Il periodo delle allergie, "ma la mascherina anti-Covid smorza i sintomi" - BergamoNews
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Il periodo delle allergie, “ma la mascherina anti-Covid smorza i sintomi”

I picchi primaverili sono attesi a breve: le prime insorgenze ora anche dopo i 55 anni, spiega Giuseppina Manzotti, responsabile dell’Ambulatorio di Allergologia della Casa di cura Beato Palazzolo di Bergamo

Siamo ormai entrati nel pieno della stagione delle allergie: lo sa bene chi in questo periodo inizia a convivere coi soliti problemi di tipo respiratorio e agli occhi.

Sintomi che ormai iniziano a manifestarsi già tra i mesi di dicembre e gennaio, secondo un calendario ben preciso: si inizia con cipresso e nocciolo a cavallo tra fine e inizio anno, per poi passare a tutto il gruppo delle betullacee (che vedono il proprio picco tra marzo e aprile) e delle graminacee (con picco iniziale tra aprile e giugno e un nuovo picco da seconda fioritura a settembre).

Negli ultimi anni, poi, nella nostra provincia hanno iniziato a comparire anche altri pollini: dall’ulivo, puntualissimo ad aprile, fino all’ambrosia tipica dei mesi estivi come la parietaria.

“I picchi vengono raggiunti quando il clima si assesta su livelli costanti – spiega la dottoressa Giuseppina Manzotti, responsabile dell’Ambulatorio di Allergologia della Casa di cura Beato Palazzolo di Bergamo e membro dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO) – Gli sbalzi termici dell’ultimo periodo, a mio avviso, hanno leggermente mitigato l’arrivo del picco. Aspettiamocelo insieme al vero caldo, ora siamo ancora in una fase prodromica”.

Dottoressa Manzotti, con l’emergenza sanitaria da Covid-19 e l’abitudine a indossare la mascherina, quali effetti si osservano sull’insorgenza della normale allergia stagionale?

Credo che la mascherina sia stato un fattore di attenuazione. Ma è stata d’aiuto nella misura in cui ha ridotto moltissimo le infezioni delle alte vie aeree. L’infezione virale in corso, infatti, espone molto di più al peggioramento dei sintomi nei soggetti predisposti. Può essere vero che abbia avuto una funziona riparatoria dal polline, ma soprattutto, a mio avviso, ha inciso abbassando la soglia delle malattie alle alte vie respiratorie.

Quali sono i sintomi più comuni dell’insorgenza di una reazione allergica in questa stagione?

Possiamo raggrupparli in tre macrocategorie: Rinite, con starnuti, rinorrea liquida e ostruzione nasale soprattutto nelle ore notturne; congiuntivite, con prurito e lacrimazione degli occhi; e asma, con l’interessamento dei bronchi e quindi broncospasmi allergici o asma allergica.

Come possiamo associare questi sintomi a un’allergia e non a un evento passeggero?

Per essere il segnale di un’allergia devono essere costanti e ripetuti nel tempo. Ci sono dei canoni di ripetitività, giorno dopo giorno, che quando sono prolungati non fanno più pensare a una forma virale ma alla forma allergica.

A che età iniziano a manifestarsi i sintomi di un’allergia?

Solitamente si manifestano sin da bambini, ma assistiamo ad esordi precoci, quindi in età pediatrica e adolescenziale, così come a quelli tardivi. Tra questi ultimi la sensibilizzazione alle betullacee avviene anche dopo i 50 anni.

Oltre a soggetti che già sono a conoscenza delle proprie allergie, ce ne sono altri che possiamo considerare a rischio?

Possiamo dire che i figli di genitori entrambi allergici sono più predisposti, ma non abbiamo identikit certi da questo punto di vista. Più si è esposti a una carica pollinica alta e più si è a rischio: i picchi di pollinazione sono più concentrati e prolungati per il riscaldamento globale e i pazienti più esposti e in tal senso a rischio.

Come si possono combattere le allergie stagionali? C’è un modo per fare prevenzione o delle buone pratiche da attuare per alleviarne i disagi?

Prevenirle direi che è difficile, ma il paziente si deve sentire libero di fare la propria vita nel verde anche se allergico. Serve però, ovviamente, una terapia corretta: l’utilizzo di spray nasali cortisonici per sfiammare il naso e antistaminico per ridurre la sintomatologia. In base al tipo di polline, l’allergologo deciderà se ricorrere all’immunoterapia desensibilizzante che porterà il paziente negli anni ad avere una minore sensibilità all’esposizione.

In caso di sospetta insorgenza di un’allergia come ci si deve comportare?

Il mio consiglio è quello di farsi valutare e seguire da un allergologo. Da un lato è inutile sopportare o fare gli eroi. Dall’altro, nel momento in cui ci si accorge di avere una problematica che potrebbe essere di tipo allergico, è sempre da evitare il fai da te con i farmaci, perché ognuno di noi può aver bisogno di un trattamento differente. Parlatene sempre con il vostro medico di base che, in caso di necessità, vi indirizzerà a uno specialista.

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