De Roon sempre concreto, Djimsiti è una roccia, Freuler gioca sul velluto - BergamoNews
Le pagelle

De Roon sempre concreto, Djimsiti è una roccia, Freuler gioca sul velluto

GOLLINI 6: Esce bene su Dybala in avvio, quando deve usare i piedi per le ripartenze mostra tutti i suoi limiti procurando più di un rischio che pure Gasperini dalla panchina fa notare. Al 34’ non aiuta Maehle che inventa un pasticcio che Morata non sfrutta, grazie anche alla prontezza di Djimsiti. Più sicuro nel secondo tempo, di testa appena fuori area in avvio poi con i pugni a pulire l’area nel finale su palla indirizzata da Cuadrado.

TOLOI 6,5: Tiene Chiesa lontano dall’area a scanso di cascate. Orsato è comunque un buon alleato al punto che Chiesa da solo ci rimette i muscoli e deve uscire. Dal suo piede l’intuizione per Malinovskyi che aspettava solo quello.

DJIMSITI 7: Rendimento costante, gioca senza correre rischi anche con rinvii parrocchiali che fanno comunque risultato.

PALOMINO 7,5: Roccia, Morata non lo mette mai in difficoltà, di nuovo il migliore usa l’anticipo quando serve, il corpo quando l’avversario gioca ad appoggiarsi senza ottenere risultato.

MAEHLE 6: Decisivo nella chiusura su Chiesa al 44’, compensa il pasticcio che aveva dato a Morata la più grossa delle opportunità del primo tempo per la Juventus. Non rinuncia mai ad accompagnare l’azione.

MALINOVSKYI (Dal 28′ st) 7: Prende subito il giallo dando l’impressione che entrare non è nel suo Dna, così diventa decisivo. Negli ultimi 5 minuti, quando prima tenta il sinistro su punizione e ci va vicino, poi con l’aiuto di una deviazione entra nella storia. Non si parlerà più di Ventola ma di lui, di colui che dopo vent’anni batte la Juve

DE ROON 6,5: Deve aiutare Gosens su Cuadrado. Fatica ma non molla mai, aggredendo tutte le zone del campo senza essere spettacolare ma concreto.

FREULER 7: Non rischia mai, gioca pulito e corretto con il pregio di saper dare la palla in maniera di facilitare i compagni a completare l’azione. Preciso come uno svizzero non accetta mai le provocazioni come quella di Cuadrado dando sempre tranquillità al gruppo.

GOSENS 6: Riportato nel suo ruolo ma senza la maglia di Ronaldo che ha bigiato soffre più del caso Cuadrado che lo salta spesso. Su McKennie a scivolone salva una possibile occasione.
Poi è bravo a tenere la posizione per limitare gli avversari sulla sua fascia.

PESSINA 6,5: Imprescindibile anche se reduce dal Covid, ma la birra nelle gambe non la inventi con due soli allenamenti nelle ultime settimane. Più che sufficiente senza acuti. Cambio senza sorprese a favore di Pasalic che aspettava solo quello.

PASALIC (Dal 1′ st) 6: Prestazione di grande volontà, aiuta tutti supportando il ritmo intenso che trova appena entrato. Generoso e ben inserito nel ruolo anche quando chiamato ad entrare.

MURIEL 6: Soffre l’intensità avversaria e il dovere stare troppo largo a sinistra, che non sembra il suo mantra. Un solo lampo di destro sfiora l’incrocio al 13’ del secondo tempo. Rimane senza gol alla Juve, non gioca mai novanta minuti interi ma il suo sorriso stempera qualsiasi difficoltà. Non facile contro la forza fisica della difesa bianconera.

ILICIC (Dal 22′ st) 6: Il suo abbraccio al fischio finale con Gasperini può significare che ha capito il suo ruolo del momento: entrare e dare un passo diverso alla squadra, come appena entrato trova la testa di Zapata per la migliore occasione. Poi tiene palla per fare rifiatare e favorire le ripartenze nel momento in cui la Juve aumenta la pressione.

ZAPATA 6: Da solo tiene palla con la sua fisicità contro due come Chiellini e De Light che non sono dei gentiluomini. Di testa ha l’occasione più nitida che esce di poco. Partita di sacrificio che deve essere compresa nei contenuti.

 

GASPERINI 7,5: Aria di derby perché Pirlo è cresciuto a Brescia, di più torna all’antico con il suo mantra che è il 3-4-1-2 che costa all’inizio il posto a Malinovskyi, il quale lo ripaga quando entra. Il maggior pregio della squadra? La solidità e i cambi che decidono la partita. Il suo arrivo a Bergamo ha cambiato la storia e le casse della società.

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