La reazione

Bar e ristoranti riaprono, ma solo coi dehors: “Una ripartenza azzoppata”

Il direttore di Ascom Bergamo Oscar Fusini: "Senza il servizio all'interno e col coprifuoco alle 22 non si darà sollievo alla filiera"

Ripartenza sì, ma solo a determinate condizioni. È una zona gialla anomala quella che da lunedì 26 aprile stanno vivendo i ristoratori italiani, anche a Bergamo: possono infatti tornare i clienti, ma solo negli spazi esterni che non tutti possono avere.

“Abbiamo stimato che 2/3 dei locali bergamaschi può disporre di un dehor – ci spiega il direttore di Ascom Bergamo Oscar Fusini -. Questo significa che una grossa fetta di ristoratori non potrà ripartire affatto. Per questo io questa zona gialla la chiamo ‘ripartenza azzoppata’”.

Lunedì 26 aprile anche il meteo si è messo di traverso con una giornata grigia e qualche goccia di pioggia che ha frenato le consumazioni all’esterno: “Un altro aspetto che chi ha deciso queste riaperture dovrebbe considerare con più attenzione. Non siamo in estate e non sarà facile servire le persone all’aperto, questo primo giorno di aperture ne è la conferma” continua Fusini.

“Secondo una nostra prima stima gli introiti dei ristoratori non saranno paragonabili a quelli  delle vecchie zone gialle, quando bar e ristoranti potevano aprire al chiuso. Per questo sarà una zona gialla azzoppata. Inoltre – prosegue il direttore di Ascom -, dobbiamo tenere conto che gli spazi all’aperto, per alcuni che hanno la fortuna di averlo, non sempre sono così grandi: il fatturato inevitabilmente ne risentirà parecchio”.

Oscar Fusini
Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo

Ma non è tutto negativo: “C’è comunque una prima visione di normalità – afferma Fusini -. Questa mattina ho visitato alcuni bar cittadini e ho visto gente seduta all’esterno a consumare. Si tratta di un’apertura limitata, lo ribadisco, ma che ci riporta verso una normalità che ci era mancata tanto. Alla città serviva”.

“Noi chiediamo con forza l’allungamento dell’orario di apertura serale, la gente non può essere a casa alle 22, e la possibilità di poter servire i clienti anche al chiuso, ovviamente nel rispetto delle regole. Solo così la filiera potrebbe davvero riaprire. Vorrei sottolineare che tutto questo – conclude Fusini – non vuole essere una battaglia ideologica e politica”.

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