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"È il più grande gioiello di Bergamo": Maria Pia de Vito al taglio del nastro del nuovo Donizetti - BergamoNews
L'intervista

“È il più grande gioiello di Bergamo”: Maria Pia de Vito al taglio del nastro del nuovo Donizetti

La direttrice artistica di Bergamo Jazz Festival: "È un momento simbolico molto potente"

“Sarà la celebrazione di un gran bel rito collettivo”. È così che Maria Pia De Vito, direttrice artistica di Bergamo Jazz Festival, si immagina il primo concerto Jazz al Teatro Donizetti di Bergamo che verrà restituito alla città nella mattinata di venerdì 28 maggio. Per la cantante partenopea sarà un momento di arte, musica e spiritualità allo stesso tempo.

Una donna con grande carattere, grinta e rigore ferreo, una professionista dedita alla vera bellezza. Così ci appariva Maria Pia nel 2019, quando per la prima volta si presentava ai lettori di Bergamonews. Ad oggi, questa percezione è rimasta la stessa. Anzi, si è rafforzata. Dal momento della sua nomina a direttrice artistica, molte sono state le sfide che Maria Pia De Vito e tutta la squadra di Bergamo Jazz hanno dovuto affrontare a causa della pandemia. Il team non si è mai dato per vinto, anche grazie al sostegno dei fedeli amici del Festival, che rinascerà nella quarantaduesima edizione in programma dal 16 al 19 settembre.

La rivedremo a Bergamo proprio in occasione proprio dell’inaugurazione del Teatro Donizetti, che lei definisce come il “gioiello” della città. Tra i gioielli di Bergamo, dobbiamo annoverare anche la stessa Maria Pia De Vito, una figura positiva e di valore per il Teatro e il Festival Jazz, un modello di resistenza e tenacia per tutte le giovani e i giovani che vogliono fare della musica il proprio mestiere.

L’apertura del Teatro Donizetti ai cittadini è un momento di vera rinascita. Per lei cosa rappresenta questo momento?
È un momento simbolico molto potente. Avere di nuovo accesso al Teatro “gioiello” della città, proprio in questo momento di riapertura alla fruizione delle arti dal vivo, è una doppia bellezza.

Come immagina il primo concerto jazz nel nuovo Teatro Donizetti?
Come la celebrazione di un bel rito collettivo insieme ai fedeli amici del Festival Jazz, che non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza.

Quando la rivedremo a Bergamo?
Sarò a Bergamo proprio in occasione dell’inaugurazione del Teatro e presenzierò a tutti gli eventi dal vivo.

Nell’ultimo anno e mezzo lei e tutta la squadra di Bergamo Jazz avete più volte dovuto riprogrammare il Festival a causa dell’incertezza. Vuole raccontarci questi difficili mesi di lavoro?
È stato il momento durissimo che tutti conosciamo. Una prova di resistenza allo stress e di pazienza per tutti noi al lavoro per la Fondazione Teatro Donizetti, per me e i miei colleghi musicisti, per le agenzie di spettacolo. È stato spesso scoraggiante, in una nebulosa di notizie incerte, ma adesso guardo con gratitudine al lavoro incessante di quest’anno, che mi hanno fatto apprezzare ancora di più quanto dietro la professionalità della squadra di Bergamo Jazz ci sia una grande passione, per la musica e per il Festival.

Maria Pia De Vito
Maria Pia De Vito, direttrice artistica di Bergamo Jazz Festival (Foto Rota)

Nei momenti di sconforto dove ha trovato la forza necessaria per non abbattersi e continuare a progettare nuova musica?
Sul piano personale è stata una profonda disamina delle motivazioni profonde intorno al mio fare musica, ed una ricerca continua di elementi di ispirazione, visto l’isolamento. È stato un periodo di grandi letture e di studio. Ma anche di comunicazioni fitte con i colleghi. In un senso più ampio, è nata l’urgenza di fare il possibile per proteggere il bene immenso che la cultura e la musica rappresentano nella vita di tutti noi. Sappiamo quanto il nostro settore si sia ritrovato senza garanzie in tutta questa fase di emergenza

A malincuore, come lei stessa ha dichiarato, è stata presa la scelta di rinviare la quarantaduesima edizione di Bergamo Jazz a settembre. Nell’attesa avremo due concerti al Donizetti. Ci presenti i musicisti che suoneranno sul palco venerdì 11 giugno.
L’11 giugno avremo in prima mondiale il quartetto composto da Michael League e Bill Laurence, l’uno poliedrico bassista, compositore e arrangiatore, l’altro versatile pianista e tastierista. Entrambi fanno parte degli Snarky Puppy, formazione esplosa qualche anno fa in maniera interessante ed anomala: in pochi anni ha vinto molti Grammy Awards. Con loro ci saranno Lionel Loueke, interessantissimo chitarrista, vocalista e compositore del Benin, collaboratore di grandi quali Herbie Hancock e Wayne Shorter, e Jeff Ballard alla batteria, anch’egli partner di grandi nomi tra i quali mi piace ricordare il compianto Chick Corea e Brad Meldhau.

Nella seconda serata in programma, saliranno sul palco il pianista Danilo Rea e Gianluigi Trovesi. Cosa aspettarci da questo inedito duo?
Si tratta di una collaborazione apparentemente inedita, anche se negli anni Danilo e Gianluigi hanno calcato il palco insieme in diverse occasioni. Ma questa è una “prima ” in duo, che ho immaginato e voluto per gli eventi di riapertura del Donizetti: idea che è stata accolta da loro con piacere ed entusiasmo.

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