Neonata morta in ospedale, ginecologa rinviata a giudizio - BergamoNews
Ponte san pietro

Neonata morta in ospedale, ginecologa rinviata a giudizio

Giovedì mattina, 15 aprile, l'udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino. La donna, assistita dall'avvocato Claudia Zilioli, è stata rinviata a giudizio e il processo aggiornato al 21 gennaio 2022

Era il 20 aprile 2019. Lara Bosisio, 29enne di Brembate, e Luigi Ferrari, 22 anni, nato a Calcinate, avevano scelto per la loro primogenita il nome Aurora. Ma la vita della piccola è durata lo spazio di trenta minuti: dalle 21.33 dopo il parto con ventosa alle 22.03, quando il suo cuoricino ha smesso di battere al Policlinico di Ponte San Pietro.

I genitori avevano presentato denuncia. E il pubblico ministero, Giancarlo Mancusi, aperto un fascicolo per omicidio colposo con 13 indagati: il personale in servizio quella sera tra medici, anestesisti, infermieri e ostetriche dell’ospedale. Ma dopo l’autopsia sul corpicino da parte del medico legale e i risultati di una perizia, le attenzioni si erano concentrate su una ginecologa, all’epoca in servizio nell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico e ora operante in un’altra struttura. Tant’è che le posizioni degli altri dodici indagati sono state archiviate.

Giovedì mattina, 15 aprile, a distanza di quasi due anni, si è tenuta l’udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino. La ginecologa, assistita dall’avvocato Claudia Zilioli, è stata rinviata a giudizio e il processo aggiornato al 21 gennaio 2022.

Secondo la procura, avrebbe gestito il travaglio e il parto della mamma della piccola con “imperizia, consistita nella violazione delle linee guida di interpretazioni dei tracciati cardiotocografici e delle buone pratiche clinico-assistenziali”. Non solo, per l’accusa, se si fosse intervenuto con taglio cesareo, non oltre le 20, avrebbe prevenuto – con altissima probabilità – la morte neonatale.

Per la difesa della ginecologa, invece, il tracciato cardiotocografico era regolare e il feto non manifestava nessuna sofferenza o stato di stress.

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