Sebino

Frana di Tavernola, interviene il Governo: tutele per i lavoratori

La risoluzione dell’onorevole Devis Dori del Movimento 5 Stelle sulla frana del Monte Saresano è stata votata e approvata all’unanimità.

Nel giorno di annuncio della riapertura della strada che collega Parzanica e Tavernola un’altra notizia positiva fa ben sperare gli abitanti del lago d’Iseo. La risoluzione dell’onorevole Devis Dori del Movimento 5 Stelle sulla frana del Monte Saresano è stata votata e approvata all’unanimità. Un primo passo, ma importante, che dimostra la vicinanza del Governo alla grave minaccia che incombe su tutto il lago.

Il Governo dunque garantirà il proprio appoggio concreto. Innanzitutto su uno dei punti più discussi: il supporto delle Forze Armate. Con il testo approvato, il Governo si impegnerà a coinvolgerle e ad inviarle in soccorso della protezione civile in caso di necessità e a seguito della dichiarazione dello stato d’emergenza di rilievo nazionale. Un altro degli aspetti più attesi riguarda la collaborazione con l’Istituto Idrografico della Marina Militare, al quale potrebbero essere affidati una analisi dei dati del lago d’Iseo ma soprattutto dei rilievi idrografici del fondale in 3D, che costituirebbero uno studio propedeutico e fondamentale per il lavoro del Comitato istituito da Regione Lombardia e presieduto dal professor Nicola Casagli.

Al centro della risoluzione c’è anche la questione lavoratori. Il testo impegna infatti il Governo ad un sostegno vero nei confronti dei dipendenti dell’azienda. Se infatti lo studio commissionato dalla Regione dovesse sollecitare una revoca delle concessioni minerarie sul Monte Saresano, all’esecutivo si chiede di tutelare l’occupazione dei dipendenti del cementificio e di tutto l’indotto connesso in previsione anche di un ricollocamento di tutti i lavoratori attraverso un dialogo fra le parti, dalle istituzioni locali e nazionali all’azienda e ai sindacati.

Non solo, perché al Governo si chiede di andare a fondo. Attraverso le competenze del Ministero della transizione ecologica, e con la collaborazione di Ispra e Arpa Lombardia dove necessario, si domanda di accertare le cause degli eventi franosi del Monte Saresano, la loro possibile correlazione con l’attività estrattiva e l’eventuale compatibilità di una ripresa dell’attività stessa con la presenza di una frana in atto. Di più, si chiede di accertare la “sussistenza dell’eventuale minaccia di danno ambientale”: il riferimento è ai materiali e alle sostanze che risulterebbero ancora stoccati all’interno del cementificio e che, se questo riprendesse la propria attività, si rivelerebbero potenzialmente pericolose.

Per quanto riguarda la strumentazione tecnica viene chiesto all’esecutivo che sia messa a disposizione “la migliore tecnologia possibile”. La richiesta riguarda la possibilità di utilizzare i dati provenienti dai satelliti Sentinel 1 e 2 e i satelliti Cosmo-Skymed dell’Agenzia Spaziale Itaiiana (Asi) in collaborazione con il Ministero della difesa. Oltre a questo si domanda che le autorità locali vengano dotate di strumenti di segnalazione sonora (sirene d’allarme) più forti, da adoperare nell’eventualità di un’evacuazione dell’area.

Inoltre si sollecita una maggiore interlocuzione fra Governo e Regione sulle soluzioni quest’ultima dovrà adottare per la mitigazione del rischio idrogeologico, ma soprattutto per assicurare alla giunta lombarda i finanziamenti – attingendo eventualmente anche a fondi europei – nell’ambito della programmazione del ReNDIS (Repertorio nazionale per la difesa del suolo) per il quale è necessario proprio uno studio di fattibilità predisposto da Regione Lombardia.
Infine, l’ultimo punto del testo guarda più in grande e auspica che siano potenziate le Aziende regionali di protezione ambientale (Arpa), parte integrante del Sistema nazionale di protezione ambientale, le cui capacità risultano “sottodimensionate rispetto alle richieste di intervento (studi/monitoraggi/progetti) che provengono dai territori e dalle amministrazioni locali”.

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