L'Atalanta paga il blackout dei bomber, e in dieci non si può fare di più - BergamoNews
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L’Atalanta paga il blackout dei bomber, e in dieci non si può fare di più

La Dea era finora l'unica in A senza espulsioni. Roma dominata per un'ora: il conto negli scontri diretti (dopo la vittoria sulla Juve) resta positivo

Due punti regalati, buttati via. Succede anche ai più forti, all’Atalanta capita ed è un déjà vu, come se in questo momento del campionato si dovesse fermare per un pit stop: un girone fa a Bologna, dopo il 2-0 i nerazzurri staccano la spina e vengono rimontati, 2-2. L’ultima trasferta finita in parità (alla 14 di andata, ora siamo alla 14a di ritorno) prima, appunto, di quella dell’Olimpico contro la Roma.

E, siccome i nostri eroi sono umani, rimanendo in dieci finiscono per concedere il gol del pareggio a una Roma che nel primo tempo era stata presa letteralmente a pallate. Ma Muriel, solitamente implacabile, fa una ciabattata sul passaggio-cioccolatino offertogli da Zapata. Ed è bravissimo, Duvàn, nell’azione del gol, un po’ meno quando si fa ipnotizzare a tu per tu col portiere: insomma, non è serata per i colombiani che tante volte hanno fatto volare la Dea. Ci sta, il calcio è anche questo.

È tipico dei grandi bomber attraversare momenti di blackout e poi ripartire come prima, più di prima. Muriel non segna da tre partite (Fiorentina, Juve e Roma) e magari lo notiamo di più perchè il silenzio del bomber è capitato nelle ultime due sfide contro avversari diretti. E il gol mancato a Roma è clamoroso, ma lo aspettiamo già domenica, si ricorderà di Bologna dove aveva fatto due gol in due minuti…

Poi, se guardiamo agli episodi, anche il gol preso su un tiro da 28 metri ti lascia qualche dubbio su Gollini, partito e arrivato in ritardo. Anche peggio aveva fatto Handanovic contro lo Spezia e l’Inter ha pareggiato: evidentemente era una giornata difficile per i portieri, per cui certe battute a vuoto pesano.

Così sette anni dopo Cristante fa all’Atalanta un gol quasi fotocopia, quello del 3-0 realizzato a San Siro (6 gennaio 2014) all’esordio da titolare col Milan: stesso rasoterra, stesso angolo alla destra del portiere (allora Consigli).

Anche se i gol falliti dall’Atalanta, i nove tiri in porta contro tre, sono tanti e pesano più della rete di Bryan.

Ma sicuramente la svolta a favore della Roma è arrivata nel momento in cui l’Atalanta ha messo fine a un altro suo record stagionale. Perché era l’unica squadra in Serie A senza cartellini rossi.

Ecco, la prima volta costa cara: perdere Gosens che aveva fatto l’assist (il sesto personale) a Malinovskyi, come era stata decisiva l’uscita di Freuler in Champions contro il Real.

D’accordo che è difficile guardare al bicchiere mezzo pieno, però prima di scontrarsi con Juve e Roma, sinceramente, quanti punti avevate previsto? I più realisti e fiduciosi pensavano quattro, i sognatori naturalmente sei, i semi-pessimisti due.

Non si può certo dire che l’Atalanta abbia pagato la fatica con la Juve, visto come ha dominato per un’ora la Roma facendo il tiro a segno. Forse proprio la facilità con cui i nerazzurri sono arrivati nell’area giallorossa e davanti al portiere ha portato a un leggero difetto di concentrazione, che invece era al massimo contro la Juve, perché serviva l’impresa storica dopo vent’anni. A Roma, fosse finita 4-1 come all’andata dopo il gol iniziale di Dzeko, nessuno si sarebbe meravigliato, solo che stavolta i nostri sono stati molto teneri. Anche se l’attacco più forte della Serie A resta sempre quello dell’Atalanta, 73 gol contro i 71 di Inter e Napoli.

Insomma, la volata Champions è appena cominciata e questa Atalanta appare più in salute di Milan e Juventus. Stiano attente loro…

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