influenti al mondo, dello statunitense David Novros (classe 1941) e, già cinque anni fa, dello stesso Klaus Rinke, con la prima grande retrospettiva in Italia dell’artista tedesco.

Dopo la rassegna conclusa ad aprile di un altro contemporaneo americano, Robert Feintuch, che dipinge il proprio corpo reinterpretandolo tra mito, sogno e realtà, la proposta di Klaus Rinke mette ancora una volta il corpo al centro dello sguardo. Non tanto il corpo come identità fisica, però, ma come segno, come misura dello spazio-tempo, come dispositivo di interazione tra il luogo-contenitore e l’oggetto-contenuto.

Si tratta di relazioni dinamiche tra diverse dimensioni, quella individuale dell’artista e dell’osservatore e quella universale di un cosmo regolato da esatte e inesorabili leggi fisiche. Rinke utilizza il movimento del suo corpo, catturato in sequenze fotografiche e in corso di performance, come mezzo per esprimere il passare del tempo, i vincoli dellai gravità, la sfida del pensiero.

Alle pareti si susseguono serie còlte in interno e in esterno che documentano una ricerca inesausta e ossessiva condotta cinquant’anni fa in spazi artistici d’avanguardia a New York e in Germania – lavori che serbano intatto il sapore di un’epoca di grande ambizione concettuale e di tensione rivoluzionaria, e che restituiscono in pieno il clima di fervore e di confronto di gruppi e scuole come appunto quella di Dusseldorf in cui gli artisti avevano davvero la coscienza di “fare la storia dell’arte” in presa diretta.

Una sequenza di sei scatti dal titolo “Boden, Wand, Ecke, Raum” (“Pavimento, Muro, Angolo, Stanza”) riprende Rinke in posture “geometriche” ed è la medesima che ospita il Centre Pompidou di Parigi in formato più piccolo. Va detto però che questa serie, come tutte le altre immagini di Rinke esposte in via Casalino, sono prove d’artista e per la loro forza iconica sono ognuna un manifesto di poetica.

La mostra offre uno spaccato di grande interesse su una personalità poco nota al nostro pubblico ma assolutamente riconosciuta a livello internazionale: due volte a Documenta Kassel, due volte alla Biennale di Venezia, ha avuto mostre dedicate al Moma di New York, alla Tate Modern di Londra, al Centre Pompidou, che ospitano suoi lavori in permanenza.

L’artista, classe 1939, in quasi sessant’anni di attività ha praticato fotografia, disegno, scultura, performance, installazioni, frequentando conceptual art, body art, land art e perseguendo un modo tutto suo di intendere la pratica artistica, come una sorta di agone, molto rigoroso, tra i limiti della natura e gli orizzonti (e le infrazioni) del pensiero.

Oggi Rinke predilige la pittura ma non rinnega le sue molte anime, coltivate a tutte le latitudini (ha anche vissuto a lungo tra gli aborigeni in Australia) ed è tuttora molto attivo in rassegne ed eventi internazionali, facendo spola tra l’Austria e gli USA.

Orari di apertura della mostra: martedì-sabato 14- 19. Per info: info@thomasbrambilla.com

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