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Risorse proprie dell'Unione europea: riformare il proprio sistema di finanziamento - BergamoNews

L'UE e noi

L'ue e noi

Risorse proprie dell’Unione europea: riformare il proprio sistema di finanziamento

Il 14 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato la decisione che riforma il sistema di finanziamento del bilancio dell’UE, nel contesto di un pacchetto comprendente il nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) e lo strumento di recupero della prossima generazione dell’UE (Next Generation EU-NGEU). L’aumento concordato del livello massimo di risorse che possono essere richieste agli Stati membri è una condizione preliminare per le operazioni di prestito delle NGEU. La ratifica da parte di tutti gli Stati membri è ora richiesta, prima che la decisione possa entrare in vigore, con applicazione retroattiva dal 1 ° gennaio 2021.

Il 18 marzo 2021, 13 Stati membri hanno ratificato la decisione: Belgio, Bulgaria, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Slovenia.
Il Parlamento ha accelerato il suo parere legislativo, adottato nel settembre 2020, per consentire al Consiglio di garantire il lancio tempestivo di NGEU. Nei negoziati più ampi sulle finanze dell’UE, Il Parlamento ha sollecitato un’adeguata riforma del sistema di finanziamento sottolineando che l’introduzione di un paniere di nuove risorse proprie dovrebbe coprire almeno i costi di rimborso dell’NGEU (sia per il capitale che per gli interessi). Considerando il nuovo contributo della plastica come primo passo parziale, in questa direzione, il Parlamento è riuscito a includere una tabella di marcia dettagliata, per l’introduzione di varie nuove risorse proprie aggiuntive entro il 2026 nell’accordo interistituzionale sulle questioni di bilancio con il Consiglio e la Commissione europea. Le risorse previste sono collegate alle politiche dell’UE in materia di clima e mercato unico. I briefing “La legislazione dell’UE in corso” vengono aggiornati nelle fasi chiave dell’intera procedura legislativa. Le risorse previste sono collegate alle politiche dell’UE in materia di clima e mercato unico. I briefing “La legislazione dell’UE in corso” vengono aggiornati nelle fasi chiave dell’intera procedura legislativa.  Le risorse previste sono collegate alle politiche dell’UE in materia di clima e mercato unico.

22 marzo 2021
La decisione sulle risorse proprie (DRP) stabilisce come viene finanziato il bilancio dell’UE. La sua entrata in vigore richiede l’approvazione di tutti gli Stati membri dell’UE, secondo i loro requisiti costituzionali. Nella maggioranza degli Stati membri, i parlamenti nazionali sono responsabili della ratifica della decisione. Negli altri, solo il governo decide sull’approvazione. Il completamento della procedura di ratifica, da parte di tutti gli Stati membri, ha richiesto generalmente più di due anni. Tuttavia, c’è una maggiore urgenza per la DRP adottata dal Consiglio nel dicembre 2020, poiché la sua entrata in vigore è una condizione preliminare per il lancio dello strumento di recupero dell’UE di prossima generazione (NGEU). L’obiettivo è quello di completare la procedura di ratifica prima dell’estate 2021, al fine di garantire il lancio tempestivo della misura.

Quadro finanziario pluriennale 2021-2027
Dotazioni totali per linea di bilancio

Generico aprile 2021

Tutti gli importi sono espressi in miliardi di euro, a prezzi costanti del 2018. (Fonte: Commissione europea)

Rispetto all’accordo del 21 luglio 2020, gli importi deliberati comprendono il rafforzamento mirato di alcuni programmi per un totale di 15 miliardi di euro.
I programmi in questione sono:
1- Orizzonte Europa (9° Programma Quadro di R&S),
2- Erasmus+,
3- EU4Health, (Programma salute) Regolamento 2021/522
4- il Fondo per la gestione integrata delle frontiere
5- Diritti e valori
6- Europa creativa
7- InvestEU,
8- l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera
9- Aiuto umanitario

Next Generation EU

Next Generation EU è uno strumento temporaneo per la ripresa da 750 miliardi di euro, che contribuirà a riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus per creare un’Europa post Covid 19 più verde, digitale, resiliente e adeguata alle sfide presenti e future. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza: è il fulcro di Next Generation EU, e metterà a disposizione 672,5 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni, per sostenere le riforme e gli investimenti effettuati dagli Stati membri. L’obiettivo è attenuare l’impatto economico e sociale della pandemia di coronavirus e rendere le economie e le società dei paesi europei più sostenibili, resilienti e preparate alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e di quella digitale. Gli Stati membri stanno preparando i loro piani di ripresa e resilienza, che daranno diritto a ricevere fondi nell’ambito dello strumento per la ripresa e la resilienza. 

Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (REACT-EU): Next Generation EU stanzia anche 47,5 miliardi di euro per REACT-EU, una nuova iniziativa che porta avanti e amplia le misure di risposta alla crisi e quelle per il superamento degli effetti della crisi attuate mediante l’ iniziativa in risposta al coronavirus Plus. REACT-EU contribuirà a una ripresa economica verde, digitale e resiliente. I fondi saranno ripartiti tra:

il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)
il Fondo sociale europeo (FSE)
il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD)

Tali finanziamenti aggiuntivi saranno erogati nel periodo 2021-2022 nel quadro di Next Generation EU e, già nel 2020, attraverso una revisione mirata dell’attuale quadro finanziario. Next Generation EU assegnerà anche ulteriori finanziamenti ad altri programmi o fondi europei quali Orizzonte 2020, InvestEU, il Fondo per lo sviluppo rurale o il Fondo per una transizione giusta.

Ripartizione di Next Generation EU

Generico aprile 2021

CifreNextGenerationEU: cifre per paese dell’UE

Dispositivo per la ripresa e la resilienza: assegnazione delle sovvenzioni per Stato membro
REACT-EU: stanziamenti 2021
Fondo per una transizione giusta: stanziamenti per Stato membro
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: stanziamenti per Stato membro

Cifre del QFP per paese dell’UE
QFP 2021-2027: ripartizione degli stanziamenti della politica di coesione per Stato membro (prezzi 2018)  
QFP 2021-2027: ripartizione degli stanziamenti della politica di coesione per Stato membro (prezzi correnti)
QFP 2021-2027: ripartizione del Fondo europeo agricolo di garanzia per Stato membro (prezzi correnti) 
QFP 2021-2027: ripartizione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per Stato membro (solo QFP, prezzi correnti)

I regolamenti relativi al nuovo bilancio UE

Il “pacchetto” di regolamenti che definisce il quadro dei fondi europei per il periodo 2021-2027 comprende i seguenti documenti fondamentali:
La Decisione in merito alle risorse proprie – che definisce gli ammontari disponibili per l’intero periodo, quantificabili in 1.085,3 miliardi di euro (Quadro Finanziario Pluriennale) più 750 miliardi di euro (Next Generation EU).

Questa decisione include importanti novità:

  • la possibilità per la Commissione di contrarre prestiti fino a 750 miliardi di euro (nell’ambito di NGEU);
  • l’aumento del contributo degli stati membri all’UE dall’1,20% all’1,40% del totale del reddito nazionale lordo;
  • aumentabile di un ulteriore 0,6% per far fronte al rimborso dei prestiti contratti per NGEU;
  • l’introduzione di una nuova risorsa propria basata sugli imballaggi in plastica.
  • Nuove risorse da concordare

Il Regolamento relativo allo Strumento dell’UE per la ripresa – che definisce gli ammontari e le regole generali per il funzionamento e la gestione di Next Generation EU.
La struttura generale è la seguente:
384,4 miliardi di euro in aiuti a fondo perduto, di cui: 47,5 a rafforzamento dei programmi strutturali e di coesione; 312,5 per la ripresa e la resilienza economica e sociale (sostegno a riforme e investimenti); 1,9 per la protezione civile; 5 per la ricerca e l’innovazione; 10 per la transizione verso un’economia climaticamente neutra;
7,5 per lo sviluppo nelle zone rurali; 360 miliardi di euro in prestiti agli stati per la ripresa e la resilienza economica e sociale (sostegno a riforme e investimenti); 5,6 miliardi di euro per accantonamenti e garanzie.

