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Reddito di cittadinanza, a Bergamo tremila domande: più donne e over 30 - BergamoNews
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Reddito di cittadinanza, a Bergamo tremila domande: più donne e over 30

Il reddito percepito è mediamente di 300 euro circa. Il 64% dei beneficiari seguiti dal Comune di Bergamo sono italiani, il 36% stranieri.

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di contrasto alla povertà, alle diseguaglianze sociali e di inclusione sociale introdotta con decreto legge nel gennaio 2019.

Il Reddito viene erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza ed è subordinato all’adesione a un percorso di accompagnamento al lavoro e all’inclusione sociale che, in funzione delle caratteristiche del nucleo beneficiario, prevede la sottoscrizione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) e del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego, oppure del Patto per l’inclusione sociale presso i servizi sociali dei comuni.

Per quanto riguarda Bergamo,capofila dell’Ambito 1 comprendente anche i comuni di Orio al Serio, Gorle, Torre Boldone, Ponteranica e Sorisole, dall’inizio della misura ad oggi (dati aggiornati al 3 maggio 2021), come raccontato dall’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina, sono pervenute 3.030 (in tutto l’ambito 3.386) richieste di RdC di cui 1.928 seguite e prese in carico dal Centro per l’Impiego tramite i navigator, e 1102 dai Servizi sociali per la realizzazione del Patto di Inclusione Sociale.

Nell’Ambito, si registra un incremento di domande del 15% nel 2020 rispetto al 2019. Una percentuale destinata ad aumentare all’indomani della fine del blocco dei licenziamenti prevista nei prossimi mesi.

Delle 3.030, sono attualmente poco più di 200 le domande in fase di verifica di conformità dei dati rispetto a quanto richiesto dalla normativa, sia da parte dei Servizi sociali sia da parte dei CPI, e poco più di 100 quelle respinte.

Il reddito percepito è mediamente di 300 euro circa.

I richiedenti particolarmente fragili che non riescono a fornire indicazioni precise in merito al loro stato anagrafico, perché magari nel tempo si sono spostate più volte e fanno parte della grave marginalità, vengono affiancati da una figura educativa che permette loro di recuperare le informazioni necessarie e di essere seguiti durante la procedura perché non perdano questa possibilità di sostegno e reinserimento. Attualmente le situazioni che risultano in carico, o che verranno prese in carico a breve dall’equipe del RdC di Ambito, sono 586 sconosciute ai servizi sociali o che in passato hanno avuto brevi contatti con essi. In aggiunta a queste, a Bergamo ci sono 96 persone che risultano essere già seguite o conosciute dai servizi comunali, di cui 51 in carico all’area minori, 32 all’area adulti, le restanti all’area disabili e anziani.

Il 64% dei beneficiari seguiti dal Comune di Bergamo sono italiani, il 36% stranieri.

Rispetto ai dati riguardanti l’età, si scopre che di coloro che sono seguiti dal Comune di Bergamo il 47% ha tra i 31 e i 50 anni. Il 28% fra i 51 e i 60 anni. La maggioranza sono donne. Più del 60% non è mai approdato al mondo del lavoro in modo tradizionale, evidentemente a causa di alcune fatiche personali o famigliari che ne hanno segnato la vita. Perché queste persone possano essere reinserite nel mondo lavorativo anche se leggero, non basta sicuramente individuare un lavoro e ricollocarle, vanno costruiti percorsi di formazione specifica rispetto alle loro caratteristiche e ai loro bisogni, un tema che costituisce oggetto di confronto tra Servizi sociali e Centro per l’Impiego di Bergamo in tavolo di lavoro mensile.

“L’esperienza costruita in questi anni ha permesso la realizzazione di una rete di servizi rivolti alla persona, in sedi decentrate della città, dove la presenza nel quartiere facilita non solo l’ingaggio e la presa in carico della persona in difficoltà o del suo nucleo, ma anche l’attivazione di risposte di prossimità e di integrazione con il territorio”, ha dichiarato l’Assessora alle Politiche sociali Marcella Messina.

“L’équipe del Reddito di Cittadinanza rappresenta in un certo senso l’apripista di un modello integrato e multidisciplinare che, per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini, alle nuove fragilità che, soprattutto dopo la pandemia, stanno emergendo in modo significativo, deve necessariamente essere costituito da interventi multifattoriali a cui concorrono diverse figure, dall’Assistente Sociale al tutor educativo e agli educatori per la domiciliarità adulta e dell’area minori, e diversi servizi dedicati a specifiche esigenze che spesso si accompagnano alle fragilità stesse”, ha concluso Messina.

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