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Anagrafe delle Rsa affidata ai carabinieri, il Governo non si fida più delle Regioni? - BergamoNews
Scoppia il caso

Anagrafe delle Rsa affidata ai carabinieri, il Governo non si fida più delle Regioni?

Nota di Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia: “Non è un segnale rassicurante, sembra si cerchino colpevoli”.

“Forse il Governo non si fida più delle regioni, di qualsiasi colore politico siano. Regioni che durante la pandemia hanno sbagliato a fornire i dati dei contagi, che non sono riuscite a fare i tracciamenti, che non hanno individuato subito gli ospedali e hub solo covid permettendo all’epidemia di dilagare…”.

Così Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl Lombardia, commenta il fatto per cui l’arma dei Carabinieri è stata incaricata di realizzare una anagrafe delle residenze socio assistenziali, recante il numero delle strutture operative, la rispettiva capacità recettiva, le modalità organizzative ed ogni altro aspetto d’interesse.

“Insomma, si scomodano i Carabinieri per restituire la giusta attenzione agli anziani che dovrebbe essere più che mai una priorità per le istituzioni e per tutta la nostra comunità nazionale. Purtroppo queste dimenticanze politiche, riforme costituzionali incompiute, strategie e programmazioni sbagliate, mancati finanziamenti e tagli di risorse sono imputabili ai Governi degli ultimi 30 anni”.

Forse, aggiunge il segretario dei Pensionati Cisl, “il Governo ha ritenuto che il servizio sanitario delle regioni non sia in grado di svolgere con obbiettività i suoi compiti istituzionali. Inviare i Carabinieri nelle Rsa non è un segnale rassicurante per i cittadini che si rivolgono con fiducia al sistema. Oltre a delegittimare apertamente regioni e Ats, può apparire come un’indagine per cercare dei colpevoli”.

“Dopo questa pandemia è risultato molto più evidente lo scollamento tra le Rsa e il servizio sanitario pubblico, Rsa che non possono essere “ignorate” dallo stesso servizio sanitario di cui sono già oggi parte integrante. La nostra urgenza è rimettere in Lombardia e nel Paese l’invecchiamento, la cronicità e la non autosufficienza al centro della programmazione e dei servizi. In questo rilancio ci deve essere anche un’attenzione particolare a tutto il mondo delle strutture per anziani e a tutta quella filiera parallela all’invecchiamento, dalla assistenza domiciliare ai centri diurni, dalla cronicità alla riabilitazione, fino agli hospice, per garantire a tutti di potersene andare con dignità e rispetto”.

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