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Atalanta, è ora di riscrivere la storia: con la Juve per un trofeo che manca da 58 anni - BergamoNews
La presentazione

Atalanta, è ora di riscrivere la storia: con la Juve per un trofeo che manca da 58 anni

I nerazzurri tornano in finale due anni dopo la delusione dell'Olimpico: chiudere questa stagione straordinaria con la conquista della Coppa Italia sarebbe davvero incredibile

Il Mapei Stadium di Reggio Emilia è pronto ad ospitare questa sera la 73^ finale della Coppa Italia. A contendersela saranno la squadra che ha vinto più edizioni nella storia, ben 13, ossia la Juve e l’Atalanta, che di vittorie può vantare solamente quella epica del 1963.

Per la formazione atalantina si tratta della quinta finale della sua ultracentenaria storia. Oltre infatti a quella vinta a Milano contro il Torino, la Dea giocò anche quella del 1987 (persa contro il Napoli), quella del 1996 (persa contro la Fiorentina) e l’ultimo atto di due anni fa nel quale dovette arrendersi a Roma contro la Lazio.

Mai come quest’anno però le possibilità che la squadra nerazzurra possa riportare a casa dopo tantissimi anni il trofeo sono davvero elevate. Il gap tecnico tra le due contendenti appare oggi sostanzialmente azzerato, complici da un lato la crescita esponenziale della Dea e dall’altro una stagione non certamente esaltante dei bianconeri.

I ragazzi di Gasperini hanno già matematicamente conquistato il diritto di giocare nuovamente in Champions, mentre la Juve cercherà di ottenere questo pass domenica prossima nell’ultima giornata di campionato, anche se Milan e Napoli faranno di tutto per lasciare fuori i bianconeri dall’Europa che conta.

All’euforia con cui l’ambiente atalantino affronta questa finale, fa da contraltare il clima di scoramento che si respira a Torino per un’annata da dimenticare e che solo un’eventuale vittoria stasera potrebbe parzialmente riscattare.

L’Atalanta vuole però a tutti i costi cominciare a vincere qualcosa. La squadra gioca in maniera fantastica, conquista vittorie importanti in campionato, qualificazioni europee, ma un trofeo nella bacheca manca da troppi anni. E questa sera l’occasione è davvero troppo golosa per lasciarsela sfuggire.

Anche perché a Bergamo ed ai tifosi nerazzurri non è ancora andata giù la sconfitta patita in finale due anni fa, soprattutto per le modalità con le quali la stessa è scaturita.

Se la finale si giocasse con partite di andata e ritorno, credo che, alla luce di quanto ho appena scritto, l’Atalanta sarebbe leggermente favorita. In gara secca è tutto completamente diverso ed i campioni che annovera la Juventus possono fare la differenza.

Poi, come sempre, dipenderà da tanti fattori ma, in partenza, credo che le due formazioni abbiano le medesime probabilità di alzare la Coppa, anche se la speranza è che l’entusiasmo nerazzurro possa alla fine prevalere.

La mia non più tenera età, pur non consentendomi di poter vedere la vittoria del 1963 (sarei nato qualche mese dopo), mi ha concesso di assistere alle sconfitte contro il Napoli di Maradona e la Fiorentina di Batistuta, squadre che onestamente erano superiori all’Atalanta. Non altrettanto posso affermare per la Lazio di Inzaghi che alzò il trofeo tra mille polemiche nel 2019. Di quella finale mi resta però il ricordo di una trasferta vissuta insieme ad altri 25mila atalantini sugli spalti dell’Olimpico, incredibile.

Le due formazioni si sono affrontate in Coppa Italia in 12 occasioni: 4 le vittorie atalantine, 5 quelle bianconere e 4 pareggi. Memorabile, nei quarti di finale di due anni fa, il 3-0 rifilato dai nerazzurri agli avversari nella gara di Bergamo con la rete di Castagne e la doppietta di Zapata. Poi la cavalcata fino alla finale persa amaramente – e immeritatamente – a Roma contro la Lazio.

L’anno precedente, in semifinale con partite di andata e ritorno, la Juve eliminò la Dea con un doppio 1-0, andando poi a vincere la Coppa con un netto 4-0 sul Milan.

Chiudere questa stagione straordinaria con la conquista della Coppa Italia sarebbe davvero incredibile. Forza Dea, manca solo un passo.

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