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"Picasso, de Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello" e le altre imperdibili mostre - BergamoNews

Arte

Non lontano da bergamo

“Picasso, de Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello” e le altre imperdibili mostre

A Rovereto. Mentre a Milano Tina Modotti, a Padova ancora per un mese Van Gogh, a Brescia gli omaggi a Dante e Napoleone...

Orizzonti d’arte per la Lombardia e il nord Italia, ora che siamo in zona gialla, e via libera a mostre e musei per nuovi eventi e riaperture di rassegne “congelate” in precedenza causa lockdown.

Tentiamo qui una ricognizione a partire dal local, allargandoci via via fuori regione.

A Bergamo, dopo l’inaugurazione in Gamec della sorprendente “Regina. Della scultura” , imperdibile e visitabile fino al 29 agosto, alla Pinacoteca Carrara, che riapre per ora solo dal venerdì pomeriggio alla domenica (ma con numeri già buoni, sui 200 ingressi al giorno) è attesa per l’8 luglio una mostra incentrata su un autoritratto giovanile di Rembrandt in arrivo dal Rijksmuseum di Amsterdam. Mentre prende avvio ai primi di giugno un notevole palinsesto di eventi su Giovan Battista Moroni, nel 500esimo della nascita: una grande rassegna che coinvolgerà associazioni, musei, fondazioni, parrocchie, scuole, della provincia e della città di Bergamo – a partire da Albino, terra d’origine del grande bergamasco.

A Milano prosegue a Palazzo Reale, fino al 25 luglio, la panoramica di capolavori al femminile “Le Signore dell’Arte” , da Artemisia Gentileschi a Lavinia Fontana a Sofonisba Anguissola, affascinante compendio di pittura e di storie dedicato a protagoniste e interpreti straordinarie della scena italiana tra il Cinquecento e il Seicento. Sempre a Palazzo Reale è prorogata al 29 agosto la rassegna sulla statunitense Margareth Burke White (1904-1971), “Prima, donna”, che mette in fila fotografie, documenti, video, testi autobiografici di un’anticonformista pioniera dell’informazione e dell’immagine. Mentre il Mudec ha appena aperto “Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà”, una bella mostra di un centinaio di fotografie , lettere, documenti, video di una delle personalità più eclettiche del Novecento, che dispiegò il suo talento e il suo impegno civile tra Europa e Messico. Alla scoperta di un’altra donna ci invita invece Palazzo Morando con “Green Grand Tour” (fino al 27 giugno), opere grafiche di Federica Galli (1932-2009), artista dedita all’incisione scoperta da Testori: si tratta di un’incantata immersione “en plein air” nella pianura padana, nei boschi lombardi, con vedute di Milano e Venezia, tra fotografie, documenti, video e testi autobiografici, fino al 27 giugno.

Non è d’arte, ma un’altra mostra merita menzione a Milano: il 5 maggio, e la data non poteva essere diversa, apre alla Biblioteca Nazionale Braidense (via Brera 28) la mostra “La Milano di Napoleone: un laboratorio di idee rivoluzionarie. 1796-1821” che espone, a 200 anni dalla morte di Napoleone, rarissimi documenti e autografi dell’epoca tra cui l’autografo del Cinque maggio di Alessandro Manzoni, autografi di Pietro Verri e la prima edizione della Ultime lettere di Jacopo Ortis e dei Sepolcri di Foscolo. Tra l’altro, a due passi da lì, riapre al pubblico dal 4 maggio la Pinacoteca di Brera, con il Caffè Fernanda (il bistrot della pinacoteca) e il bookshop totalmente rinnovato e rinominato Bottega Brera.

Sempre a Milano, alle Gallerie d’Italia (piazza Scala) si può ancora ammirare fino al 16 maggio la mostra fotografica “Ma noi ricostruiremo”. La Milano bombardata del 1943 nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, con impressionanti scorci della città postbellica, sventrata dai bombardamenti, a confronto con le fotografie delle vie semi-deserte di una Milano immobile e vuota durante la pandemia da Covid 19, scattate dal fotografo torinese Daniele Ratti.

A Brescia invece, dove è tornata a splendere la Vittoria Alata, il più famoso simbolo archeologico della città lombarda, il magnifico bronzo del I secolo d.C. si può ora ammirare nel Capitolium, con il nuovo allestimento firmato da Juan Navarro Baldeweg (prenotazioni su https://www.vittorialatabrescia.it/). L’evento, di grande importanza storica e artistica, segna la riapertura del magnifico parco archeologico di età romana con cui Brescia si prepara al 2023, quando la città insieme a Bergamo sarà capitale della cultura. A tema si può ammirare sulla parete nord della fermata Stazione FS della metro di Brescia l’installazione site-specific di Emilio IsgròIncancellabile Vittoria”, con la sagoma della vittoria che si eleva dalle inconfondibili cancellature dell’artista siciliano su un parete di 200 pannelli in fibrocemento fresati.

van gogh padova

Sempre a Brescia si celebra un doppio anniversario, i 700 anni dalla morte di Dante e i 200 da Napoleone: dal 5 maggio al 15 dicembre nelle eleganti sale neoclassiche di Palazzo Tosio , sede dell’Ateneo di Brescia, ottanta opere tra sculture, dipinti, disegni, stampe, medaglie, evocheranno gli ardori risorgimentali nel percorso espositivo “Dante e Napoleone”, attraverso le suggestioni degli ispiratori ideali dell’unificazione nazionale.

A Padova è stata prorogata fino al 6 giugno l’eccezionale mostra “Van Gogh. I colori della vita”, al Centro culturale San Gaetano: per chi non l’ha ancora vista merita la visita per l’ampia ricostruzione della vita e dell’opera di Van Gogh, scandita dalle lettere dello stesso artista, e per la ricchezza del corpus in esposizione, 78 opere del genio olandese tra dipinti e disegni, affiancate da opere di artisti a lui precisamente collegati come Millet, Gauguin, Signac, Seurat Van Gogh.

Al Mart di Rovereto dal 4 maggio, fino al 29 agosto, un altro evento di richiamo: “Picasso, de Chirico e Dalì. Dialogo con Raffaello”, un’esposizione che indaga i debiti e gli omaggi di tre grandi italiani del Novecento nei confronti del maestro rinascimentale il cui mito non è mai tramontato. Oltre un centinaio di opere con prestiti internazionali per dire come la perfezione del segno di Raffaello ha suggestionato l’età contemporanea attraverso personalità straordinarie eppure tanto diverse e all’apparenza incompatibili.

Un’altra mostra da vedere, grazie alla proroga fino al 30 maggio, è “Capa in Color”, ai Musei Reali di Torino: un’interessante raccolta di oltre 150 immagini a colori, per la prima volta in Italia, di un maestro della fotografia in bianco/nero. Una rassegna che illustra, col contributo di lettere personali e appunti dalle riviste su cui quegli scatti vennero pubblicati, il particolare approccio di Robert Capa ai nuovi mezzi fotografici e la sua capacità di integrare il colore nei reportage degli anni Quaranta e Cinquanta.

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