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Finale di Coppa Italia, Padoin: "Tifo Atalanta, sta meglio e la Juve è vulnerabile" - BergamoNews
L'intervista

Finale di Coppa Italia, Padoin: “Tifo Atalanta, sta meglio e la Juve è vulnerabile”

Il doppio ex sicuro: "Ormai i nerazzurri sono una grande e possono vincere con chiunque, se vogliono vincere devono giocare con la massima tranquillità".

A Bergamo vedere l’Atalanta che si presenta a una finale di Coppa Italia guardando la Juve dall’alto in basso fa un certo effetto: non eravamo abituati.

Ma cosa ne pensa Simone Padoin, che ha in bacheca cinque scudetti e due Coppa Italia con la Juve, ma all’Atalanta è diventato calciatore collezionando ben 156 presenze in nerazzurro?

“Da tifoso atalantino” Simone risponde proprio così “fa effetto: la Juve è abituata a stare a certi livelli, l’Atalanta…non lo era. Oggi è diverso, perché l’Atalanta da tre anni è una grande“.

Quindi sorpresa, ma fino a un certo punto. E Padoin spiega. “L’Atalanta sta disputando un campionato straordinario, ha acquisito grande consapevolezza nei propri mezzi, ormai è nell’élite del calcio italiano, anzi tra le squadre italiane è quella che ha fatto più bella figura in Europa”.

E allora anche il confronto con la Juve non è più improponibile… “No, infatti. L’Atalanta può giocarsi alla grande le sue carte e questa è la cosa più bella, se pensiamo anche alla realtà di qualche anno fa, è cambiato tutto da quando giocavo io nell’Atalanta”.

Però sono rimasti, fin dalla crescita dei giovani, i principi di Mino Favini: educazione, correttezza, la passione per la maglia.

“Ah sicuramente, Favini ci ha insegnato tantissimo. Io, parlando di cambiamento, intendevo” prosegue Padoin “che ora la squadra va su ogni campo con la consapevolezza di poter vincere, mentre qualche anno fa lottavi per salvarti prima possibile. Adesso addirittura si fa meno fatica a fare risultato fuori casa e va dato atto alla società, al mister, ai ragazzi che hanno creato una realtà fantastica”.

Peccato solo che il pubblico non possa assistere a tutto questo e solo nella finale di Coppa si comincerà in parte a riaprire gli stadi.

“Mi confronto ogni giorno con i tifosi atalantini e so bene quanto sono felici nel vedere i ragazzi a questi livelli e nello stesso tempo col rammarico per non poter seguire la squadra. Sono anni entusiasmanti, poi i tifosi bergamaschi sono molto legati alla loro squadra, c’è un legame fortissimo tra l’Atalanta e Bergamo e una tifoseria eccezionale, me ne sono reso conto anch’io”.

Ma di fronte a campioni come Ronaldo e non solo lui, l’Atalanta come può opporsi? “L’Atalanta può vincere come ha già fatto con la Juve, come ha dimostrato negli scontri diretti con le altre grandi. La Juve ha giocatori incredibili ma l’Atalanta può battere chiunque e poi adesso anche gli avversari cominciano a temere i nerazzurri, lo si vede, lo si capisce bene quando li affrontano. Perciò” continua Padoin “l’Atalanta deve giocare con la massima tranquillità per portare a casa la Coppa. Vero che i bianconeri sono abituati a vincere e ne hanno bisogno anche per una stagione non positiva, però adesso la Juve è vulnerabile e l’Atalanta sta meglio”.

Un ricordo delle sue vittorie? “Il primo scudetto, inaspettato. Il terzo, per il record di punti con Conte: vedete anche con l’Inter, ha una mentalità vincente straordinaria”.

Eppure Padoin ha imparato a vincere a Bergamo…”Eh sì, con la Primavera abbiamo vinto la Coppa Italia nel 2003, battendo in finale la Lazio”.

Il suo futuro nel calcio? “Ho il patentino per poter allenare fino alla Primavera e alla Serie D, mi piacerebbe con i giovani. Intanto ho aperto una palestra con mia moglie e al pomeriggio dò lezioni di tecnica calcistica ai ragazzi, poi vedremo. Adesso vivo a Bergamo”.

E l’ultimo pensiero va all’Atalanta: “Quando è andato via il Papu, che era il faro del gioco, pensavo che andassero in difficoltà, invece la squadra ha continuato spedita. Mi piace tantissimo Freuler, lo trovi ovunque e tutti si esprimono su livelli inimmaginabili: è l’Atalanta di Gasperini, va dato grande merito al mister che ha fatto crescere tantissimo tutti. Più di così cosa potrebbe fare?”

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