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Misiani: "Conte e Draghi, Recovery simile? Il governo di prima non era fatto di pippe" - BergamoNews
Il senatore pd

Misiani: “Conte e Draghi, Recovery simile? Il governo di prima non era fatto di pippe”

L'ex viceministro all'Economia: "Il piano non cambia moltissimo rispetto a quello precedente, anche perché quello precedente era stato fatto in linea con gli obiettivi indicati dall’UE".

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il Recovery Fund del governo Draghi è uguale a quello del governo Conte? Risponde Antonio Misiani che nel precedente esecutivo era viceministro di Roberto Gualtieri, all’Economia: “Il tempo è sempre galantuomo, non è che il governo di prima fosse fatto da pippe e quello attuale di geni assoluti. Il piano non cambia moltissimo rispetto a quello precedente, anche perché quello precedente era stato fatto in linea con gli obiettivi indicati dall’UE. Il governo Draghi rispetto al precedente può costruire una governance e delle regole semplificate che consentano davvero di spendere questi soldi”.

Il senatore di Bergamo, ora responsabile economico del Partito Democratico, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Il Recovery Plan – ha dichiarato – è un’occasione imperdibile per modernizzare il Paese. L’Italia può recuperare non solo ciò che abbiamo perso in quest’anno disastroso, ma può superare 20 anni di stagnazione. Non basta scrivere un piano fatto bene, bisogna spenderli questi soldi, quindi bisogna velocizzare le modalità di attuazione. Sarebbe utile se il dibattito si concentrasse un piano da cui dipendono i prossimi 20 anni dell’Italia, non i prossimi due mesi”.

Quanto a Matteo Salvini commenta: “Vedo difficile che uno che ha detto fino a ieri che uscirebbe dall’Europa si prenda il merito di questo piano. Adesso sull’Europa ha cambiato idea e va bene così”.

E a proposito di Salvini, che invece sulle riaperture si sta smarcando dalla maggioranza di governo, in particolare per l’orario delle chiusure serali: “Il Pd è per riaprire, però in sicurezza e in modo irreversibile. Possiamo anche abolire il coprifuoco domattina, ma se poi i contagi ripartono e dobbiamo richiudere sarebbe un disastro per tutti. Quindi riapriamo con prudenza e diamo sostegno alle imprese più in difficoltà. Si dimenticano tutti di dire che in Gran Bretagna, dove sono molto più avanti di noi sulle vaccinazioni, ancora sono chiusi cinema e teatri e bar e ristoranti possono lavorare solo all’aperto nonostante il clima più rigido del nostro. Noi dobbiamo iniziare a riaprire gradualmente e dire ai cittadini che c’è un calendario di riaperture. Mi fa riflettere un Paese in cui muoiono 300-400 persone al giorno e la cosa è considerata assolutamente normale”.

“C’è malcontento – conclude Misiani parlado dei sostegni alle categorie più colpite – perché a fronte di uno scostamento, anche consistente, gli aventi diritto sono molti di più perché la platea si è molto allargata. Per questo serve un nuovo scostamento con una nuova tornata di ristori, oltre ad un’operazione di taglio sui costi fissi. È assolutamente ingiusto che si chieda la Tari ad un ristoratore che ha il ristorante chiuso, così come l’Imu ad alberghi chiusi”.

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