Pfizer e Moderna, il Ministero della Salute: "Prolungare a 42 giorni l'intervallo tra le due dosi" - BergamoNews
Su indicazione del cts

Pfizer e Moderna, il Ministero della Salute: “Prolungare a 42 giorni l’intervallo tra le due dosi”

Una nuova circolare consiglia l'estensione del periodo tra prima e seconda somministrazione a sei settimane, rispetto agli attuali 21 e 28 giorni: via libera al richiamo con AstraZeneca per chi non ha sviluppato trombosi.

Con una nuova circolare pubblicata mercoledì 5 maggio, firmata dal direttore della prevenzione Gianni Rezza, il ministero della Salute ha fornito ulteriori specificazioni sull’estensione dell’intervallo tra le dosi di vaccino a mRNA e sulla seconda dose del vaccino Vaxzevria: per i primi è stata consigliata l’estensione a 42 giorni tra una somministrazione e l’altra, per il siero più noto come “AstraZeneca” invece è stato dato il via libera all’inoculazione nei soggetti che hanno già ricevuto la prima dose senza manifestazione di eventi avversi gravi.

Sul caso il Comitato Tecnico Scientifico si è espresso sottolineando come sia “raccomandabile un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana dalla prima dose”, maggiore rispetto all’intervallo di 21 e 28 giorni indicato rispettivamente per i vaccini Pfizer-BioNtech e Moderna.

Un consiglio che si basa su alcune osservazioni: “La somministrazione della seconda dose entro i 42 giorni dalla prima non inficia l’efficacia della risposta immunitaria – sottolinea il Cts – La prima somministrazione di entrambi i vaccini a RNA conferisce già efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia Covid-19 grave in un’elevata percentuale di casi (maggiore dell’80%)”.

Chi ha già una data per la seconda dose, comunque, dovrebbe riceverla nei tempi già previsti e fissati.

“In uno scenario in cui vi è ancora necessità nel Paese di coprire un elevato numero di soggetti a rischio di sviluppare forme gravi o addirittura fatali di Covid-19 – concludono dal Cts -, si configurano condizioni in cui è opportuno dare priorità a strategie di sanità pubblica che consentano di coprire dal rischio il maggior numero possibile di soggetti nel minor tempo possibile. Il parere potrà in futuro essere supportato da ulteriore approfondimento epidemiologico su: letalità per fascia d’età, infetti per fascia l’età (dati correnti delle nuove infezioni), stima degli infetti modellizzata anche rispetto ai dati dello studio di prevalenza. Inoltre, il CTS ritiene che, sulla scorta delle informazioni a oggi disponibili sull’insorgenza di trombosi in sedi inusuali (trombosi dei seni venosi cerebrali, trombosi splancniche, trombosi arteriose) associate a piastrinopenia, riportate essersi verificate solamente dopo la prima dose del vaccino di AstraZeneca, i soggetti che hanno ricevuto la prima dose di questo vaccino senza sviluppare questa tipologia di eventi, non presentano controindicazione per una seconda somministrazione del medesimo tipo di vaccino. Questa posizione potrà essere eventualmente rivista qualora dovessero emergere evidenze diverse nelle settimane prossime venture, derivanti in particolare dall’analisi del profilo di sicurezza del vaccino nei soggetti che nel Regno Unito hanno ricevuto la seconda dose”.

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