Con le decisioni del Consiglio e con la ferma opposizione di diversi Capi di Stato, tra i quali il nostro, sono state bocciate, con fermezza, le richieste dell’Olanda e degli altri Stati frugali, intergovernativi per loro natura, che miravano a mantenere il controllo degli interventi attuati dagli Stati, con i fondi del Recovery.
Inoltre, per la prima volta, la Commissione potrà emettere bond, con il vantaggio della triplice A, attraverso i quali potrà finanziare, senza il controllo degli Stati, i flussi finanziari di raccolta e di spesa, necessari per la ripresa di tutta l’economia europea. Per coloro che amano l’affermarsi di un’Unione europea più solidale e, quindi più politica, che non si limiti a garantire solo gli aspetti, pur importanti, del Mercato unico, le decisioni prese a Bruxelles dal Consiglio europeo di luglio 2020, rappresentano una svolta molto importante, impensabile pochi mesi fa, prima del Covid-19.
E di questo, coloro che credono in un’Europa di progresso e di pace non possono non rallegrarsi. Il pensiero, dopo la decisione del Consiglio, va a Altiero Spinelli e al suo desiderio, quando formulò le linee dell’Atto unico del 1986, di indirizzare la governance dell’Unione attraverso un ruolo diverso della Commissione, più autonomo rispetto agli Stati, in sintonia, però, con i cittadini dell’Unione, rappresentati nel Parlamento europeo. Processo continuamente ostacolato dal prevalente spirito intergovernativo e miope degli Stati membri.
Vedasi, negli ultimi tempi, le posizioni nazionalistiche dei Paesi di Visegrad, che ostentatamente ignorano i valori fondanti dell’Unione, sanciti dai Trattati, e chiedono continuamente finanziamenti, per attuare obiettivi talvolta in contrasto con questi valori.. Al fine di fornire all’Unione i mezzi necessari per affrontare le sfide poste dal Pandemia di Covid-19, la Commissione è stata quindi autorizzata a prendere in prestito fondi sui mercati dei capitali e a trasferire il ricavato sui programmi decisi dall’Unione, secondo le linee approvate nel documento che contiene il NGEU.
Il regolamento è accompagnato da una Dichiarazione comune, sottoscritta dal Consiglio, dal Parlamento e dalla Commissione, che assuma una notevole importanza, perché sancisce che le spese a copertura dei costi di finanziamento di Next Generation EU (i 750 miliardi di euro) non devono ridurre i programmi e i fondi dell’UE (decisi in 1 085 300 milioni di euro, per il periodo 2021/2027), quindi i tre Organi concordano sul fatto che, il trattamento degli interessi passivi e dei rimborsi di Next Generation EU nel Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, attualmente stimati a 12,9 miliardi di EUR per i sette anni, non pregiudica e non modifica il modo in cui la questione sarà affrontata nei futuri QFP a partire dal 2028. Le tre Istituzioni, inoltre, convengono di lavorare all’introduzione di nuove risorse proprie, sufficienti al fine di coprire un importo corrispondente alle spese previste, in relazione ai rimborsi e agli interessi passivi.

Tali nuove risorse riguardano:
a) Una tassa di 0,80 euro per ogni Kg di plastica non riciclata
b) Un’estensione della tassa sulle emissioni di CO2 (probabilmente anche sugli immobili)
c) Un meccanismo di adeguamento delle emissioni di CO2 alle frontiere
d) Un prelievo sul digitale
e) Un prelievo sul sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS)

Il Regolamento relativo al nuovo meccanismo di condizionalità di bilancio – che consente di proteggere il bilancio dell’UE da violazioni (in particolare, dei principi dello Stato di diritto) in grado di compromettere la gestione finanziaria e gli interessi finanziari dell’UE (il regolamento oggetto dell’iniziale veto di Ungheria e Polonia). In una risoluzione adottata dal Parlamento europeo i deputati ribadiscono che il mancato rispetto dello Stato di diritto da parte degli Stati membri può compromettere l’integrità del bilancio UE e chiedono l’applicazione senza indugi . Il meccanismo di condizionalità è un nuovo strumento progettato per proteggere i fondi UE dall’uso improprio da parte dei governi dell’Unione che non rispettano il principio dello Stato di diritto.

