"Non idoneo" al vaccino Covid: cosa significa e cosa comporta - BergamoNews
L'intervista

“Non idoneo” al vaccino Covid: cosa significa e cosa comporta

Facciamo chiarezza su un argomento poco approfondito con Lucia Antonioli, direttrice del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats Bergamo.

“Al momento lei non è idoneo/a alla vaccinazione”: è quanto vi potreste sentir dire durante l’appuntamento per l’inoculazione del vaccino anti-Covid.

Di casi, anche se non così diffusi, ce ne sono stati anche nella nostra provincia: ma come si arriva a tale decisione? Quali sono le situazioni che richiedono una vaccinazione in ambienti differenti da quelli dei normali centri vaccinali? E infine: la non idoneità è temporanea o definitiva?

Abbiamo approfondito il tema insieme a Lucia Antonioli, direttore del Dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria di Ats Bergamo.

Dottoressa Antonioli, cosa significa se il medico riferisce al cittadino che “non è idoneo alla vaccinazione”?

La buona pratica vaccinale richiede che il medico faccia un’attenta valutazione su quelli che sono i rischi e i benefici di una vaccinazione. Lo fa tramite la raccolta dell’anamnesi: in base alle informazioni in essa contenute e a eventuali ulteriori quesiti posti al cittadino, si decide se il soggetto è idoneo a ricevere il vaccino. Se viene negata la possibilità significa che in quel momento si potrebbe andare incontro a reazioni avverse, oppure che le attuali condizioni potrebbero compromettere l’efficacia del vaccino. L’unica vera controindicazione è la presenza di un alto rischio di gravi reazioni allergiche o di shock anafilattico. Ma ci sono anche situazioni nelle quali la sospensione è solo precauzionale: significa che per me, medico che lavoro in scienza e coscienza, sussistono le condizioni per un rinvio o riprogrammazione in ambiente ospedaliero.

C’è un profilo tipo del soggetto non idoneo alla vaccinazione?

Alcune regole di base esistono, ma ogni caso va valutato nello specifico. Quindi no, non ci sono non idonei a prescindere. È davvero molto importante il colloquio col paziente che precede l’inoculazione, perché spesso ci sono anche risposte che non sanno darti che potrebbero incidere sulla scelta finale. A me personalmente è capitato il caso di una signora in attesa del risultato del tampone, che non avrei potuto vaccinare se positiva: così siamo riusciti in breve tempo al laboratorio che l’aveva processato, accedendo all’esito negativo che non le era ancora stato comunicato. Quindi, un momento prima non risultava idonea alla vaccinazione, poi invece sì. In generale: più informazioni date al medico sulle vostre condizioni di salute e più facilitate una decisione corretta.

Non idoneo significa che quel soggetto non potrà mai essere vaccinato?

No, la non idoneità è una condizione temporanea: si invita il cittadino ad approfondire di più alcune situazioni potenzialmente rischiose, oppure lo si rimanda a una vaccinazione in ambiente protetto, e quindi ospedaliero. Ripeto: la valutazione è in capo al medico che in quel momento sta raccogliendo le vostre informazioni, anche sul vaccino da inoculare. Faccio un altro esempio: se nel centro vaccinale nel quale si ha appuntamento c’è a disposizione solamente una tipologia di vaccino e il medico la ritiene inopportuna in base all’anamnesi del paziente, chiaramente si è in presenza di una non idoneità. Per questo ribadisco quanto detto poco fa: il momento dell’anamnesi è fondamentale per il buon esito della vaccinazione.

E se è il paziente a rifiutare una particolare tipologia di vaccino?

Quella scelta è solo in capo al medico: a chi rifiuta il vaccino non viene più concessa la possibilità di prenotarsi.

Quanto è importante il ruolo dei medici di medicina generale nella fase precedente al vaccino?

È fondamentale, perché il medico che conosce la storia clinica del paziente può segnalare in modo preciso eventuali problemi al collega che poi dovrà valutare l’idoneità alla vaccinazione. In tanti, soprattutto chi è un po’ più avanti negli anni, si sono presentati all’appuntamento con tutti i documenti compilati insieme al proprio medico. Può essere utile anche consultare un allergologo, se si è già a conoscenza di problematiche pregresse. Più informazioni abbiamo e meglio è, ma il nulla osta finale spetta al medico del centro vaccinale. Permettetemi anche un appello finale: anche se siete vaccinati, non abbandonate i buoni comportamenti, perché anche senza ammalarvi potreste comunque prendere l’infezione e trasmetterla inconsapevolmente. Dobbiamo prestare attenzione finchè non avremo raggiunto l’immunità di gregge.

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