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Garattini: "AstraZeneca e Johnson&Johnson? Più probabile morire cadendo dal letto" - BergamoNews
L'intervista

Garattini: “AstraZeneca e Johnson&Johnson? Più probabile morire cadendo dal letto”

Lo scienziato e farmacologo bergamasco, fondatore dell'Istituto di ricerche "Mario Negri": "Sui vaccini comunicazione sbagliata, si rischia di rovinare il grande sforzo di immunizzazione messo in campo"

“È sconfortante. In un momento così delicato, per un numero di casi infinitesimale e tutti da verificare che possono aver dato qualche problema, si rischia di mandare all’aria l’unica politica adatta a fermare il virus. Che è quella della somministrazione del siero”. Non ha dubbi Silvio Garattini, scienziato e farmacologo bergamasco fondatore dell’Istituto di ricerche “Mario Negri”.

“Serve un’informazione capillare, meticolosa e continua, nel nostro Paese e in tutti gli altri. Che dica sulla base dell’evidenza scientifica che i benefici dei vaccini sono immensamente maggiori rispetto alle criticità limitatissime che, come per ogni farmaco, compresa l’ aspirina, anche i vaccini possono avere – sottolinea in un’intervista a ‘Il Messaggero’ -. Volare in aereo è cento volte più pericoloso rispetto ad assumere un vaccino testato e autorizzato dagli organi preposti. È più facile morire cadendo dal letto che prendendo un siero anti-Covid. Questa è la comunicazione giusta e semplice che bisogna fare”.

Secondo Garattini “si rischia di rovinare il grande sforzo di immunizzazione che si è messo in campo. Sul web – osserva – due casi di problematicità legati ai vaccini lievitano artificiosamente fino a diventare duemila o due milioni nella percezione della gente. Il pasticcio che si è fatto con AstraZeneca deve valere da anti-modello da non ripetere con Johnson&Johnson. Già in Israele, in Inghilterra e negli Usa abbiamo la riprova che questi vaccini funzionano. Il contagio in quei Paesi è diminuito molto, anche le ospedalizzazioni e il numero di morti. Il rischio qui da noi di una nuova ondata di sfiducia avrebbe conseguenze devastanti. Ripeto: 6 casi problematici su milioni e milioni di iniezioni sono quasi niente. E finché in Italia non saranno vaccinati 40 milioni di cittadini – conclude – il pericolo resta”.

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