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Bcc, la Caravaggio dice no alla fusione con Treviglio

Il consiglio di amministrazione della Bcc Caravaggio Adda e Cremasco nella seduta di venerdì 21 maggio ha deciso: un no unanime alla proposta di fusione espresso dai 12 consiglieri, compreso il presidente Giorgio Merigo.

Nessuna fusione tra la Bcc Caravaggio Adda e Cremasco e la Cassa rurale di Treviglio. Una fusione caldeggiata dalla capogruppo Iccrea che finisce in un nulla di fatto.

Il consiglio di amministrazione della Bcc Caravaggio Adda e Cremasco nella seduta di venerdì 21 maggio ha deciso: un no unanime alla proposta di fusione espresso dai 12 consiglieri, compreso il presidente Giorgio Merigo. A prevalere sulla continuità territoriale ed il mantenimento di tutte le filiali, sarebbero state le riserve sulla sostenibilità finanziaria e patrimoniale dell’operazione. La Bcc di Caravaggio, infatti, vanta solidi risultati di bilancio. Con i suoi 12 mila soci, 38 filiali sparse tra le province di Bergamo, Crema, Lodi e nel Milanese ha chiuso con un utile netto di 3,4 milioni e un indice patrimoniale Cet 1 salito al 19,19% dal 17,53 del 2019. A fermare l’operazione sarebbero stati anche i possibili risvolti sull’economia post Covid, l’incognita legata alla fine delle moratorie su prestiti e mutui e capacità di privati e aziende di far fronte agli impegni avrebbe raffreddato gli animi per la fusione.

Ora bisognerà attendere le prossime mosse della Cassa rurale di Treviglio in cerca di un partner.

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