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Riapre la Valle del Freddo: suggestiva, particolare, affascinante. Le regole per visitarla - BergamoNews
Solto collina

Riapre la Valle del Freddo: suggestiva, particolare, affascinante. Le regole per visitarla fotogallery

La riserva ha la peculiarità di presentare fenomeni microtermici quali quello dell’emissione di aria fredda da alcune aperture nel suolo le “buche del freddo”, tali da consentire la crescita spontanea di specie vegetali tipiche di zone alpine.

La Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi ha in gestione la riserva naturale della Valle del Freddo, area di superficie di 70 ettari, ricadente nel territorio comunale di Solto Collina, sul versante nord-ovest del monte Ná e confinante a sud con il laghetto di Gaiano.

L’area si sviluppa per la maggior parte su terreni di proprietà del Comune di Solto Collina, su aree acquisite a privati da parte della Regione Lombardia, mentre alcuni mappali sono tuttora di proprietà privata.

La riserva ha la peculiarità di presentare fenomeni microtermici quali quello dell’emissione di aria fredda da alcune aperture nel suolo le “buche del freddo”, tali da consentire la crescita spontanea di specie vegetali tipiche di zone alpine.

Nel 1980 questa area viene dichiarata “biotopo” dalla Regione Lombardia e nel 1983, con apposita deliberazione, viene dichiarata “riserva naturale regionale”, provvedendo alla sua zonizzazione in base alle caratteristiche di propria disponibilità alle perturbazioni antropiche e di conseguenza alla diversa fruibilità.

Nel 2004 viene approvato il piano della riserva con le specifiche attività ed opere da intraprendersi per la tutela e la valorizzazione ed all’interno di tale piano, si provvede per ciascuna delle zone perimetrate all’interno dei confini della riserva a zonizzare le parti oggetto di lavori o manutenzioni.

La zonizzazione prevede la seguente classificazione:

– zona A – zona del freddo, quella con le caratteristiche microtermiche maggiori e peculiari della riserva e fine primo di tutela e conservazione;

– zona B – zona del processo microtermico, quella laddove sono presenti sporadiche manifestazioni del fenomeno del freddo, ma che in base a specifiche attività di ricerca se ne possono appalesare di altre e di notevole importanza;

– zona C – zone di collegamento tra quelle anzidette di notevole importanza ambientale;

zona D1 – zona di accoglienza, destinata al ricevimento dei visitatori ove è allocato il fabbricato di accoglienza e sede museale;

Nel 2006 la riserva con atto deliberativo regionale è stata affidata in gestione alla scrivente Comunità Montana, individuandola come “Ente gestore”.

Oggi la Valle è diventata oggi uno dei luoghi per amanti della natura tra i più suggestivi ed interessanti a livello nazionale.

La particolarità ecologica che caratterizza la Valle del Freddo consiste nella fuoriuscita di aria fredda da alcune buche nel detrito di roccia calcarea poste nel fondovalle.

I processi di erosione e abrasione del ghiacciaio hanno provocato la frantumazione della cima del Monte Nà, ricoprendo la dorsale di uno strato detritico, elemento fondamentale per la conservazione del fenomeno delle alitazioni di aria fredda. La stratificazione della ghiaia, infatti, ha formato meati, detti comunemente “bocche del freddo” o “buche del freddo”, che sprigionano aria gelida. Dalle analisi effettuate è stato rilevato che l’aria fuoriesce dalle buche del freddo ad una temperatura compresa tra 1.5 – 4.0 °C in tutte le stagioni.

L’alitazione di aria gelida da alcuni punti del terreno detritico, tuttavia, è un fenomeno microtermico non ancora completamente spiegato.

Sul fondo della Valletta sono state sinora rinvenute 32 specie vegetali caratteristiche del clima alpino, cioè di un ambiente totalmente diverso da quello che caratterizza l’area della Riserva. Intorno alle “buche del freddo”, dove il terreno ha una temperatura molto bassa, si possono trovare specie dette “microterme” come ad esempio la Stella alpina, l’Erba dei camosci, il Camedrio alpino e la Pinguicola alpina. Quest’ultima é una pianta insettivora le cui foglie carnose e ricoperte da peduncoli intrappolano gli insetti che vi si posano.

