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Scarpinocc e oselì scapàcc: ci ha convinti il delivery dell’enoristorante “La Tana” di Bergamo

Social e sito curati alla perfezione, porzioni belle, buone e abbondanti consegnate con pochissima plastica

In tempo di Coronavirus, con i ristoranti di tutta la Bergamasca chiusi, ci siamo chiesti: come portare avanti questa rubrica? Per qualche tempo l’abbiamo lasciata ferma, costretti a rallentare – come tutti – i soliti ritmi quotidiani per combattere il virus bastardo. Poi, però, abbiamo capito che forse anche questa piccola sezione del giornale poteva essere d’aiuto a chi, pure in tempo di pandemia, voleva concedersi una coccola culinaria. Così, ci siamo affidati alla consegna a domicilio per far ripartire la guida, restando ancorati ai punti fermi di questo progetto: incognito, competenza, sincerità.

Una doverosa premessa. Com’è giusto che sia, nel giudizio abbiamo tenuto conto del fatto che il ristorante giudicato viene penalizzato dai tempi che intercorrono tra preparazione e consumazione dei piatti, e pure dal trasporto.
Restate a casa, se potete, ma continuate a mangiar bene: ormai tutti i ristoranti effettuano la consegna a domicilio. Sosteniamoli.

Quando abbiamo deciso di farci consegnare il pranzo dall’enoristorante La Tana avevamo un ampio ventaglio di locali tra cui scegliere. Perché alla fine abbiamo puntato sul ristorante cittadino di via San Lorenzo? Semplice: perché è stato quello che più di tutti gli altri ci ha attirati col suo modo di comunicare.

I social e, soprattutto, il sito internet del La Tana sono curati davvero alla perfezione. Il biglietto da visita di questo locale è bello e convincente: con Facebook e Instagram ci siamo fatti ingolosire dalle proposte di questa cucina, mentre una volta arrivati sul sito (dove si ordina il pasto) ci siamo fatti convincere definitivamente. Lì, i piatti sono descritti in modo chiaro e sintetico sia con le parole, sia con le foto. Insomma, ordini e sai cosa mangerai (e anche cosa pagherai).

Enoristorante La Tana
Tanta carta e poca plastica nei contenitori delle pietanze
Enoristorante La Tana

Le porzioni che arrivano sono calde e abbondanti, gli involucri che le contengono quasi tutti di carta: c’è pochissima plastica.

Partiamo da due paste ripiene: gli scarpinocc di Parre, ravioli ripieni di Grana, pangrattato, aglio e spezie, conditi con abbondanti burro (d’alpeggio in questo caso), salvia e Grana. Non hanno la classica forma a casoncello ma sono delle caramelle piuttosto lunghe, nonostante questo il ripieno si sente in bocca e non viene sovrastato dalla pasta. Potrebbero essere un filo più saporiti.

I ravioli di Sant’Alessandro, invece, sono una sorpresa vera e propria: all’interno c’è un ragù di pecora gigante bergamasca, fuori un delicato babaganoush fatto con melanzana cotta al forno e burro profumato al lime e alla menta. Ogni boccone è un’invasione di sapori bergamaschi che si mischiano a quelli mediorientali (il babaganoush ha origine in quelle terre), e c’è tutto: il dolce, il sapido, l’acido.

Enoristorante La Tana
Gli scarpinocc di Parre
Enoristorante La Tana
I ravioli di Sant'Alessandro con ragù di pecora gigante bergamasca

Anche con i secondi si viaggia che è una meraviglia. E anche con i secondi si parla di cucina bergamasca.

La polenta c’è in tutti e due i piatti che abbiamo ordinato, ed è sempre promossa a piena voti: ben cotta e preparata con una farina a grana piuttosto spessa che riconosci sotto ai denti.

La guancia si taglia senza l’ausilio di un coltello e si scioglie letteralmente in bocca. Non c’è un sapore che spicca sull’altro e la carne è sempre morbida e succosa, nonostante il tempo trascorso tra preparazione e assaggio.

Enoristorante La Tana
Polenta e guancia brasata
Enoristorante La Tana
Polenta e oselì scapàcc

Molto buoni anche gli oselì scapàcc (uccellini scappati, in italiano), degli involtini di maiale e salsiccia parecchio unti (inevitabile con la carne di maiale…) ma anche tanto gustosi.

Per i dessert puntiamo su un classicissimo tiramisù tradizionale ben fatto, con il pandispagna preparato dalla cucina che fa la differenza; e su una crostata – chiamata “di Romano” – farcita con ricotta, cioccolato e caffè che non ci scorderemo tanto facilmente: frolla morbida che lascia poche briciole sul tavolo, ripieno mai troppo dolce e perfettamente equilibrato nei gusti. Bruttino da vedere, ma si tratta di un dessert degno di una grande pasticceria.

Enoristorante La Tana
Il tiramisù
Enoristorante La Tana
La crostata di Romano

In conclusione. L’enoristorante La Tana propone un delivery che ha ben poco da invidiare ai concorrenti di primissima fascia, nonostante dei prezzi super abbordabili che ci permettono di mangiare tanto e bene spendendo davvero poco. Quantità e qualità vanno a braccetto in ogni proposta, che vuole parlare della tradizione culinaria di Bergamo mettendone in risalto i suoi piatti più famosi e convenzionali. A stupirci più di tutto sono stati i ravioli ripieni di ragù di pecora gigante bergamasca e la crostata di Romano, ma non ci ha lasciati indifferenti nemmeno la guancia, cucinata come dio comanda. Un appunto: un delivery così curato avrebbe dovuto avere anche del pane e/o della focaccia preparati dalla cucina. Nota di merito per la comunicazione di questo ristorante, seguita alla perfezione in ogni suo aspetto: è fondamentale ricordarsi che, soprattutto in un periodo come questo, i clienti vanno coccolati già quando stanno decidendo dove e cosa ordinare.

ENORISTORANTE LA TANA
Bergamo, via San Lorenzo 25 – 24129
Tel. 032 213137
Prezzo medio: 25 euro a testa
Consegna a domicilio 7/7

 

Questa recensione non è frutto di una cena-stampa e il giornalista non ha ricevuto favori, regali o servizi in cambio del proprio giudizio. Non si è palesato né prima né dopo il pasto, rispettando rigorosamente la legge dell’incognito, unica vera tutela del lettore.
“Senza prenotazione” non vuole essere solo un omaggio al grande Anthony Bourdain, ma anche una guida sincera e onesta per chi cerca un posto in cui mangiare a Bergamo e provincia.

 

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