“Mia madre, 87enne, chiamata per anticipare il vaccino e rimandata a casa senza farlo" - BergamoNews
La lettera

“Mia madre, 87enne, chiamata per anticipare il vaccino e rimandata a casa senza farlo”

Ancora disservizi legati alle vaccinazioni anti-Covid. Questa volta da Carvico, nell'Isola Bergamasca, da dove un nostro lettore, Danilo Biffi, racconta la disavventura capitata a sua madre

Ancora disservizi legati alle vaccinazioni anti-Covid. Questa volta da Carvico, nell’Isola Bergamasca, da dove un nostro lettore, Danilo Biffi, racconta la disavventura capitata a sua madre, chiamata per la seconda dose di Moderna in anticipo di una settimana e rispedita a casa senza somministrazione.

“Mia madre, 87enne , cardiopatica cronica e con gravi difficoltà nel camminare a causa di tre interventi alle anche, è stata chiamata in settimana da ATS Lombardia per anticipare l’appuntamento per la seconda vaccinazione Covid con il Vaccino Moderna (la data corretta sarebbe stata il 24 aprile ma le hanno comunicato che anticipavano di una settimana esatta, quindi sabato 17).

Appuntamento fissato per le 8:48 (addirittura il minuto esatto, nemmeno in Svizzera tanta precisione!)

Ci siamo recati all’ospedale di Merate Leopoldo Mandic (noi siamo della provincia di Bergamo e dovevamo recarci in provincia di Lecco… ma tant’è…)

Senza posti a sedere e al freddo all’aperto attendevano più di 50 persone.

Hanno iniziato a chiamare le persone alle 9:10 per gli appuntamenti delle 8:24. Quindi più di un’ora al freddo ad aspettare.

Finalmente entrati ci hanno detto con grande stupore e arrabbiatura che purtroppo dovevamo fare ritorno la settimana prossima in quanto Moderna prevede 4 settimana di intervallo tra un’iniezione e l’altra… peccato che avevano chiamato loro per anticipare e non abbiamo deciso noi di andarci prima.

Moltissime persone quindi per lo più ultraottantenni dovranno fare ritorno con tutte le difficoltà del caso.

Mia madre non può camminare e questa mattina ha avuto molte difficoltà con le scale.

È una vergogna assoluta. Pretendo che per la seconda vaccinazione sia Regione Lombardia che si mobiliti per venire a casa sua a vaccinarla, io non la accompagnerò più”.

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