Molto diffusa inoltre è la Sassifraga di Host in forma di cuscinetti di infiorescenze bionde punteggiate di rosso. Tra gli arbusti presenti nella Valletta, molto diffusi sono i Rododendri pelosi dalle infiorescenze rosee, il Pino mugo e il Salice stipolato.

Le meraviglie della Valle del Freddo

Man mano che ci si allontana dall’area del fenomeno microtermico la vegetazione assume l’aspetto tipico del piano collinare e montano. In primavera bellissimi tappeti floreali di pervinca caratterizzano il sottobosco, estese fioriture di Genziana, di Erica, di Timo e di Globularia ricoprono le pendici della Valletta. Salendo ulteriormente domina la fioritura del Pero corvino e del Biancospino; è proprio in questa zona che fiorisce la rara e splendida Peonia selvatica, più comuni invece il Ciclamino e la Valeriana rossa. Infine, degna di nota, è la Listera ovata, un’orchidea alta 30-60 cm, caratterizzata da piccoli fiori verdegiallognoli.

Le visite al pubblico sono consentite, nelle zone A e B, solo a piedi, accompagnati da personale autorizzato, in gruppi di non più di 10 persone e per un numero massimo di 50 visitatori al giorno nei mesi di maggio, giugno e luglio nei seguenti giorni e orari:
– sabato dalle 13.30 alle 18.00
– domenica e festivi (2 giugno 2021) dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 18.00.
– dal lunedì al venerdì eventuali gruppi di visitatori sono tenuti a prenotare la visita presso gli Uffici della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi (Ente gestore della Riserva) mail: giuliano.covelli@cmlaghi.bg.it – tel. 035 4349830

L’accesso alle restanti zone della riserva C e D è libero tutto l’anno, solo a piedi; durante la visita devono essere rispettate le norme della Riserva; in caso di infrazioni il responsabile, oltre ad incorrere nelle sanzioni previste, sarà allontanato dalla Riserva;

La visita alla Zona del freddo per motivi scientifici è concessa, previa richiesta motivata da inoltrare come preavviso di almeno due mesi al Direttore della Riserva che su parere conforme della Commissione Consultiva Permanente, darà risposta inappellabile.

REGOLE PER I VISITATORI VALEVOLI PER IL 2021

• l’accesso alla Riserva Naturale Valle del Freddo è consentito esclusivamente a soggetti protetti da mascherina, fatta eccezione per bambini con età inferiore a 6 anni, e con mani protette da guanti sterili oppure disinfettate.

• le visite saranno gestite da personale munito di specifico tesserino di riconoscimento, rilasciato dalla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi.

• i gruppi che verranno formati per le visite, in numero non superiore a 10 persone, dovranno attenersi alle regole di distanziamento sociale previste dalle vigenti disposizioni nazionali o regionali, attualmente definite in 1 metro.

• la sosta e l’utilizzo dei tavolini sono consentiti, previo corretto distanziamento.

• è obbligatorio seguire i percorsi indicati.

• in caso di evoluzioni pericolose e repentine della pandemia, queste indicazioni perdono di validità con effetto immediato.

• ai sensi dell’art. 2, comma 1 del d. P.C.M. 26 aprile 2020, per le ipotesi di violazione delle disposizioni del suddetto decreto, esse sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo
4, comma 1, del decreto-legge n. 19/2020.

È altresì necessario firmare un modulo in cui si dichiara

• di non essere sottoposto alla misura di quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid19

• di aver provato la propria temperatura corporea e di non aver riscontrato febbre oltre 37,5° e di non avere altri sintomi influenzali

• di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio vigenti alla data odierna ed adottate ai sensi degli artt. 1 e 2 del DL 25/03/2020 n.19, concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale

• di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimento dal Presidente della Regione Lombardia

• di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’art.4 del DL 25/03/2020 n.19

Le meraviglie della Valle del Freddo
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