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Donizetti Opera 2021: il festival dei giovani - BergamoNews
La presentazione

Donizetti Opera 2021: il festival dei giovani video

Adina, Marie e Medea. Ecco le star indiscusse del prossimo Donizetti Opera Festival, annunciato in conferenza stampa nella mattinata di venerdì 21 maggio dal rooftop di Torre Allianz a Milano.

Adina, Marie e Medea. Ecco le star indiscusse del prossimo Donizetti Opera Festival, annunciato in conferenza stampa nella mattinata di venerdì 21 maggio dal rooftop di Torre Allianz a Milano.

Dal 18 novembre al 5 dicembre 2021 la città di Bergamo vivrà nuovamente di musica donizettiana, questa volta dal vivo. A una settimana esatta dall’apertura ufficiale del restaurato Teatro Donizetti, che avverrà il prossimo venerdì 28 maggio, già si esplorano nuovi mondi, quelli che solo Gaetano Donizetti sa farci scoprire. Tra le tante sorprese di questo settimo festival dedicato al compositore bergamasco più famoso al mondo, c’è anche la nuova veste di Gaetano, che da super eroe diventa il nuovo Indiana Jones del Belcanto della nostra terra. Non sarà di certo un viaggio in solitaria. Si navigherà insieme ad un cast d’eccezione, tra confermate e nuove stelle. E poi ci saranno loro, le tre super dive che stavamo aspettando. Adina, Marie e Medea.

Il diamante di immenso valore di questa edizione sarà la Bottega di Donizetti, progetto nato duranto una uggiosa gironata parigina, come racconta Alex Esposito, a cui è stata affidata la masterclass a cui parteciperanno cinque giovani talenti della lirica selezionati tra tanti da tutto il mondo. La squadra capitanata da Esposito si esibirà sul palco del prossimo festival, con regolare cachet, un aspetto che tutto lo staff della Fondazione Teatro Donizetti ha voluto sottolineare.

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I giovani saranno protagonisti dell’edizione 2021. Come lo saranno Adina, l’eroina de “L’elisir d’amore”, Marie l’intraprendente e coraggiosa “Fille Du Regiment” e Medea, il personaggio raccontato dalle note da Simon Mayr, il maestro di Donizetti, di cui Francesco Micheli, direttore artistico del festival, ha voluto mettere in luce il lato più umano è fragile, proprio quello che é giusto raccontare.

“Si tratta di due grandi titoli donizettiani, famosi in tutto il mondo – commenta Micheli -. A questi si affianca un’opera di Simon Mair che sarà messa in scena al teatro Sociale di Città Alta”.

“L’opera non è una forma di intrattenimento, è una meravigliosa metafora della vita – prosegue Micheli – quest’anno in particolare racconteremo il Gaetano che non si arrende, che si rimbocca le maniche per raggiungere i propri obiettivi”. Una particolarità di questa edizione, infatti, sarà l’assenza del titolo relativo a Donizetti 200, la riproposizione che ogni anno il festival fa di un lavoro donizettiano a 200 anni di distanza. Due secoli fa, il giovane Gaetano si trovò ad affrontare un periodo difficile della propria carriera, primo di lavori in vista. E come tanti giovani d’oggi, diede il massimo per arrivare dove si era prefissato.

“Quello che oggi presentiamo è un festival giovane rispetto agli altri del panorama italiano – spiega Giorgio Gori, sindaco di Bergamo – ha saputo però guadagnarsi in pochi anni un importante prestigio internazionale”. Un prestigio che è stato consacrato dal premio Opera Festival europeo come miglior festival di lirica. “Questa edizione ha una marcia in più – continua il sindaco – Seguirà all’edizione 2020, completamente digitale, che ha avuto un successo oltre ogni aspettativa”. I numeri parlano chiaro. L’edizione andata sulla webtv ha visto tremila spettatori, più di 2200 abbonamenti da oltre trentatré paesi nel mondo. È anche per questo che non verrà abbandonato il canale online, anche dopo la riapertura dei teatri al pubblico. “Voglio rivolgere un pensiero a tutti i lavoratori dello spettacolo che hanno passato un periodo molto difficile – conclude il sindaco “La città è molto orgogliosa della Fondazione che in pochi anni è riuscita a dare a Donizetti il prestigio che merita”.

