Il Covid e le sue ferite mettono alla prova la nostra intelligenza e la capacità di adattarci - BergamoNews
Possiamo farcela

Il Covid e le sue ferite mettono alla prova la nostra intelligenza e la capacità di adattarci

Il quoziente di adattabilità è l'elemento chiave che permetterà la nostra sopravvivenza.

Che cos’è l’intelligenza e che cosa ce ne facciamo realmente?

Per definizione l’intelligenza è la capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell’esperienza.

Per caso anche a voi piace pensare a voi stessi come a persone intelligenti? Immagino di sì.

Non so cosa fate per sentirvi più intelligenti, ma io ho i miei metodi: leggo qualche articolo di sociologia, magari in lingua inglese oppure guardo la serie TV in lingua originale;
mi ascolto qualche podcast del professor Barbero, storico appassionato di Medioevo (che se non lo conoscete andate subito ad ascoltarlo!); abbozzo qualche idea e collegamento per trovare delle soluzioni che potrebbero migliorare la vita di tutti.

Mi sento quasi a posto.

Al pari di una passeggiata rigenerante mi piace fare qualche cosa che mi fa sentire più ricca e più intelligente.

Capita anche a voi?

Però, per ancorami alla realtà, quando penso di aver avuto una buona idea o subentra un eccesso di entusiasmo mi faccio un bagno di realtà: leggo qualche notizia strabiliante di qualche imprenditore geniale.

Uno fra tutti Elon Musk, il fondatore di Tesla, nota marca automobilistica e creatore di Space X, azienda aerospaziale americana. Lui riesce sempre a farmi sentire un essere infinitamente stupido.

Quando Elon parla dei viaggi che un giorno le persone faranno su Marte – forse non io ma i miei figli si – non riesco a stargli dietro. L’idea che gli umani possano diventare una specie multiplanetaria, ovvero passare da un pianeta all’altro, è troppo complessa da accettare. Non ce la faccio!

Eppure, è solo questione di quoziente, non intellettivo, ma di adattabilità.

Il quoziente di adattabilità è l’elemento chiave che permetterà la nostra sopravvivenza.

Ci permette di adattarci ai nuovi contesti, cambiare idea, cambiare mentalità.

Permette di imparare, formarci e apprendere dagli sbagli.

Ci fa prendere strade differenti e sperimentare nuovi metodi per fare le cose.

In una frase attribuita a Stephen Hawking si legge che l’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.

E allora?

Quanto siamo intelligenti?

Quanto siamo disposti a cambiare?

Dall’inizio della pandemia c’è stato un incremento dei disagi: psichici, fisici e sociali.

Il mondo è pieno di ferite invisibili che si stanno allargano, soprattutto se si nega che sia stato un periodo durissimo per tutti.

Curare la salute mentale, oltre a quella fisica, sarà un compito importante: l’obiettivo del benessere dovrà partire dal singolo per poi diffondersi nelle organizzazioni e prosperare nelle società.

Il new normal non esiste.

Per citare un video di Zerocalcare, noto fumettista e animatore, quando ci diciamo “quando sarà finita questa storia del Covid”, è un po’ come quando i dinosauri si dicevano “quando sarà finita questa storia del meteorite”.

Esiste solo la realtà e la nostra capacità di adattarci ad essa.

In maniera intelligente.

Un giorno potremmo dover essere in grado di spostarci da un pianeta all’altro.

Prendiamo questo periodo come un periodo di pratica.

Cominciamo a adattarci, almeno all’idea.

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