Il Regolamento relativo al quadro finanziario pluriennale 2021-2027 – che definisce nello specifico la distribuzione dei fondi europei sulle principali linee di bilancio. La struttura generale è la seguente (alle singole linee di bilancio aggiungiamo un esempio di programmi finanziati, i dati sono in milioni di euro):

  1. Mercato unico, innovazione e agenda digitale – 136.781
    Es.: Orizzonte Europa, InvestEU, Connecting Europe, Europa Digitale, Mercato Unico
  2. Coesione, resilienza e valori – 383.768
    2a. Coesione economica, sociale e territoriale – 330.235
    Es.: FESR, FSE+, Fondo di coesione, Strumento per le riforme, Strumento di convergenza
    2b. Resilienza e valori – 53.533
    Es.: Erasmus+, Corpo europeo di solidarietà, Europa creativa, Diritti e valori, Giustizia
  3. Risorse naturali e ambiente – 356.374
    Es.: LIFE (Programma per l’ambiente e la biodiversità), FEASR (Fondo Europeo Agricolo Sviluppo Rurale), FEAMP (Fondo Europeo per la Politica Marittima e la Pesca) di cui: spese connesse al mercato e pagamenti diretti 258.594
    Es.: FEAGA (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia)
  4. Migrazione e gestione delle frontiere – 23.671
    Es.: Fondo Asilo e Migrazione, Fondo per la gestione integrata delle frontiere
  5. Sicurezza e difesa – 13.185
    Es.: Fondo Sicurezza interna, Fondo europeo per la difesa, RescEU
  6. Vicinato e resto del mondo – 98.419
    Es.: Vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale, Assistenza preadesione, Aiuti umanitari
  7. Pubblica amministrazione europea – 73.102 di cui: spese amministrative delle istituzioni 55.852
    Totale  1.085.300 mln €

Riguardo al bilancio annuale per il 2021, vi è già un accordo di massima tra Parlamento e Consiglio, ma la Commissione è stata invitata a presentare una nuova proposta coerente con il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027. Essa sarà rapidamente predisposta e sottoposta al Parlamento e al Consiglio per approvazione finale.

Novità su programmi europei
Le ultime settimane e gli ultimi giorni sono stati l’occasione per trovare, oltre ad un consenso generale sul bilancio, anche un accordo politico su molti programmi europei. È attesa una ratifica dei relativi regolamenti in tempi brevi.

Citiamo ad esempio:

  • Orizzonte Europa • 95.500 mln euro
  • InvestEU • 26.200 mln euro
  • Europa Digitale • 7.500 mln euro
  • EU4Health • 5.100 mln euro
  • Europa Creativa • 3.000 mln euro
  • Erasmus+ • 26.000 mln euro
  • Corpo Europeo di Solidarietà • 1.009 mln euro
  • Fondo per una Transizione Giusta • 17.500 mln euro
  • Programma Dogana • 950 mln euro
  • Fondo Europeo per la Difesa • 7.953 mln euro
  • FESR e Fondo di Coesione • 234.000 mln euro
  • Cooperazione Territoriale (Interreg) • 8.050 mln euro
  • Disposizioni su fondi comuni (Fondi Strutturali)
  • Disposizioni transitorie sulla politica agricola comune (FEASR)

Programma Diritti e Valori 2021-2027

Budget 641.705.000 euro
Descrizione
Il Programma Diritti e Valori (Programmazione dei fondi 2021-2027) è il risultato della fusione di due programmi del settennio 2014-2020:
Diritti, uguaglianza e cittadinanza (Rights, Equality and Citizenship – REC)
Europa per i cittadini (Europe for Citizens)
All’interno del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027, Diritti e Valori si inserisce nella Rubrica 2 “Coesione, resilienza e valori” (le rubriche tematiche sono 7 in totale). Insieme al Programma Giustizia, il Programma Diritti e Valori farà parte del Fondo per la giustizia, i diritti e i valori

Obiettivi
Gli obiettivi del programma Diritti e valori sono strettamente collegati alla promozione dei diritti fondamentali e sono coerenti con la Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Obiettivo Generale
Proteggere e promuovere i diritti e i valori sanciti nei trattati dell’UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, al fine di promuovere società aperte, democratiche e inclusive e rendere i cittadini più autonomi, sviluppando ulteriormente lo spazio europeo di giustizia. Tale obiettivo generale sarà conseguito attraverso tre obiettivi specifici.
Obiettivi Specifici
a) Promuovere l’uguaglianza e i diritti: sezione Uguaglianza e diritti
DG JUST (Direzione Generale Giustizia) e DG EMPL (Direzione Generale Occupazione, affari sociali e inclusione)
b) Promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini nella vita democratica dell’Unione: sezione Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini
DG HOME – Direzione Generale per la migrazione e gli affari interni
c) Contrastare la violenza: sezione Daphne
DG JUST e DG EMPL

