Quantcast
Due bergamaschi fatti uno per l’altro - BergamoNews
Informazione Pubblicitaria

Sènt che göst

Il connubio

Due bergamaschi fatti uno per l’altro

Il Consorzio per la tutela dello Strachítunt Valtaleggio Dop e il Consorzio Tutela Moscato di Scanzo Docg si sono incontrati grazie ad una tesi di laurea

È iniziata una collaborazione tra eccellenze bergamasche: il Consorzio per la Tutela dello Strachítunt Valtaleggio e il Consorzio Tutela Moscato di Scanzo Docg. L’occasione dell’incontro è stata la tesi di laurea di Sara Regonesi, studentessa Magistrale di Scienze e Tecnologie Alimentari a Padova, dedicata all’analisi sensoriale dell’abbinamento tra i due prodotti simbolo dell’enogastronomia bergamasca. La ricerca è mirata a scoprire l’abbinamento perfetto fra tre Strachítunt Dop di diversa stagionatura e tre Moscato di Scanzo Docg provenienti da ciascuna zona di produzione del territorio di Scanzorosciate (Scanzo, Rosciate, Tribulina). Alvaro Ravasio, presidente del Consorzio dello Strachítunt afferma: “Con la ricerca per la sua tesi di laurea Sara Regonesi ha accelerato un incontro inevitabile, che avevamo già in mente da tempo”.

Il Consorzio dello Strachítunt è entusiasta della collaborazione, non solo perché è avvenuta per volontà di una giovane, ma anche perché è la naturale prosecuzione di un progetto di collaborazione con le piccole Dop e i piccoli Consorzi di Tutela bergamaschi, messo sul tavolo durante il convegno dello scorso anno intitolato “Strachítunt. Da risorsa per la famiglia a valore per il territorio”, che si era tenuto in Val Brembilla e Val Taleggio e aveva visto la partecipazione, oltre che di importanti studiosi e docenti dell’economia sostenibile e delle produzioni di montagna, anche di referenti di alcuni dei piccoli consorzi caseari lombardi.

Due bergamaschi fatti uno per l’altro

“Uno dei sogni del nostro Consorzio – chi segue questa rubrica sa che il Consorzio dello Strachítunt ne ha molti – è quello di creare un gruppo di lavoro che veda coinvolte le piccole Dop bergamasche e lombarde e i piccoli produttori del settore enogastronomico. Secondo noi mettere in relazione queste piccole realtà è molto importante, perché le problematiche sono le stesse, le soluzioni e le opportunità sono le stesse. Non ci possono essere competizioni, perché sono tutte produzioni uniche. Bisogna iniziare a fare discorsi comuni, ad esempio parlare tanto di qualità e meno di quantità, puntare all’eccellenza”, afferma Alvaro Ravasio.

L’obiettivo è quello di incontrarsi e dialogare, creando un presidio sul territorio, capillare perché le piccole produzioni potrebbero creare una rete diffusa, presente e capace di far rivivere i luoghi, anche quelli più marginali.

“Questa collaborazione con il Consorzio Tutela Moscato di Scanzo è un anticipo del nostro sogno. Ci piace pensare che anche questa tesi di laurea possa diventare l’inizio di un dialogo con un’università importante, l’occasione per aprirci all’esterno, portando le nostre eccellenze al di fuori del contesto bergamasco, non solo per essere apprezzate sulle tavole, ma soprattutto per essere conosciute e capite.”

Grazie al progetto di tesi di Sara Regonesi il coinvolgimento non si è limitato agli importanti giudici che sono stati coinvolti nella prima degustazione, che si è svolta l’11 maggio, ma a tutti gli interessati, anche i non esperti. Infatti la seconda fase della ricerca, che si è svolta negli ultimi weekend di maggio, ha esteso a tutti l’invito di partecipare alle degustazioni, che si svolgono presso la sede del Consorzio Tutela Moscato di Scanzo Docg, invitando la popolazione ad esprimere un personale giudizio in merito agli abbinamenti.

L’apertura al giudizio di tutti rende questa iniziativa ancora più importante e propone spunti interessanti di riflessione e delle domande: come possono lavorare questi Consorzi per portare le eccellenze enogastronomiche locali sulle tavole dei bergamaschi? La risposta non è univoca, ma di sicuro molte azioni devono essere attuate (e in parte sono già in essere): fare formazione nelle scuole e nei convegni, proporre questi prodotti nelle sagre e nelle feste, coinvolgere i ristoratori affinché propongano questi preziosi ingredienti nei loro menù, creare eventi che portino la gente sui luoghi di produzione.

La collaborazione tra il Consorzio dello Strachítunt e del Moscato di Scanzo Docg certamente si muoverà per consolidare questi propositi. Il percorso è un’avventura appena iniziata.

Articolo di Sara Invernizzi

Foto Alex Persico

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI