RSA a Bergamo dopo l'ordinanza Speranza: "Aperture a macchia di leopardo" - BergamoNews
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RSA a Bergamo dopo l’ordinanza Speranza: “Aperture a macchia di leopardo”

Caterina Delasa: “Speriamo si trovi presto la soluzione per 6000 ospiti e 20mila parenti”

“Dopo l‘iniziale soddisfazione per l’ordinanza del Ministero di riaprire le RSA alle visite dei parenti, dobbiamo purtroppo registrare, nelle strutture bergamasche, una grande incertezza e sostanziale paura nell’avviare le pratiche per renderla attuabile”. Così Caterina Delasa, segretaria generale Fnp Cisl di Bergamo, commenta le prime ore seguite alla decisione del ministro Roberto Speranza, “che ha comunque attribuito assoluta discrezionalità ai Direttori sanitari delle strutture in merito al come, quando e se consentire le visite nelle strutture. Questo in Lombardia, purtroppo, si sintetizza in una totale attesa di quanto decideranno la Regione e a cascata le ATS. Intanto, tra le poche sicurezze che abbiamo c’è quella che i familiari dovranno sobbarcarsi il costo del tampone molecolare ogni volta che sarà consentita la visita”.

Entro la fine di questa settimana, le RSA bergamasche parteciperanno a una video conferenza promossa da ATS Bergamo che illustrerà i contenuti dell’ordinanza di Speranza e declinerà in disposizioni operative quanto stabilito dal ministero, informano gli enti gestori.

Le prime visite potrebbero quindi ricominciare già nel fine settimana o all’inizio della prossima. Già da ieri, intanto, alcune strutture hanno iniziato a consentire ai familiari degli anziani ospiti di poter tornare a abbracciarsi, anche senza quegli enormi teloni di nylon che vengono usati adesso per proteggersi dal Covid.

Le prime visite ci sono state alla Carisma a Bergamo (con ospiti e parenti nel salone, dove gli spazi sono maggiormente utilizzabili) e alla Casa della Serenità di Lovere (in esterno nel gazebo, o nel giardino Alzheimer). Alcune da tempo si sono attrezzate con incontri con “stanza abbracci” o vetro e interfono, e si stanno organizzando per le presenze che probabilmente saranno concesse in tempi più brevi, ad esempio la San Francesco a Bergamo, quella di Calcio e di Torre. Verdello sta predisponendo un gazebo per le visite in presenza, quella di Brembate si sta organizzando, ma non sarà pronta a breve.

Dall’osservatorio privilegiato di FNP si scopre che “si stanno più o meno muovendo tutti, ma ad aprire realmente sono ancora in pochi. Facilmente, entro il prossimo fine settimana, si potranno raggiungere numeri importanti”. Tenuto conto, informano dalle associazioni dei gestori, “che sarà necessario presentare in ATS una modifica al POG o quanto meno la procedura per gli accessi”.

“Il comportamento finora è stato a macchia di leopardo. Pare che l’unica certezza sia invece l’aumento delle rette, come già minacciato – continua Delasa -. I rappresentanti delle Associazioni dei gestori, infatti, sostengono che le risorse della Regione siano del tutto insufficienti per gli aumenti che devono sostenere in merito a qualsiasi acquisto. E questo nonostante il caro-tariffe giornaliero delle RSA continui a aumentare ogni anno, e l’incremento in Lombardia non risparmi nessuno. Ci auguriamo comunque che d’ora in poi si lavori costantemente, senza ostacoli, alibi o ricatti, affinché si possa arrivare ad una riapertura completa di ogni struttura provinciale, dopo un anno di isolamento quasi totale per gli oltre 6000 ospiti e per i 20mila parenti, garantendo ad ogni anziano che vive nelle RSA gli stessi diritti senza distinzioni di sorta”.

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