Popolare di Sondrio, ultima chiamata: il Consiglio di Stato deciderà il suo futuro - BergamoNews
Cooperativa o spa?

Popolare di Sondrio, ultima chiamata: il Consiglio di Stato deciderà il suo futuro

Il Consiglio di Stato, convocato per giovedì 15 aprile, è chiamato proprio ad esprimersi su questo caso che è giunto fino alla Corte di Giustizia europea. Intanto per l'assemblea dei soci, l'11 maggio, dopo 150 anni c'è una lista opposta a quella del cda dell'istituto di credito

L’ultima della grandi popolari italiane giovedì 15 aprile saprà quale sarà il proprio futuro. Proprio mentre si prepara a festeggiare i suoi 150 anni la Popolare di Sondrio saprà se questi sei anni di battaglie, dopo la legge di riforma delle banche popolari varata dal governo Renzi nel 2015 che obbliga le banche a modello cooperativo che hanno un patrimonio superiore a 8 miliardi a trasformarsi in società per azioni. Il Consiglio di Stato, convocato per giovedì 15 aprile, è chiamato proprio ad esprimersi su questo caso che è giunto fino alla Corte di Giustizia europea.

Potrebbe essere una sentenza capace di fare scuola e magari di rivedere la storia di Ubi Banca, la prima delle 10 grandi banche cooperative a trasformarsi in Spa.
Perché? Perché se la Sondrio ottenesse un pronunciamento favorevole del Consiglio di Stato questa vicenda potrebbe concludersi salvando il modello mutualistico, accogliendo il voto capitario e adempiendo di fatto ad un obbligo di legge trasformandosi in Spa. Ma percorrendo una via diversa: una nuova società cooperativa che a valle controlli l’attività bancaria sotto forma di società per azioni. Seguendo di fatto il modello già attuato da Finsoe-Unipol.
Una via che era stata proposta anche nell’assemblea del 25 aprile 2015 da Doriano Bendotti, componente del consiglio della Camera di Commercio di Bergamo.

“L’idea è quella di un modello organizzativo che preveda uno scorporo dall’attuale società holding Ubi Banca delle attività bancarie e di tutte le partecipazioni bancarie in una nuova società che avrà la forma giuridica della Società per Azioni, come vuole la riforma, così – sosteneva Bendotti – si manteneva lo spirito cooperativistico che avrebbe mantenuto al centro del sistema banca il socio, piccolo o grande che fosse, ma con pari dignità a prescindere dalle sue derivazioni storiche”. Così non andò.

È interessante tornare alla storia della Popolare di Sondrio che in questi anni è cresciuta, oltre alla Lombardia ha avviato una politica di espansione a Est, in Veneto, e aperture di sportelli in Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. A questi si deve aggiungere la forte presenza a Roma e nel Lazio con 44 sportelli dei 349 in totale. In Bergamasca sono quindici le agenzie: Bergamo, Albano Sant’Alessandro, Almè, Bonate Sotto, Carvico, Ghisalba, Nembro, Osio Sotto, Seriate, Trescore Balneario, Treviglio, Romano di Lombardia, Grumello del Monte, Sarnico, Cisano Bergamasco. 

ASSEMBLEA L’11 MAGGIO, SPUNTA LISTA RIVALE PER IL CDA

È fissata per l’11 maggio l’assemblea della Popolare di Sondrio e porta con sé una novità: per la prima volta in 150 anni avrà due liste concorrenti. Oltre alla lista di maggioranza, che guida attualmente il cda con il presidente Francesco Venosta, si è presentata una nuova lista capitanata da Luca Frigerio, immobiliarista erede della famiglia lecchese di imprenditori metallurgici.

Frigerio ha riunito alcuni soci e radunato lo 0,9% di azioni dell’istituto di credito, superando quindi il quorum minimo (0,5%) che gli ha permesso di non raccogliere le 500 firme necessarie alla lista. Ad affiancarlo ci sarà l’imprenditore Pierluigi Molla, un avvocato e un professore della Sda Bocconi. Frigerio presenterà anche una lista, sempre di cinque nomi, per rinnovare il collegio sindacale (tre effettivi, due supplenti). La capolista, per il collegio sindacale, è Serenella Rossano, commercialista laureata in economia e in giurisprudenza che è stata sindaco o amministratore di Edison Energia, Sg Leasing, Banca Profilo. Se la lista di Frigerio prenderà 250 voti avrà un posto nel cda e la presidenza dei sindaci, spettante di diritto alle minoranze e che quindi appare destinata a Rossano.

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