Le sezioni del Programma

a) Sezione Uguaglianza e diritti
Nell’ambito dell’obiettivo specifico “promuovere l’uguaglianza e i diritti”, il programma mira a:

  • prevenire e contrastare le disuguaglianze e la discriminazione fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale,
  • sostenere le politiche globali finalizzate a promuovere la parità di genere e la non discriminazione e la loro integrazione, nonché le politiche di lotta contro il razzismo e ogni forma di intolleranza;
  • tutelare e promuovere i diritti dei minori e delle persone con disabilità, i diritti di cittadinanza dell’Unione e il diritto alla protezione dei dati personali.

b) Sezione Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini
Nell’ambito dell’obiettivo specifico “promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini”, il programma mira a:

  • accrescere la comprensione, da parte dei cittadini, dell’Unione, della sua storia, del suo patrimonio culturale e della sua diversità;
  • promuovere l’interazione e la cooperazione tra cittadini di paesi diversi; promuovere la partecipazione civica e democratica dei cittadini, consentendo ai cittadini e alle associazioni rappresentative di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell’Unione.
  • La quota della dotazione finanziaria dedicata a questa sezione del programma è di 233.000.000 euro; la quota restante va suddivisa tra le altre sezioni.

c) Sezione Daphne
Nell’ambito dell’obiettivo specifico “contrastare la violenza”, il programma mira a:

  • prevenire e contrastare ogni forma di violenza contro minori, giovani, donne e altri gruppi a rischio;
  • sostenere e tutelare le vittime di tale violenza.

Compatibilità ed eventuale sinergia con altri strumenti pertinenti

Il programma perseguirà sinergie, coerenza e complementarità con altri strumenti dell’Unione tra cui:

  • il Programma per il mercato unico, poiché offre un sostegno volto a dare più autonomia ai consumatori e a rafforzare il lavoro delle autorità incaricate dell’applicazione della legge nel settore dei consumi
  • il Fondo sociale europeo Plus, che ha un impatto forte e diretto sulle persone, comprese quelle più svantaggiate e discriminate, ed è importante per la promozione della parità di genere e delle pari opportunità, dei valori dell’UE e del rispetto dei diritti fondamentali.

La promozione di valori e diritti all’interno dell’UE si riflette nella loro promozione a livello globale, anche attraverso i collegamenti con l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Indicatori di valutazione del Programma Diritti e Valori
Il Programma sarà sottoposto a monitoraggio sulla base di un insieme di indicatori destinati a valutare la misura in cui l’obiettivo generale e gli obiettivi specifici del programma sono stati conseguiti e al fine di ridurre al minimo gli oneri e i costi amministrativi. A tale scopo, verranno raccolti dati relativi agli indicatori fondamentali di seguito elencati.

Numero di persone raggiunte da:

  • attività di formazione
  • attività di apprendimento reciproco e scambio di buone pratiche
  • attività di sensibilizzazione, informazione e divulgazione
  • numero di organizzazioni della società civile raggiunte con attività di sostegno e di sviluppo delle capacità
  • numero di reti e iniziative transazionali aventi come interesse primario la memoria e il patrimonio europei risultanti dall’intervento del programma. 

È fondamentale capire quali sono gli indicatori di valutazione del Programma per capire cosa è importante realizzare all’interno del progetto e definire poi indicatori specifici di risultato per misurare l’impatto della nostra singola iniziativa.

Attività finanziate
I tre obiettivi specifici del programma, verranno perseguiti in particolare attraverso il sostegno alle seguenti attività:

  • sensibilizzazione del pubblico e la divulgazione di informazioni al fine di migliorare la conoscenza delle politiche e dei diritti nei settori interessati dal programma, anche tramite il sostegno a campagne nazionali ed europee e attraverso attività di commemorazione;
  • apprendimento reciproco attraverso lo scambio di buone pratiche tra i portatori di interessi per migliorare la conoscenza e la comprensione reciproca e l’impegno civico e democratico;
  • attività di analisi e monitoraggio al fine di migliorare la comprensione della situazione negli Stati membri e a livello dell’UE nei settori interessati dal programma, nonché l’applicazione del diritto e delle politiche dell’UE.

