Giornate Fai di primavera: dalla Bassa al Sebino 14 bellezze da visitare - BergamoNews
15 e 16 maggio

Giornate Fai di primavera: dalla Bassa al Sebino 14 bellezze da visitare fotogallery

Le iniziative 2021 in 7 Comuni permetteranno di scoprire: 4 borghi storici, 2 torri, 1 palazzo della ragione, 3 musei...

Sabato 15 e domenica 16 maggio torna, dopo un anno di forzata pausa, l’appuntamento con le Giornate FAI di Primavera, la 29esima edizione del più importante evento culturale organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Le proposte di visita in provincia di Bergamo saranno 14, organizzate dalla Delegazione di Bergamo, dal Gruppo Bassa Bergamasca, dal Gruppo Sebino e Franciacorta, da Palazzo Moroni e dal Mulino di Baresi.

Come di consueto i luoghi da visitare spaziano dalla pianura alla montagna, si affacciano sui laghi, lambiscono le colline e coinvolgono il capoluogo: in Valle Brembana, in Val San Martino, nell’Isola, sul Lago di Endine, sul Lago d’Iseo e nella pianura orientale.

Un elemento forte della proposta per la primavera 2021 sono i 4 itinerari nei centri storici, un modo per cogliere la bellezza diffusa nei comuni che hanno raccolto l’invito a collaborare alle Giornate Fai di Primavera. Itinerari in massima parte inediti nella loro formulazione.

Basta cliccare su www.giornatefai.it per trovare le informazioni sui beni aperti, costruire il proprio itinerario personalizzato e prenotare la visita. Le visite sono infatti su prenotazione, con orari e numero massimo di partecipanti predefinito per garantire la massima sicurezza dei volontari e dei visitatori, oltre a permettere di godere appieno di questi luoghi speciali. Le prenotazioni sono possibili fino al giorno precedente la visita: quindi fino a venerdì 14 per le visite di sabato 15; fino a sabato 15 per le visite di domenica 16.

Muoversi a breve distanza da casa ricorderà che luoghi a noi vicini raccontano storie di persone e di comunità con un forte radicamento, ci mostrano bellezza e volontà di conservare e dare un futuro al nostro patrimonio di storia, cultura e natura. Un compito che spetta a ciascun cittadino.

Per la prima volta le Giornate del fai approdano a Caprino Bergamasco svela Palazzi, cortili e giardini privati del borgo antico, edifici che vanno dal ‘400 all’800, varcando portoni solitamente chiusi, lungo l’itinerario che si snoda sull’asse principale del borgo fino alla parrocchiale di San Biagio. Salire lo scenografico scalone settecentesco di Palazzo Mallegori permette di accedere alle sue sale decorate, compreso l’ufficio del Sindaco, per immergerci nella sconosciuta Biblioteca Mandamentale e nel Museo Luigi Torri, la straordinaria raccolta che ha svelato al mondo la ricchezza di natura e fossili dell’Albenza grazie a un autodidatta di fama mondiale. La contrada di Celana, immersa nel verde, ci regala la sfavillante pala dell’Assunta di Lorenzo Lotto, e la possibilità di un affaccio spettacolare sulla Val San Martino dal loggiato dell’ex collegio convitto, di cui ammireremo la magnificenza e il declino.

Le torri, gli stretti vicoli, i muri in pietra di Mapello ci tuffano nel centro storico medievale, lungo l’itinerario che tocca anche la chiesa di San Girolamo, con le tele fresche di restauro illustrate da chi le ha restaurate, per concludersi al Santuario della Madonna di Prada, Luogo del Cuore FAI 2020. Una breve scalinata porta sul colle che domina il centro storico, alla chiesa di San Michele Arcangelo e al suo magnifico Ceresa, con l’inedita possibilità di visitare il presbiterio dell’antica chiesa del XVI secolo, oggi cappella dedicata all’Immacolata, decorata con affreschi. In località Valtrighe splende Villa Gromo, con le sue architetture simmetriche, il parco romantico e le fastose decorazioni settecentesche: un fascino irresistibile che ha portato in tre giorni a esaurire i posti disponibili.

