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Terrorismo, Ongaro: "Sia fatta giustizia, sia onnicomprensiva e si accompagni alla verità" - BergamoNews
Il commento

Terrorismo, Ongaro: “Sia fatta giustizia, sia onnicomprensiva e si accompagni alla verità”

Luciano Ongaro, intellettuale di sinistra e a lungo consigliere comunale a Bergamo, commenta gli arresti degli ex brigatisti avvenuti a Parigi nei giorni scorsi.

Il 28 aprile scorso a Parigi sono stati arrestati 7 ex brigatisti. Tra questi c’è anche Narciso Manenti, 63 anni, originario di Telgate e condannato per l’omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri. Abbiamo chiesto all’avvocato Luciano Ongaro, intellettuale di sinistra e a lungo consigliere comunale a Bergamo, un commento sugli arresti in Francia degli ex brigatisti.

Ho sempre considerato il terrorismo, compreso quello che si autodefinì “rosso”, come un nemico del movimento operaio e democratico, e non solo in relazione all’assassinio di Guido Rossa e di Aldo Moro.

L’ideologia del terrorismo ha condotto a crimini aberranti nei confronti di persone colpevoli solo di essere “simboli” del potere, con la sciagurata convinzione che questo avrebbe liberato la spinta rivoluzionaria delle masse.

Nella loro delirante solitudine, i terroristi sono anche diventati facile strumento di un disegno eversivo diretto a distruggere la democrazia stessa, e finalizzato a contrastare il movimento nato dalle lotte operaie e studentesche; un disegno messo in atto da cellule ed organizzazioni fasciste come la P2 o Gladio, con la complicità accertata di settori deviati dei Servizi Segreti, iniziato con la strage di Piazza Fontana nel ’69, continuato con la strage di Piazza della Loggia a Brescia e culminato nel 1980 con la strage di Bologna . Furono undici anni “di piombo” , ed ebbero al centro l’assassinio di Moro e della sua scorta nel 1979: nel giorno del suo rapimento, Moro si stava recando in Parlamento per sancire il nuovo corso dell’alleanza di governo tra DC e PCI, ed il suo assassinio rappresentò, oltre che una tragedia umana, la conclusione drammaticamente emblematica di quel progetto.

Sono trascorsi 40, 50 anni da quegli avvenimenti, ed è giusto che sia fatta giustizia, soprattutto per le vittime innocenti.

Ma la giustizia sia onnicomprensiva, e si accompagni alla verità. Sia fatta chiarezza e giustizia per tutto quel periodo terribile, siano giudicati i terroristi, e insieme gli esecutori e i mandanti dei disegni eversivi, le cellule fasciste, i servizi segreti occulti e deviati, tutti i responsabili ancora “ignoti” e protetti. Occorre continuare a chiederlo, e non per contrastare un atto di giustizia che, ancorché parziale, è dovuto.

Ma per dovere di informazione e verità, che le comunicazioni dei grandi giornali e della TV di questi giorni sembrano disattendere.

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