Queste attività sono utili anche a fornire al legislatore informazioni chiare e dettagliate sui problemi e sulla situazione sul campo.

I risultati di dette attività:

  • contribuiscono all’elaborazione e attuazione delle politiche dell’UE e assicurano che queste siano fondate su dati concreti, siano indirizzate in modo appropriato e ben strutturate;
  • mirano alla formazione dei pertinenti portatori di interessi, in particolare, la formazione e lo sviluppo delle capacità per le professioni giuridiche (come giudici e pubblici ministeri) ed altri operatori del settore, allo scopo di fornire loro gli strumenti per applicare efficacemente in concreto i diritti garantiti dall’UE e le sue politiche;
  • tendono a sviluppare e l’utilizzo di strumenti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  • rafforzano la consapevolezza dei cittadini della cultura, della storia e della memoria europee, nonché del loro senso di appartenenza all’Unione;
  • sviluppano iniziative volte ad avvicinare cittadini europei di differenti culture e nazionalità dando loro l’opportunità di partecipare ad attività di gemellaggio tra città;
  • promuovono e agevolano la partecipazione attiva alla costruzione di un’Unione più democratica, nonché la consapevolezza dei diritti e dei valori attraverso il sostegno ad organizzazioni della società civile;
  • finanziano l’assistenza tecnica e organizzativa per l’attuazione del regolamento (UE) n. 211/2011, sostenendo in tal modo l’esercizio da parte dei cittadini del diritto di avviare e sostenere iniziative dei cittadini europei;
  • sviluppo della capacità delle reti europee di promuovere e sviluppare ulteriormente il diritto, le strategie e gli obiettivi programmatici dell’Unione e sostegno delle organizzazioni della società civile operanti nei settori interessati dal programma.
  • miglioramento della conoscenza del programma, diffusione e trasferibilità dei suoi risultati e promozione della prossimità ai cittadini, anche istituendo e sostenendo sportelli/una rete di punti di contatto nazionali del programma.

Il rafforzamento delle reti e della società civile a livello dell’UE agevolerà la preparazione di future iniziative in questo settore e ne promuoverà l’applicazione coerente in Europa;

Soggetti ammissibili

a) I soggetti giuridici stabiliti in uno dei seguenti paesi:
uno Stato membro o un paese o territorio d’oltremare a esso connesso
un paese terzo associato al programma

b) I soggetti giuridici costituiti a norma del diritto dell’Unione o le organizzazioni internazionali.
Può essere assegnata una sovvenzione senza invito a presentare proposte (call for proposal) alla rete europea di enti nazionali per le pari opportunità (EQUINET) per coprire le spese associate al suo programma di lavoro permanente. 

A titolo di esempio, i soggetti che potrebbero beneficiare del Programma Diritti e Valori sono:

  • Amministrazioni statali, autorità locali e regionali
  • Scuole, centri di formazione, università
  • Centri di ricerca
  • ONG, organizzazioni internazionali, associazioni, comitati di gemellaggio, organizzazioni della società civile, organizzazioni per la cultura, la gioventù, l’istruzione e la ricerca

Quota di finanziamento

Da definire (fare sempre riferimento all’Annual Work Programme)
Siti web di riferimento
Fondo dell’UE per la giustizia, i diritti e i valori
Rights and Values Programme 2021-2027

Quadro normativo
Regolamento 
Allegati al regolamento
Regolamento Finanziario UE 
Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE
Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE)

Finanziare il bilancio a lungo termine e Next Generation UE

Generico aprile 2021

Risorse proprie

Le attuali tre principali fonti di entrate per il bilancio dell’UE 2021-2027 sono i dazi doganali, i contributi basati sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) riscossi dagli Stati membri e i contributi diretti dei paesi dell’UE, noti anche come reddito nazionale lordo (RNL) A partire dal 1 ° gennaio 2021, una nuova fonte di entrate per il bilancio dell’UE è un contributo basato sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati.

