Quantcast
Gazzaniga, studente 14enne morto schiacciato tra i bus: dirigenti Sab a processo - BergamoNews
Accolto il ricorso

Gazzaniga, studente 14enne morto schiacciato tra i bus: dirigenti Sab a processo

Per la tragedia, in cui rimasero feriti in modo grave altri due ragazzi, era stato condannato a 5 anni di reclusione in abbreviato l'autista senegalese Aliou Gningue

Torneranno in aula i tre dirigenti della Sab per la tragedia costata la vita al 14enne Luigi Zanoletti, lo studente di Ardesio che il 24 settembre 2018 morì schiacciato tra due bus alla stazione di Gazzaniga.

Il Tribunale di Brescia ha infatti accolto il primo ricorso del pm Giancarlo Mancusi sulla sentenza di proscioglimento del giudice di Bergamo, Massimiliano Magliacani, nei confronti di Angelo Costa, Massimo Gandini e Moraldo Bosini, che erano accusati di cooperazione in omicidio colposo.  

Per la tragedia, in cui rimasero feriti in modo grave altri due ragazzi, era stato invece condannato a 5 anni di reclusione in abbreviato (con sconto di un terzo della pena) l’autista senegalese Aliou Gningue, 58enne, difeso dagli avvocati Michelle Vavassori e Paolo Corallo. Era lui al volante del primo mezzo, autosnodato, che aveva accelerato ed era andato a schiantarsi contro quello fermo, un normale pullman, spostandolo di quattro metri.

Nell’impatto tre studenti che stavano salendo a bordo del mezzo vennero travolti. Luigi morì per trauma addominale con choc emorragico e arresto cardiaco, mentre P. M., 16 anni e S. B. di 14, riportarono lesioni rispettivamente per 130 e 90 giorni di prognosi.

Secondo le motivazioni della sentenza, all’origine dell’incidente ci fu una condotta imprevedibile da parte del guidatore, nonostante il piazzale di Gazzaniga fosse in regola con le norme di sicurezza. Solo un errore umano, quindi. Un verdetto contestato dal pm, in particolare per la segnaletica del piazzale, giudicata non idonea, e il percorso pedonale, ritenuto pericoloso.

Il magistrato aveva presentato un doppio ricorso contro il verdetto del giudice, che aveva assolto oltre ai dirigenti anche la Sab stessa: per la seconda parte, quella nei confronti di quest’ultima per il quale era stato stabilito il non luogo a procedere, manca ancora la pronuncia.

La Sab tramite i propri legali aveva presentato richiesta di patteggiamento, e attraverso l’assicurazione aveva già versato alla famiglia della vittima un milione di euro. Risarciti anche i due feriti, con provvisionali di 520mila euro a P. M. di 50mila a S. B..

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI