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Un'équipe di specialisti al centro Vamp per la diagnosi e la cura del Parkinson - BergamoNews
Policlinico san marco

Un’équipe di specialisti al centro Vamp per la diagnosi e la cura del Parkinson

In provincia di Bergamo la malattia di Parkinson riguarda quasi 5.000 persone e anche se ancora oggi non se ne conoscono le cause e non esistono cure risolutive, una diagnosi precoce, un approccio multidisciplinare e un’assistenza al paziente a 360 gradi, possono significativamente l’impatto della malattia sulla qualità di vita

Si chiama Vamp, acronimo che sta per Valutazione e assistenza multispecialistica parkinson, ed è il nuovo centro dedicato alla diagnosi e cura del Parkinson nato al Policlinico San Marco con l’obiettivo di offrire un punto di riferimento qualificato sul territorio per risposte mirate ed efficaci alle esigenze di questi pazienti.

Nella sola provincia di Bergamo la malattia di Parkinson riguarda quasi 5.000 persone e anche se ancora oggi non se ne conoscono le cause e non esistono cure risolutive, una diagnosi precoce, un approccio multidisciplinare e un’assistenza al paziente a 360 gradi, possono in molti casi ridurre significativamente l’impatto della malattia sulla qualità di vita di chi ne soffre, e dei cosiddetti caregiver, cioè di coloro, famigliari e non, che si prendono cura dei malati.

Diretto dal dottor Fabrizio Pisano, il Centro Vamp del Policlinico San Marco, grazie a un team multidisciplinare e trattamenti riabilitativi all’avanguardia, offre una presa in carico globale del paziente con interventi adeguati e differenziati a seconda dello stadio di malattia in sinergia con i medici di medicina generale. “Abbiamo voluto impostare un modello di gestione che fosse davvero centrato sui bisogni reali del paziente basato sulla stretta integrazione tra le diverse componenti sanitarie (medico di medicina generale, ASST, Ospedale) e socio-assistenziali (famigliare e care giver, Associazioni dei malati) e orientato all’informazione, educazione e autogestione del paziente e dei famigliari così da migliorare la self-efficacy del paziente, la sua qualità di vita e quella del care giver” spiega il dottor Pisano.

L’importanza della diagnosi precoce

I principali sintomi motori della malattia sono il tremore a riposo, la rigidità, la lentezza dei movimenti e, in una fase più avanzata, la perdita di equilibrio. “All’esordio della malattia, i sintomi si manifestano in maniera subdola così da essere spesso misconosciuti. Lo confermano i dati della letteratura scientifica internazionale dai quali risulta che almeno il 20% dei pazienti non riceve una diagnosi corretta” sottolinea il dottor Pisano. “I sintomi motori inoltre possono essere preceduti da disturbi dovuti a un malfunzionamento del sistema nervoso vegetativo: alterazioni della deglutizione, stipsi, problemi urinari, eccessiva salivazione, crisi di profusa sudorazione. Una diagnosi precoce supportata da evidenze strumentali, aiuta a differenziare tra Parkinson e Parkinsonismi e a impostare il corretto trattamento”.

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Un approccio multispecialistico

Da qui l’importanza che ci siano sul territorio centri specializzati e dedicati alla diagnosi e cura di questa malattia. “Dalla diagnosi alle visite di follow up, al Centro VAMP il paziente viene seguito passo dopo passo dall’equipe multispecialistica che si rende particolarmente preziosa nella risoluzione non solo dei problemi organizzativi (lunghi tempi di attesa e difficoltà di accesso ai servizi riabilitativi), ma anche sanitari, grazie a una presa in carico anche di eventuali problematiche cliniche sovrapposte (cardiologiche, urologiche, respiratorie, nutrizionali)” continua lo specialista.

Oltre al neurologo infatti, cui spetta la diagnosi e l’impostazione della strategia terapeutica, l’équipe comprende:

fisiatra, per l’impostazione del progetto riabilitativo

fisioterapista per l’attuazione del programma riabilitativo

internista, per il trattamento delle eventuali patologie concomitanti

cardiologo, per le problematiche correlate alla disfunzione neurovegetativa (ipotensione ortostatica, aritmie etc.)

pneumologo, per la valutazione ed il trattamento dei disturbi respiratori e comportamentali nel sonno

neuropsicologo nel caso si presentino disfunzioni della sfera cognitiva

otorinolaringoiatra per la valutazione strumentale (fibroscopica) dei disturbi della deglutizione

logopedista, in caso di disturbi dell’articolazione della parola (disartria/ipofonia) e/o della deglutizione

nutrizionista, per intervenire sulle modificazioni della dieta, per le interazioni tra alimenti e farmaci e per le correzioni di apporto calorico da attuare in caso di dimagramento o eccesso ponderale (non infrequenti nel corso della malattia)

Programmi riabilitativi personalizzati a seconda del grado della malattia

Nel Centro Vamp i pazienti sono seguiti da fisioterapisti in un programma riabilitativo neuromotorio individuale e personalizzato. “Vengono effettuati esercizi con o senza pedana mobile stabilometrica (PROKIN 252, TECNOBODY) per i deficit di equilibrio e dei riflessi posturali, training del cammino (anche attraverso l’impiego di stimoli acustici e visivi) con tapis roulant (treadmill C-MILL VR PLUS, MOTEK) supportato da programmi di realtà virtuale aumentativa e da immagini proiettate sul tappeto che simulano ostacoli, esercizi di stretching per ridurre le retrazioni muscolo-tendinee, di rinforzo muscolare, ed esercizi di frammentazione del compito in sottocompiti. In caso di “freezing” (termine che identifica quel particolare fenomeno in cui il paziente è letteralmente bloccato al pavimento all’inizio della marcia o durante la deambulazione, più frequentemente nell’attraversamento di porte o di spazi ristretti), i pazienti possono essere sottoposti a cicli di stimolazione elettrica transcranica (tDCS) associata al trattamento su treadmill.

Vengono infine eseguite sedute di attività aerobica, sviluppata con impiego di cicloergometri” continua il dottor Pisano. Nelle fasi avanzate della malattia, il percorso riabilitativo si può svolgere anche in regime di ricovero. “Per i pazienti in fase avanzata di malattia, può rendersi opportuno il ricovero, soprattutto qualora si debbano gestire patologie concomitanti e non vi siano alternative valide per migliorare l’autonomia del paziente attraverso la gestione ambulatoriale. Qualora il trattamento farmacologico convenzionale non sia più in grado di controllare adeguatamente il complesso quadro clinico della fase avanzata, si può ricorrere a procedure terapeutiche che, seppur invasive, possono rappresentare valide opzioni, tra cui l’infusione intraduodenale di levodopa (duodopa) tramite PEG o l’intervento neurochirurgico di stimolazione cerebrale profonda (DBS).”

Non solo cure: il sostegno al paziente e alla sua famiglia

“In considerazione dell’alto impatto epidemiologico, oltre a proporsi insieme ad alcune realtà già esistenti sul territorio al servizio dei pazienti, il Centro VAMP si prefigge anche altri obiettivi, tra cui l’organizzazione di forme di sostegno psicologico e iniziative di ricerca clinica: tutto questo per essere il più vicino possibile al paziente e ai famigliari nella lunga battaglia contro la malattia” conclude il dottor Pisano.

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