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La musica fa bene ai ragazzi, dopo il Covid di più, ma serve spazio: e aprire lo stadio ai concerti? - BergamoNews
A bergamo

La musica fa bene ai ragazzi, dopo il Covid di più, ma serve spazio: e aprire lo stadio ai concerti?

Sarebbe un segnale di grande sensibilità verso il mondo degli adolescenti che così eviterebbero anche di andare a Milano o ancor più lontano per vivere serate che saprebbero di ritorno alla vita normale  

Arriva l’estate. La seconda estate dell’era Covid-19. La seconda estate dopo una prima all’insegna del (quasi) liberi tutti, che ha poi portato un inverno di nuovi contagi e restrizioni.

Restrizioni sofferte a tutti, ma ancor più dai ragazzi, i più giovani che però sono quelli che, appena si apre uno spiraglio (o anche prima), si ammassano per un drink, una chiacchiera, un abbraccio collettivo…. Con una gran voglia di stare insieme. E con un gran rischio per gli adulti e gli anziani di famiglia.

Arriva l’estate, ma rispetto a un anno fa c’è una novità: i vaccini.

Che finalmente anche a Bergamo, anche in Lombardia, stanno andando alla grande, con numeri di dosi inoculate a una bella fetta di over 60, prestissimo di over 50 e anche altri più giovani in particolari categoria. Di questo passo per giugno avremo una forte tutela in più.

Arriva l’estate e da decenni per tanti, soprattutto gli adolescenti, è il tempo della musica, della musica dal vivo. Dei concerti, magari adesso in ampi spazi che consentano un discreto distanziamento.

Però a Bergamo questi due temi: concerti estivi e ampi spazi non sono poi così “normali”. Già prima della pandemia le occasioni di live come a Brescia, a Barolo, a Lucca… non esistevano. Vuoi per carenza di aree adatte, vuoi per scarsa attenzione e interesse.

Figuriamoci adesso che la necessità è di poter contare su un contenitore ancor più capiente per far sì che un bel numero di appassionati possa godersi i concerti. E ripagarne il costo.

Uno spazio però c’è e in altre città è usato per questi eventi: lo stadio.

Solo eccezionalmente (e tanti lustri fa, ci ricordiamo ancora un tour di Vasco Rossi nel 1993) utilizzato a questo scopo già quando era di proprietà comunale, ché creava problemi al manto del campo di gioco dell’Atalanta. Ora poi che la proprietà è diventata privata sembra ancor più difficile ottenerne l’utilizzo per qualche serata estiva a suon di musica.

Eppure… eppure sarebbe un gran bel gesto consentire che i ragazzi bergamaschi possano saltare, cantare, ballare insieme ai loro beniamini con la giusta distanza. Sarebbe un segnale di grande sensibilità verso il mondo degli adolescenti che così eviterebbero anche di andare a Milano – o ancor più lontano – per vivere serate che saprebbero di ritorno alla vita normale.

Forza Antonio, forza Luca, forza Percassi: aprite lo stadio alla musica e ai ragazzi. E se il terreno bisognerà rifarlo, lo si rifarà per una buonissima causa.

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