Così come Caprino Bergamasco e Mapello distano fra loro pochi chilometri, anche fra Ranzanico in Val Cavallina e Tavernola Bergamasca sul lago d’Iseo di strada ce n’è davvero poca. Un’occasione d’oro per godere di aperture eccezionali affacciate sui laghi bergamaschi.

Collocato a mezza costa Ranzanico: borgo vista lago regala un itinerario silenzioso fra case antiche, che conduce dalla chiesa parrocchiale al quattrocentesco oratorio di San Bernardino, con le pareti coperte di affreschi del primo ‘500, offrendo scorci sulla val Cavallina, le sue montagne e il lago d’Endine. Non da meno è il panorama dal cortile di Palazzo Suardi/Re-Meris, antico edificio che, dopo lunghi e costosi interventi, è tornato alla sua originaria bellezza. Le sale, alcune decorate fra ‘700 e ‘800, accolgono ben due musei: “Falfil”, dedicato alla produzione e lavorazione della seta con macchinari del ‘700 e “C’era una volta” che si snoda fra gli ambienti domestici e di rappresentanza, fra oggetti sorprendenti che raccontano un mondo ormai scomparso.

Poco più di venti minuti di guida attraverso un dolce e verde paesaggio collinare conducono a Tavernola Bergamasca. L’Arboreto Fenaroli, mai aperto prima al pubblico, non è un giardino all’italiana, non è un parco all’inglese, non è un orto botanico. È una rigogliosa compresenza di diverse piante, autoctone ed esotiche, sulle pendici ripide del monte Pingiolo, in affaccio sul Sebino, chiuse in alto da un uliveto produttivo di 140 piante.

La pianura porta in regalo Romano di Lombardia, per visitare gli ambienti di rappresentanza di Palazzo Rubini, con la celebre Sala del Pirata, un maestoso vano a doppia altezza il cui soffitto è affrescato con scene tratte dall’opera “Il Pirata” di Bellini. La scoperta del centro storico avverrà con un itinerario fra Chiese, quadri, storie e palazzi: il Palazzo della Ragione, la Chiesa Prepositurale (col suo Moroni), la Basilica di San Defendente, i Portici della Misericordia. Apertura eccezionale riservata ai soli iscritti FAI è la Collezione Privata Ranghetti Vincenzo, all’interno di una vecchia filanda. Una collezione che non si concentra su specifiche scuole ma offre una panoramica ampia, che spazia nei secoli: Marco D’Oggiono, Bernardino Ferrari, Giampaolo Lolmo, I Montalto, Fra Galgario, il Piccio, Natale Morzenti, Giorgio De Chirico, Mario Schifano, Trento Longaretti, per citare alcuni dei protagonisti assoluti.

A concludere questa carrellata di proposte, ci sono i beni del FAI. Palazzo Moroni a Bergamo affianca al percorso libero per conoscere palazzo e giardini, le visite speciali “Lungo via Porta Dipinta. Palazzo Moroni e dintorni”, un itinerario alla scoperta di via Porta Dipinta, di San Michele al Pozzo Bianco, e della misconosciuta Chiesa di Sant’Andrea, e le Visite Guidate ai Giardini riservate agli iscritti FAI e a chi si iscrive o rinnova l’iscrizione sul posto.

A Roncobello le Giornate FAI di Primavera celebrano la riapertura del Mulino Maurizio Gervasoni, più comunemente chiamato Mulino di Baresi.

Ecco in sintesi i numeri dell’edizione 2021 in Bergamasca:

14 proposte di visita in 7 Comuni che permetteranno di scoprire:

4 borghi storici
2 torri
1 palazzo della ragione
3 musei
1 collezione privata
1 arboreto
1 mulino
1 ex collegio
1 pala di Lorenzo Lotto, una del Moroni e una del Ceresa, tutte straordinarie
2 laghi
1 santuario
1 viale
4 chiese parrocchiali
1 prepositurale
1 basilica
1 oratorio quattrocentesco
1 villa del ‘700
5 palazzi
15 cortili e giardini privati

In tutta Italia invece l’apertura riguarderà 600 luoghi (in 300 città e 19 Regioni), molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale, visitabili in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti.

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