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“La riapertura del Teatro Donizetti alla fine di maggio – ha sottolineato il presidente della Fondazione Giorgio Berta – è un evento per la nostra città ma è anche il risultato dello spirito tenace e combattivo che ci contraddistingue. Quello spirito che, anche durante il 2020, ci ha spinto a portare a termine i lavori e addirittura a mettere in scena lo scorso novembre il festival Donizetti Opera scommettendo sulla creazione di una webTV che all’inizio sembrava un azzardo ma che si è rivelata un successo, tanto da configurarsi fra gli strumenti più utili sui quali continuare a investire in futuro, con l’obiettivo di ripopolare la platea e i palchi e di attrarre sempre nuovo pubblico alla musica di Donizetti e a tutto quello che Bergamo ha da offrire”.

“Il rilancio del festival dopo i mesi di isolamento si basa su alcuni punti fermi – precisa il direttore musicale Riccardo Frizza – Vogliamo che il Donizetti Opera sia sempre più il festival di riferimento a livello mondiale per la musica di Donizetti e per il repertorio dell’opera romantica, per questo la prima opera del 2021 sarà L’elisir d’amore, che si potrà ascoltare con l’orchestra “Gli Originali“, fondata appositamente per lo studio delle prassi esecutive dell’epoca. La ricerca di un suono e di uno stile specifici e adeguati alla musica di Donizetti è legata quindi alla scelta dei cast, nei quali spiccano celebrità come Javier Camarena (che sarà anche impegnato con noi nell’incisione di un nuovo disco donizettiano) affiancate a più giovani artisti appositamente selezionati. Oltre a Sara Blanch e Caterina Sala, l’attività di formazione e lancio di nuove voci donizettiane passa attraverso la Bottega Donizetti curata da Alex Esposito”.

In attesa di riaprire il teatro al pubblico, viene anticipato un altro riconoscimento per il festival e la fondazione. “Vogliamo far rivivere il teatro – interviene Massimo Boffelli, direttore generale della fondazione – Quest’anno siamo stati scelti come sede di Oper Europa, l’olimpiade della lirica che raccoglie i più importanti direttori d’opera europei. Sarà una sfida importante anche dal punto di vista delle misure anti Covid”.

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IL PROGRAMMA

La settima edizione del festival Donizetti Opera – già vincitore dell’“Oper! Award” come miglior festival europeo per la critica tedesca – è formata da tre titoli operistici, una nuova creazione e una serie di appuntamenti concertistici e attività collaterali che verranno dettagliati nei prossimi mesi: serata inaugurale (18 novembre) con il basso bergamasco Alex Esposito e gli allievi della Bottega Donizetti da lui curata per un inedito operashow intitolato C’erano una volta due bergamaschi…, quindi nel Teatro Donizetti restaurato L’elisir d’amore (19 e 28 novembre, 5 dicembre) e La fille du régiment (21 e 26 novembre, 3 dicembre) di Donizetti e Medea in Corinto di Giovanni Simon Mayr (20 e 27 novembre, 4 dicembre) al Teatro Sociale.

