Riaprono cinema, teatri, musei. Ghisalberti: "Misure da rispettare, ma Bergamo è pronta" - BergamoNews
L'assessore

Riaprono cinema, teatri, musei. Ghisalberti: “Misure da rispettare, ma Bergamo è pronta”

L'assessore alla Cultura di Bergamo: "Questa riapertura significa moltissimo. Per prima cosa per gli operatori dello spettacolo e della cultura”

Passa in rassegna le mostre già pronte a Palazzo della Ragione e in Gamec, all’Accademia Carrara, pensa alla riapertura del teatro Donizetti e poi il calendario degli eventi estivi al Lazzaretto…

Se l’Italia si prepara ad aprire i luoghi di cultura dal prossimo 26 aprile, Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura a Palazzo Frizzoni, afferma con sollievo e serenità: “Sì, Bergamo è pronta. Naturalmente se la Lombardia diventa zona gialla e se verranno rispettate tutte le misure e le prescrizioni previste, come ha sottolineato il Presidente del Consiglio Mario Draghi”.

Ad interessare in particolare l’assessore Ghisalberti è la capienza degli spettatori nei luoghi chiusi. Il Comitato Tecnico Scientifico, infatti, ha dato il suo via libera nelle zone gialle alla riapertura di cinema, teatri e sale da concerto sia all’aperto sia al chiuso, con l’aumento del pubblico ammissibile. Si passa dal 25% al 50% dei posti occupabili in sala, con un innalzamento a un massimo di 500 spettatori nelle sale al chiuso e di 1.000 spettatori in quelle all’aperto.

“L’annuncio è positivo, ora bisogna vedere il decreto definitivo, ma se si passasse al raddoppio della capienza previsto dal Dcpm di marzo si può pensare ad aprire il Teatro Donizetti con spettacoli di 500 persone. Non sarà facile, ma è già un passo avanti importantissimo che ci permette di progettare e ripartire. Penso a Bergamo Jazz che è in calendario per giugno e poi per tutte le iniziative legate a Donizetti e alla programmazione del cartello per la prosa”.

Che cosa significa per Bergamo, città che prima di tutte, ha pagato con molte vittime la pandemia Covid, questa riapertura?

Significa moltissimo. Per prima cosa per gli operatori dello spettacolo e della cultura e poi per sostenere la ripartenza dopo una crisi sociale ed economica difficile. C’è una riapertura, che era attesa, ma da oggi sappiamo che è programmata e graduale. Tiene conto del fatto che c’è un miglioramento con il calo dei contagi e dei posti nelle terapie intensive degli ospedali. Insomma, i dati sono promettenti, se i contagi scendono e prosegue la campagna vaccini, possiamo finalmente tornare ad una normalità.

Ci sono anche gli spettacoli all’aperto.

Questo ci permetterà di programmare gli eventi al Lazzaretto, per Bergamo si tratta di un’ottima opportunità. Abbiamo spazi adatti e le iniziative non mancano.

Quanto soffre e ha pagato il settore della cultura?

Proprio stamattina ho partecipato ad un tavolo della musica per la capitale della cultura del 2023 e alcuni operatori, pur essendo propositivi, hanno ammesso che non sapranno se per allora svolgeranno ancora questa attività. Un’affermazione che mi ha colpito e che ben rende l’idea di quanto sia costata questa chiusura e quanto sia drammatica la situazione.

Ha seguito il ministro della Cultura Franceschini in queste ore?

Sì, l’ho seguito anche durante il suo intervento al Globe Theatre di Roma dove è in corso la protesta degli operatori dello spettacolo. Nessuno di loro lo ha fischiato: un segno di rispetto che ho apprezzato. Poi so che il ministro ha ricevuto gli assessori alla Cultura delle regioni accogliendo le loro istanze. Questo atteggiamento di rispetto e di dialogo, di apertura dimostra che non si vuole più tornare indietro e apre alla possibilità di prendere tutte le decisioni per programmare e offrire spettacoli e appuntamenti, che significa una vita aggregativa. C’è un mondo che era in attesa, in grande sofferenza, ma pronto a mettersi di nuovo al lavoro. Ad una condizione: perché abbia successo questa apertura tutti, ma proprio tutti, sia noi organizzatori sia il pubblico, dobbiamo rispettare le condizioni di sicurezza che ci vengono imposte.

Davanti a questo annuncio, qual è la prima cosa che ha pensato?

In agenda abbiamo tante proposte. Sicuramente la prima è stata la riapertura del Donizetti, poi penso alle mostre: quella di Medea pronta dallo scorso anno e in programma per giugno. Così come altre a Palazzo della Ragione. E poi gli spettacoli al Lazzaretto, i cinema all’aperto… Abbiamo tutti tirato un sospiro di sollievo.

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