Morto a 46 anni sul cantiere, il cordoglio e l'appello della politica: "Lutto inaccettabile" - BergamoNews
Le reazioni

Morto a 46 anni sul cantiere, il cordoglio e l’appello della politica: “Lutto inaccettabile”

I politici bergamaschi esprimono il dolore per la morte in cantiere a Pagazzano di Maurizio Gritti, 46 anni. Dai parlamentari ai consiglieri regionali l'invito a maggiori investimenti per garantire la sicurezza sui posti di lavoro.

Dolore, cordoglio e richiesta di modifica delle Leggi sulla sicurezza sono unanimi da tutti gli uomini politici dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro di giovedì 6 maggio.
In un cantiere di Pagazzano una lastra di cemento di 600 chili è scivolata su Maurizio Gritti, 46 anni, che ha perso la vita.

MISIANI (PD): SERVE PERSONALE DI CONTROLLO PER LA SICUREZZA
“L’ennesimo morto sul lavoro è una notizia gravissima ma sarebbe ancora più grave non fare nulla – afferma il senatore Antonio Misiani, Partito Democratico -. Le leggi ci sono e sono rigorose. Per farle rispettare servono controlli capillari, un investimento maggiore nella formazione di lavoratori e imprenditori e tolleranza zero verso chi considera un inutile e costoso vincolo garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Non si parte da zero: il Testo unico del 2008 e l’istituzione dell’Ispettorato nazionale per accorpare le funzioni di vigilanza di ministero, Inps e Inail hanno segnato passi in avanti importanti. Moltissimo però rimane da fare, a partire dalla questione della cronica carenza di personale degli enti preposti ai controlli. È necessario reagire e farlo subito, a livello locale e nazionale, con un’iniziativa assunta in modo condiviso tra le parti sociali e le istituzioni pubbliche. Solleciterò al più presto il Governo e direttamente il ministro Orlando perché venga riattivato il Tavolo della Salute e della Sicurezza presso il Ministero del Lavoro come chiesto dai sindacati”.

CALDEROLI (LEGA): INVESTIRE IN PREVENZIONE E CONTROLLI
“Dolore e cordoglio per il tragico incidente mortale a Pagazzano, in provincia di Bergamo, dolore per questa vita purtroppo interrotta a soli 46 anni e cordoglio alla famiglia per questo lutto inaccettabile – dichiara il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato -. Questa tragedia arriva il giorno successivo ad un’altra tragedia analoga a Busto Arsizio, arriva due giorni dopo la tragedia di Luana in Toscana. Ribadisco che il tema della sicurezza sul lavoro deve essere prioritario, per i datori di lavoro, per le aziende, anche per i sindacati: perché il ministro Orlando non attiva un tavolo speciale con le parti per studiare ulteriori misure ad hoc e ulteriori risorse ad hoc per chi investe in prevenzione, in controlli e in misure di sicurezza?”.

FONTANA (LEGA): DETERMINATI A GARANTIRE LA SICUREZZA
“Purtroppo un altro tragico incidente sul lavoro funesta il nostro territorio. Nell’esprimere profondo cordoglio, anche a nome dell’intera Giunta regionale, porgo le più sentite condoglianze ai familiari della vittima”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo aver appreso dell’incidente sul lavoro avvenuto in provincia di Bergamo dove ha perso la vita un uomo. “Ancora una volta – conclude il governatore – desidero ribadire che il nostro impegno e la nostra determinazione per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro sono costanti”. (LNews

SCANDELLA (PD): SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE DA POLITICA ED ISTITUZIONI”
“È accaduta un’altra, tragica morte che ci sconvolge profondamente, ma la politica non può occuparsi delle morti sul lavoro limitandosi a commentarle solo quando accadono le tragedie”. Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che interviene, esprimendo profondo cordoglio per i famigliari delle vittime degli ultimi, tragici infortuni accaduti a Pagazzano giovedì mattina e a Busto Arsizio mercoledì e che hanno causato la morte di due operai. “Non è accettabile che nel 2021 si muoia ancora di lavoro. Per porre fine a questa tragedia ora è necessario l’impegno di tutti, dai datori di lavoro alle istituzioni – sottolinea Scandella – È evidente che in Regione Lombardia bisogna fare di più, sulle politiche di prevenzione e sulla sicurezza sul lavoro: 186 morti in tre mesi, di cui 23 solo nella nostra regione, sono un dato tragico che richiede delle risposte immediate. Due anni fa, il consiglio regionale approvava all’unanimità un nostro ordine del giorno che chiedeva maggiori controlli, ora non si può indugiare oltre”. “Bisogna mettere questo tema in cima all’agenda, dedicando, nella riforma della Legge 23 sulla sanità, capitoli interi alla prevenzione e al potenziamento dei controlli. Ma anche più formazione costante per datori di lavori e dipendenti” conclude Scandella.

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