Pezzoni alla guida di Abf, scontro sulle nomine: "Non c'erano ragioni per non confermare il Cda" - BergamoNews
Il caso

Pezzoni alla guida di Abf, scontro sulle nomine: “Non c’erano ragioni per non confermare il Cda”

Con decreto del presidente della Provincia Gafforelli, è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell'Azienda Bergamasca Formazione. A capo l'ex sindaco di Treviglio, la cui nomina era stata maldigerita soprattutto tra i civici e i democratici eletti in via Tasso

È scontro attorno al nuovo consiglio di amministrazione di Abf-Azienda Bergamasca Formazione, nominato lunedì 10 maggio con decreto del presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli.

A capo della società di via Tasso l’ex sindaco di Treviglio Beppe Pezzoni, che a distanza di anni ‘paga’ ancora lo scandalo scoppiato nel 2015 per la falsa laurea, ottenuta tre anni dopo. Pezzoni subentra ufficialmente a Damiano Amaglio, mentre completano il Consiglio di amministrazione Francesco De Lucia, Gabriella Fasulo, Enzo Giovanni Pedrocchi e Sara Vittoria Maria Pavesi.

“Il rinnovo del mandato ai consiglieri Fasulo, Pedrocchi e Pavesi è segno della volontà di assicurare continuità nella buona gestione dell’Azienda – sottolineano da via Tasso -, come chiesto dai consiglieri esponenti della Lista Gafforelli, conciliata con la volontà del presidente della Provincia di rendere sempre condivise e unanimi le decisioni del consiglio di amministrazione. Quest’ultima esigenza, nell’esclusivo interesse dell’azienda, ha portato alla scelta, assunta direttamente dal Presidente e motivata da valutazioni di competenza e non da appartenenze politiche, di rinnovare il Cda con la nomina di Pezzoni e De Lucia”.

“ABF è stata gestita in piena pandemia, rimanendo accanto ai ragazzi e tenendo i conti in ordine – commenta invece Stefano Savoldelli, Consigliere provinciale della Lista civica per Gafforelli presidente -. Molti erano i progetti ancora da completare, per queste ragioni il Gruppo Consigliare della Lista civica per Gafforelli presidente aveva chiesto la conferma del Cda uscente e del presidente Amaglio in particolare. Dopo l’approvazione del nuovo statuto, attesa da 10 anni, non c’erano ragioni per non confermare tutto il Cda. Non pronunciamo giudizi sui nuovi ingressi e ribadiamo che in questa fase complicata serviva continuità”.

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