La serata inaugurale del Donizetti Opera 2021, in programma al Teatro Sociale giovedì 18 novembre (ore 20) e intitolata C’erano una volta due bergamaschi… sarà appunto dedicata a Esposito e ai suoi ragazzi con un “operashow” che non è soltanto l’occasione per presentarli al pubblico ma anche per raccontare due vite parallele nel segno dell’opera e di Bergamo: quella di Donizetti e quella di Esposito. Non un semplice recital o un galà lirico, ma un vero spettacolo con una sua drammaturgia preparata da Alberto Mattioli e da Francesco Micheli e un messaggio: l’opera è più viva che mai e il Festival non vuole solo celebrarne il passato, ma anche prepararne il futuro. Il programma musicale – affidato al pianista Michele D’Elia e all’Ensemble Donizetti Opera – comprende accanto a pagine di Donizetti altre di Jacques Offenbach, Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozart, Arrigo Boito e Hector Berlioz, scelte per comporre un ritratto in musica dello stesso Esposito.

La programmazione prosegue al Teatro Donizetti con due titoli operistici fra i più famosi e rappresentati del compositore bergamasco, due pagine a lieto fine che ci si augura proprio possano fungere da demarcazione rispetto ai mesi tristi della pandemia. Come sempre fondamentale nella stesura del programma festivaliero, è l’attività di studio e ricerca sull’eredità e la codifica dell’identità musicale operistica di Donizetti, affidata alle cure della sezione scientifica della Fondazione Teatro Donizetti, diretta da Paolo Fabbri.

Per L’elisir d’amore (Teatro Donizetti,19 e 28 novembre, 5 dicembre) tornerà sul podio il direttore musicale Riccardo Frizza alla guida dell’Orchestra Gli Originali, costituita tre anni fa in seno al festival con la volontà di proporre le pagine donizettiane con un organico e con gli strumenti dell’epoca al fine di riscoprire suono, timbro ed equilibri fra voci e orchestra il più possibile fedeli all’originale. Lo spettacolo, un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti, è firmato da Frederic Wake-Walker – regista, produttore e curatore di progetti multidisciplinari con collaborazioni di rilievo fra cui il Teatro alla Scala, il Maggio Musicale Fiorentino, il festival di Glyndebourne, La Monnaie di Bruxelles, la Konzerthaus di Berlino oltre alla sua Mahogany Opera e Mica Moca – con un team “al femminile” composto da Federica Parolini (scene), Daniela Cernigliaro (costumi) e Fiammetta Baldiserri (luci). Andato in scena al Milano nel 1832, L’Elisir d’amore è senza dubbio uno dei lavori più significativi di Donizetti e in questa occasione di festa per la riconquistata vita sociale sarà interpretata da un cast che affianca celebrità come il tenore Javier Camarena (Nemorino) e il baritono Roberto Frontali (Dulcamara) a giovani e giovanissimi come il baritono Florian Sempey (Belcore), e i soprani Caterina Sala (Adina) e Anaïs Mejías (Giannetta). Il Coro Donizetti Opera è diretto come sempre da Fabio Tartari.

Recuperata dal programma del 2020, La fille du régiment (Teatro Donizetti, 20 e 28 novembre, 3 dicembre) sarà presentata seguendo la nuova edizione critica a cura di Claudio Toscani per Casa Ricordi nell’ambito dell’Edizione Nazionale realizzata con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti. Sul podio salirà una delle giovani bacchette più interessanti di oggi, Michele Spotti, che sarà impegnato quindi in uno degli ultimi capolavori del compositore orobico: scritta nel 1840, all’apice della carriera per l’Opéra-Comique, La fille du régiment è stata da subito molto apprezzata sui palcoscenici di tutto il mondo e si caratterizza sia per la presenza d’irresistibili pezzi di bravura destinati al soprano e al tenore, sia per la peculiare vicenda che fa agire elementi storici, patriottici e sentimentali intorno a una protagonista femminile allegra quanto risoluta. Protagonisti maschili due cantanti fra i più acclamati di oggi per questo repertorio: il tenore John Osborn, che debutta al festival, e il baritono Paolo Bordogna, buffo per antonomasia dei nostri giorni. Nel ruolo della protagonista Marie il soprano spagnolo Sara Blanch, una voce da poco impostasi nel panorama internazionale, sulla quale il festival – come accaduto in altre occasioni – vuole scommettere; nel ruolo della Duchesse de Krakenthorp ci sarà invece Cristina Bugatty, attrice e personaggio tv, già protagonista nel 2020 del format della Donizetti webTV “Citofonare Gaetano” che ha accompagnato la diffusione delle opere del festival online.

