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A Bergamo manifestazione a sostegno del Ddl Zan - BergamoNews
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A Bergamo manifestazione a sostegno del Ddl Zan

Organizzato da una serie di associazioni bergamasche

Il Ddl Zan è al centro del dibattito pubblico e politico. E il discorso che il rapper Fedez ha tenuto sul palco del concerto del Primo Maggio in cui ha attaccato la Lega per il suo ostruzionismo nei confronti del disegno di legge, è stata solo la ciliegina sulla torta.

La Commissione Giustizia del Senato ha calendarizzato la discussione del disegno di legge Zan (che prende il nome del deputato del Partito Democratico che lo aveva presentato, Alessandro Zan) contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo. Dopo settimane di discussioni e di accuse di ostruzionismo, è il passaggio che avvia l’iter perché sia discusso e messo ai voti anche al Senato (era già stato approvato alla Camera), dopo il passaggio in commissione, anche se non è stata ancora fissata una data.

Le associazioni bergamasche Bergamo Pride, Agedo Bergamo, Rete Lenford, Alfi Lesbichexxbergamo, NonUnaDiMeno Bergamo, hanno, quindi, deciso di scendere in piazza nel centro cittadino per manifestare il proprio disappunto nei confronti dei continui ritardi da parte del Governo nell’approvazione del decreto legge e per cercare di smuovere le acque e l’opinione pubblica.

“Siamo stanch* della sequela di ostruzionismi strumentali attuati per impedire la discussione e l’approvazione del DDL Zan in Senato. Siamo stanch* di trovarci ogni anno a elemosinare qualche diritto in più che tuteli la nostra dignità di persone. È arrivato il momento di mobilitarci per chiedere l’immediata approvazione del DDL Zan! Ci vediamo davanti al Comune di Bergamo”, si legge nell’appello delle associazioni.

I primi due articoli del ddl Zan introducono l’orientamento, il genere sessuale e l’abilismo, che riguarda la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, negli articoli del codice penale, il 604 bis e ter, che puniscono la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione. Il terzo, il più importante, modifica il decreto legge 122 del 1993, la cosiddetta legge Mancino.

All’articolo 1, la legge Mancino prevede il carcere per “chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Il disegno di legge Zan la estende ai reati di violenza fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sull’abilismo. Includendo anche il genere, il ddl Zan estende la legge Mancino anche alla violenza esercitata sulle donne in quanto donne, prevista già da alcune leggi come quella sul femminicidio.

Appuntamento per la manifestazione a sabato 8 maggio alle 15 in Piazza Matteotti, con l’invito di rispettare tutte le norme igienico sanitarie previste: indossare la mascherina e mantenere il distanziamento di almeno due metri tra partecipanti.

manifestazione ddl zan
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