Vaccini Covid, tutti guardano alla Lombardia: ora è davvero locomotiva d'Italia - BergamoNews
La campagna

Vaccini Covid, tutti guardano alla Lombardia: ora è davvero locomotiva d’Italia

Dopo le difficoltà iniziali, la campagna guidata da Bertolaso ora viaggia a velocità sostenuta: e la provincia di Bergamo, in questo quadro, sta facendo ampiamente la propria parte.

Dopo essere stata investita per prima dallo tsunami Covid-19, tra la fine di febbraio e il marzo 2020, e aver incassato critiche su critiche per la gestione della prima fase della campagna vaccinale, ora la Lombardia sta mettendo a referto una rivincita dopo l’altra.

Perché anche i più assidui detrattori, che ironizzavano quasi quotidianamente sulla tanto decantata “eccellenza lombarda”, ora non possono far altro che riconoscere il cambio di passo messo in atto dal Pirellone.

Un processo faticoso, inutile negarlo, perché i cambi al vertice nell’assessorato al Welfare e nella gestione del piano vaccinale sono stati l’ammissione implicita che qualcosa non stesse funzionando nel modo corretto.

Molte cose sono cambiate dall’arrivo dei primi vaccini, a fine 2020: le poche dosi a disposizione sono state gestite, e mentre altre Regioni avevano iniziato a grande velocità a somministrare raggiungendo anche picchi superiori al 100% (fu il caso della Campania, spiegato qui) la Lombardia si era mantenuta su percentuali relativamente basse, attirando su di sé le prime critiche.

Dalle inoculazioni ai medici fino agli insegnanti, per poi iniziare con la popolazione over 80, la più a rischio col Covid: la fase “massiva” ha messo in evidenza un nuovo imprevisto, quello del sistema di prenotazione gestito da Aria che ha creato più di un imbarazzo ai vertici regionali, tra momenti di “down” della piattaforma e appuntamenti mancati o assegnati a chilometri di distanza dal domicilio dei cittadini.

Ma sono gli stessi giorni in cui la Lombardia ha preparato la sua macchina da guerra: la corsa ai vaccinatori, partita in sordina, si è rivelata un successo con la grande messa a disposizione di medici e infermieri; il reperimento degli hub territoriali ha dimostrato l’ampia disponibilità di chiunque potesse garantire spazi idonei; il nuovo consulente del Pirellone Guido Bertolaso ha infine portato l’intero sistema a una capacità massima di 120mila inoculazioni al giorno, calendarizzando in modo preciso le tappe della campagna. 

Un piano ben strutturato, che si è però scontrato con una amara realtà: il reperimento delle dosi non è stato altrettanto preciso, coi ritardi nelle consegne soprattutto di AstraZeneca, che per questo ha perso anche il rinnovo del contratto di fornitura con l’Unione Europea.

Con un obiettivo di 85mila somministrazioni al giorno, consigliato dal generale Figliuolo, la Lombardia non ha avuto problemi a stare al passo, anzi: sono state diverse le giornate in cui quel target è stato  abbondantemente superato.

Così alla mattinata di domenica 16 maggio la Lombardia ha somministrato 4.667.612 dosi ai propri cittadini, il 91,88% di quelle a disposizione, rimanendo stabilmente in vetta nella graduatoria nazionale.

Tra chi sta gestendo con grande attenzione i vaccini a propria disposizione, macinando allo stesso tempo numeri superiori rispetto alle previsioni, c’è la provincia di Bergamo: la prima “prova di forza” nei quattro giorni da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio, con 54.799 vaccinazioni, ma anche nelle settimane seguenti si è andati avanti a ritmo sostenuto. 

La media è quella delle 9mila somministrazioni al giorno, ma da fine mese (consegne permettendo) ci potrebbe essere la possibilità di andare stabilmente sopra le 10mila.

Ad oggi in provincia di Bergamo ben oltre un terzo della popolazione target ha ricevuto almeno una dose del vaccino, con una percentuale che sfiora il 40%.

La campagna prosegue spedita e le prospettive sono chiare: dal 20 maggio apriranno le prenotazioni per la fascia 40-49 anni, il 27 maggio dai 30 ai 39, il 2 giugno si arriverà fino ai 16enni.

Così facendo, all’attuale ritmo di 85mila vaccini al giorno, tutti i lombardi avranno ricevuto almeno una dose entro il 30 giugno: termine chiaramente anticipato nel caso dosi e capacità degli hub dovessero aumentare.

 

 

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