La nuova produzione dell’opera è firmata dal giovane regista cubano Luis Ernesto Doñas (noto a Bergamo per il recente allestimento di Rita per la Donizetti Night e per le scuole), con le scene di Angelo Sala, i costumi di Maikel Martinez, le coreografie di Laura Domingo e le luci di Fiammetta Baldiserri. L’allestimento è coprodotto con la Fondazione Arena di Verona e con il Teatro Lírico Nacional de Cuba, per la prima volta impegnato in un progetto internazionale: non mancheranno quindi nell’ambientazione e nei colori caraibici i riferimenti alla recente storia cubana, così come nelle sezioni parlate, grazie al lavoro del regista con il dramaturg Stefano Simone Pintor. Inoltre, per La fille du régiment si rinnova la partnership avviata dal festival nel 2019 con il Palazzetto Bru Zane, istituzione francese con sede a Venezia e oltre dieci anni di attività in favore dello studio e della riscoperta del repertorio musicale romantico francese: Alexandre Dratwicki, direttore scientifico del Palazzetto Bru Zane, seguirà come coach linguistico il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala e gli artisti impegnati nella Fille per la più corretta preparazione del canto in francese.

Il ciclo #donizetti200 ha una pausa nel 2021 poiché nel 1821 la carriera di Donizetti non fu segnata da alcun debutto. Questa mancanza offre però un’occasione molto preziosa per un bicentenario legato a Giovanni Simon Mayr, maestro di Gaetano, che nel 1821 presentò proprio al Teatro Sociale di Bergamo una nuova versione della sua Medea in Corinto su libretto di Felice Romani scritta per il San Carlo di Napoli nel 1813. Si è cosi deciso di metterla in scena dove aveva debuttato, con la direzione di Jonathan Brandani– esperto del repertorio operistico fra Sette e Ottocento –e un nuovo allestimento firmato dal direttore artistico Francesco Micheli, con le scene di Edoardo Sanchi, i costumi di Giada Masi e le luci di Alessandro Andreoli. L’Orchestra e il Coro (diretto da Fabio Tartari) sono quelli Donizetti Opera. Nel cast sfilano alcuni interpreti di assoluto prestigio come Carmela Remigio (Medea), Antonino Siragusa (Giasone) e poi alcune voci che in questi anni si stanno affermando a livello internazionale come Marta Torbidoni (Creusa), Michele Angelini (Egeo) e Roberto Lorenzi (Creronte), Caterina Di Tonno (Ismene), Marcello Nardis (Tideo).

Non mancherà una programmazione specifica per il Dies Natalis (29 novembre) con una celebrazione di musica sacra, e poi un recital del soprano Sara Blanch e del baritono Paolo Bordogna al Teatro Sociale, teatro in cui si esibì giovanissimo anche Donizetti.

Il festival Donizetti Opera avrà un suo prologo con il pubblico, il 2 giugno quando Francesco Micheli salirà sul palcoscenico al Teatro Donizetti restaurato (ore 19) accogliendo per la prima volta il pubblico in sala a Bergamo per la Donizetti Revolution vol. 7, la presentazione-spettacolo per descrivere il Festival con i soprani Carmela Remigio e Caterina Sala con il pianista Michele D’Elia (biglietti disponibili sul sito gaetanodonizetti.org).

Per la data della prossima Donizetti Night, l’attesissima festa cittadina che ogni anno chiama a raccolta migliaia di persone nel nome di Gaetano Donizetti, si attendono evoluzioni della situazione pandemica.

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