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Operaio 54enne investito da un tir in retro: terzo morto sul lavoro in dieci giorni - BergamoNews
Drammatico bilancio

Operaio 54enne investito da un tir in retro: terzo morto sul lavoro in dieci giorni

L'ultima vittima è Sergio Persico di Orio, deceduto lunedì mattina nel piazzale della De Berg di Spirano: lascia la moglie e due figlie piccole

Tre morti in dieci giorni. È il pesante bilancio delle tragedie sul lavoro che riguarda la provincia di Bergamo. L’ultima vittima è Sergio Persico, operaio 54enne di Orio al Serio, deceduto lunedì mattina nel piazzale della De Berg di Spirano.

L’uomo ha perso la vita poco prima di mezzogiorno. Stava attraversando a piedi il piazzale antistante la ditta, che si occupa di poliestere espanso, quando è stato travolto da un tir in retromarcia. Alcuni colleghi che hanno assistito alla scena hanno lanciato l’allarme e sul posto, in via Campo Romano, un’area industriale non lontana dalla Francesca, è arrivata un’ambulanza e poco dopo anche l’elisoccorso insieme ai carabinieri di Treviglio.

Il personale sanitario ha cercato di rianimare il 54enne, che però è deceduto nel giro di pochi istanti a causa delle gravi lesioni riportate nell’impatto con il camion.

Alla guida un 42enne bergamasco, sotto shock per l’accaduto, che ha messo in moto il mezzo senza accorgersi del passaggio del collega.

De Berg di Spirano

La salma è stata composta nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove nelle prossime ore sarà effettuata l’autopsia per chiarire i contorni della vicenda.

Persico, originario di Grassobbio e grande tifoso atalantino, lascia nel dolore la moglie Samanta di 47 anni e due figlie piccole, Tessa di 7 e Alison di 14 anni, con le quali abitava a Orio al Serio dal 2001.

Dolore per la tragedia è stato espresso dal sindaco di Spirano, Yuri Grasselli, arrivato sul posto, e dal suo omologo di Orio, Alessandro Colletta, che conosceva di persona il 54enne e la sua famiglia.

Si tratta della terza vittima sul lavoro in una decina di giorni per la Bergamasca. Il 6 maggio a Pagazzano, non lontano da Spirano, era morto in cantiere il 46enne Maurizio Gritti. Due giorni dopo, sempre all’interno di un cantiere, questa volta a Tradate (Varese), era deceduto Marco Oldrati, 52enne di San Paolo d’Argon.

Le sezioni bergamasche di Cgil, Cisl e Uil sono tornate a reclamare maggiori tutele per i lavoratori, con “l’attuazione di un piano strategico nazionale e provinciale, su salute e sicurezza sul lavoro, che oltre alla denuncia si trasformi in proposte concrete e condivise, percorso completamente assente nel nostro paese”. Inoltre hanno lanciato la proposta di “un patto oggi non più rinviabile per garantire a ogni dipendente, regolarità sul piano contrattuale, legalità, rispetto e centralità della persona e adeguata organizzazione del lavoro, con retribuzioni dignitose, agendo sui diversi piani di intervento, in tutti i settori e attraverso l’impegno diversificato, sul livello nazionale, nei territori e in ogni realtà lavorativa”.

Anche il mondo politico si unisce al cordoglio. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha parlato dell’ennesimo “lutto grave e ingiustificabile”, spiegando che “la Regione ha incrementato le azioni a salvaguardia dei lavoratori con un impegno che continuerà a essere costante e, dove possibile, ancora più forte”.

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