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Fondi Lega: Lombardia Film Commission e Comune di Milano parti civili, Regione no - BergamoNews
Il processo a carico dell'imprenditore di casnigo

Fondi Lega: Lombardia Film Commission e Comune di Milano parti civili, Regione no

Per la vicenda della compravendita del capannone di Cormano. Il Pirellone spiega così la scelta: "Nostra policy prevede azione civile risarcitoria dopo accertamento degli elementi in sede penale"

Lombardia Film Commission e Comune di Milano sono stati ammessi parti civili per l’eventuale risarcimento danni nel processo a carico dell’imprenditore di Casnigo Francesco Barachetti. La vicenda è quella relativa la compravendita del capannone di Cormano, acquistato dalla Fondazione Lombardia Film Commission (Lfc), partecipata dalla Regione Lombardia e dal Comune, con la quale sarebbero stati drenati – secondo l’accusa – 800 mila euro di fondi pubblici.

Non ha chiesto di essere parte civile, invece, Regione Lombardia: “Come policy istituzionale generale – è stato precisato in una nota – la Giunta regionale ritiene preferibile, nei procedimenti penali in cui Regione è parte offesa, proporre un’azione autonoma in sede civile solo a seguito e sulla base degli elementi che sono stati accertati in sede penale. La costituzione di parte civile nel processo penale – specifica il Pirellone – ha lo scopo di tutelare il diritto della Regione a vedersi riconoscere il ristoro di un danno patrimoniale e/o d’immagine-reputazionale e non costituisce un obbligo, ma è una scelta processuale: qualora in sede processuale penale vengano accertate responsabilità che supportino la sussistenza di un danno diretto in capo a Regione Lombardia, l’Amministrazione potrà adeguatamente tutelarsi anche in sede civile”.

In aula non era nemmeno rappresentanto il Ministero dell’Economia. Anche se Barachetti, oltre che di concorso in peculato, è accusato anche di reati tributari.

Lfc e Comune di Milano, infine, chiederanno di essere parti civili anche nel processo con rito abbreviato a carico dei bergamaschi Alberto di Rubba e Andrea Manzoni, i due contabili del Carroccio in parlamento finiti agli arresti domiciliari la scorsa estate insieme al collega Michele Scillieri. Il primo è anche l’ex presidente di Lfc.

I giudici, nel frattempo, hanno negato la richiesta di videoriprese in aula, presentata da alcuni cronisti per evitare la “spettacolarizzazione” del processo e il “condizionamento” dei testimoni.

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