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"Visite ad anziani in Rsa, quanto dobbiamo aspettare?" - BergamoNews
L'appello

“Visite ad anziani in Rsa, quanto dobbiamo aspettare?”

Gli interrogativi di un nostro lettore trovano risposta nelle parole del sottosegretario alla Salute Andrea Costa: "Stiamo lavorando a un emendamento al decreto Aperture che verrà convertito nelle prossime settimane".

“Si stanno facendo molti sforzi per riaprire, giustamente, ristoranti e bar, cinema e teatri. E gli anziani? Dobbiamo vederli morire per abbandono prima di fare qualcosa?”: sono domande, legittime, che pone un un nostro lettore, Angelo Bertocchi, in una lettera che vuole essere una nuova sensibilizzazione per la riapertura delle Rsa.

Un tema sul quale si discute da sempre, ma che fatica a trovare concretezza.

“Da marzo 2020 le RSA risultano chiuse ai parenti dei degenti, lasciando i malati e gli anziani soli nella loro sofferenza, senza la possibilità di incontri e senza la vicinanza delle famiglie – continua – Ad oggi il 20% degli italiani è stato vaccinato e i degenti RSA sono stati i primi ad essere vaccinati, assieme ai medici e agli infermieri. Devono essere nuovamente i più deboli le vittime di questa gestione della pandemia? Perché non far partire un protocollo che permetta la visita dei degenti (vaccinati) ai familiari vaccinati utilizzando tutti i dispositivi di protezione individuali necessari (eventualmente anche a pagamento)? Quanto dobbiamo ancora aspettare? A quanta sofferenza dobbiamo ancora assistere?”.

Un barlume di speranza è arrivato lunedì 3 maggio dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che ai microfoni di Rai Radio1 ha annunciato: “Stiamo lavorando a un emendamento che verrà inserito nel decreto Aperture che consentirà il ritorno delle visite dei parenti ai propri cari nelle Rsa. Farà chiarezza e stabilirà le regole. Darà una risposta chiara, univoca. Creerà condizioni identiche, omogenee, uniformi per tutto il territorio nazionale. Da troppo tempo i nostri anziani, i nostri cari vivono soli in queste strutture”.

Sulle tempistiche, Costa ha spiegato che il mese di maggio sarà decisivo, “perchè il decreto verrà convertito nelle prossime settimane. È un’esigenza a cui la politica deve dare risposta. I nostri anziani hanno bisogno di vedere i propri cari e viceversa”.

 

 

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