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Alessio Boni ai giovani: "Inseguite i sogni, la passione animi la vostra vita" - BergamoNews
L'attore

Alessio Boni ai giovani: “Inseguite i sogni, la passione animi la vostra vita” video

È uscito da poche settimane il libro "Mordere la nebbia" di Alessio Boni, scritto durante il primo lockdown mentre era chiuso in casa con Nina e il figlio appena nato: Lorenzo.

Mordere la nebbia” è il titolo del libro di Alessio Boni. La nebbia, in questo caso, non è solamente un fenomeno atmosferico, ma anche mentale. Dell’anima.

È la sera del 18 marzo 2020 quando una colonna di camion dell’esercito entra a Bergamo per portar via le troppe bare delle vittime del Covid. Destinazione: i forni crematori di altre città che soccorrono all’emergenza della provincia bergamasca.

Quattro giorni dopo, il 22 marzo, nasce Lorenzo, il figlio di Alessio Boni. Ero chiuso in casa con la mia compagna Nina e mio figlio Lorenzo – racconta -. Avevo questa gioia immensa che mi esplodeva dentro, mentre fuori c’era un virus ignoto che seminava morte. Guardavo mio figlio, con questi occhi ancora avvolti da una nuvolina che mi osservavano mentre si mordeva il labbro inferiore”. È lì che ha rivisto un’altra nebbia. “Era l’autunno dei primi anni Ottanta, mi sono rivisto in sella alla mia Vespa 50 azzurro metallizzato sotto i salici piangenti dei Lazzarini, una località di Sarnico. Ero insoddisfatto di ragioneria, non mi piaceva fare il piastrellista e circondato da quella nebbia sono salito in moto e ho attraversato il lago. Dai 18 anni e mezzo sono partito per il mondo cercando la mia passione e non mi sono più fermato”.

Un’autobiografia in cui parallelamente emerge tutto il Dna bergamasco del “Mola mia”, del “volere è potere”. Il rispetto e la sacralità del lavoro, la voglia di farcela ad ogni costo, nonostante le cadute. Colpisce di questo volume la gratitudine che Alessio ha verso la vita: verso la nonna Maddalena, i genitori Roberta e Ignazio, i fratelli Marco e Andrea, la cognata Stefania e il nipote Michel. La lista è lunga, comprende molti incontri e molti maestri, ma da buon discepolo Boni li cita tutti e con garbo.

Il libro è scritto con tanta passione: ne trasuda ogni pagina. C’è l’amore per il teatro, il cinema e la cultura. L’autore sarebbe da rimproverare: una volta aperto questo libro scorre che è un piacere e ruba tutto il tempo perché rapisce e coinvolge. È un inno alla vita e una preziosa guida per tanti giovani. Boni non nasconde certo le difficoltà: “L’Italia è un paese di raccomandati, eppure c’è ancora una fetta da prendere che chiede determinazione, impegno e fatica”. “Fare della propria passione il lavoro è fondamentale. Chi lavora con passione lo riconosci subito: anche il gelataio che ti serve, lo capisci subito se è animato da passione per ciò che fa”.

Non manca un flash ai ragazzi rimasti imprigionati in un’altra nebbia. Quella della droga o dell’alcool, in cerca di un’evasione da un mondo che era lo stesso nel quale viveva Boni. Ma è stata proprio quella voglia di cercare, come un novello Cristoforo Colombo o Ulisse o ancora il cavaliere della Mancha, a spingerlo a navigare nelle acque inesplorate della vita e a salvarlo, a portarlo su una terra seppure faticosa molto feconda di soddisfazioni e gratificazioni.

Il volume gioca su un doppio binario. Se da una parte c’è l’anima “calvinista”, rigorosa dei bergamaschi verso il lavoro, dall’altra c’è il cuore. Il suo impegno personale e l’altro pubblico per sostenere le campagne dell’Unicef e del Cesvi a fianco dei più deboli, dimenticati ed emarginati.

Non manca la lunga carrellata di personaggi interpretati. Buoni o cattivi, geniali o maledetti, ognuno di loro ha qualcosa da insegnare o da far scoprire sui lati oscuri delle persone.

Questo “Mordere la nebbia” è solamente un primo tempo. Presto vedremo Alessio Boni nel film di Marco Tullio Giordana per Netflix sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, e poi a teatro il Don Chisciotte. Opera che non gli dispiacerebbe affatto portare alla stagione di prosa del restaurato Teatro Donizetti.

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