Un tema di attualità

NGEU, Next Generation EU, lo Strumento (o Programma) per la Ripresa e la Resilienza o (come viene più spesso abbreviato). Pur nel flusso continuo di notizie, alcuni aspetti possono ancora risultare poco chiari. Vediamo insieme, molto velocemente, una carrellata di possibili domande e risposte.

È davvero importante?
Sì, per vari motivi:
La quantità di fondi disponibili: sono previsti per l’Italia circa 208 miliardi di euro fondi NGEU, di cui circa 81 miliardi di euro in sovvenzioni: da impegnare entro il 2023 e spendere entro il 2026. Per dare un’idea comparativa, i Fondi Strutturali a disposizione dell’Italia per il periodo 2021-2027 ammontano a circa 43 miliardi di euro (cui si sommerà la parte di cofinanziamento nazionale). Il “Recovery Fund” rappresenta circa il doppio dei Fondi strutturali di un settennio in circa la metà del tempo.
Il significato per l’UE:
NGEU rappresenta un grande gesto di solidarietà tra paesi europei in un momento difficile e uno spartiacque nella storia dei fondi UE. Per la prima volta, pur a titolo eccezionale, vengono introdotti i concetti di “debito pubblico europeo” e “spesa pubblica europea”; vengono inoltre aumentati l’ammontare e la varietà di “risorse proprie” a disposizione dell’UE e lanciato un processo per una loro ulteriore estensione;
Il significato per l’Italia:
l’Italia è tra i maggiori beneficiari di NGEU (27,8% dei fondi totali) e questa grande opportunità mette sotto pressione la sua classe politica. Interessante, in questo senso, l’analisi della “prontezza” dei Paesi e delle loro amministrazioni nell’accompagnare le grandi trasformazioni, realizzata dal World Economic Forum (sezione 5 del documento). L’utilizzo efficace (e anche soltanto, l’utilizzo completo) dei fondi è uno dei punti deboli che può emergere in tutta la sua forza con NGEU (moltissimi fondi, poco tempo). NGEU richiede inoltre, oltre a singoli interventi, specifiche condizioni e uno sforzo di “visione” nella loro organizzazione.
Chi paga davvero?
La grande novità di NGEU consiste nel fatto che si tratta di risorse prese in prestito dall’UE sui mercati finanziari, attraverso l’emissione di titoli. Dunque NGEU non “pesa” sui bilanci degli Stati membri o sul loro debito pubblico, perché i fondi vengono raccolti in modo autonomo dalla Commissione europea. Tuttavia, i prestiti vanno rimborsati: i fondi per rimborsare i debiti contratti verranno raccolti dalle istituzioni comunitarie.
Una parte del supporto NGEU è fornito sotto forma di prestiti agli Stati membri: per questa parte di supporto, gli Stati dovranno dunque rimborsare a loro volta l’Unione europea, a condizioni analoghe a quelle che avrà l’UE nei confronti dei possessori dei suoi titoli.

Quali benefici avranno tratto gli Stati membri da questa operazione?
Innanzitutto, la disponibilità di fondi senza un appesantimento immediato del loro debito pubblico; in secondo luogo, condizioni potenzialmente migliori di quelle che potrebbero ottenere loro stessi, in quanto il rating dell’UE è migliore di quello dei singoli Stati membri.

Una parte del supporto è invece fornito sotto forma di sovvenzioni: per questa parte del supporto si pone la questione dell’aumento delle risorse proprie, in quanto dovrà essere l’UE stessa a trovare le risorse per ripagare il debito. La nuova decisione in merito alle risorse proprie dell’UE prevede infatti l’introduzione di una nuova risorsa, basata sulla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro; e un aumento temporaneo del massimale delle risorse proprie esistenti. Viene inoltre progettato l’avvio del processo di introduzione di nuove risorse, che potranno essere basate:

  • sulle transazioni digitali,
  • sulle transazioni finanziarie,
  • su una “carbon tax” prelevata sulle merci in arrivo nell’UE,
  • sulle quote di emissione di CO2
  • altro ancora.

Quali sono le condizioni per ottenere i fondi?
Riassumiamo qui i punti principali, che si rifanno al principio ragionevole e condivisibile di un utilizzo virtuoso dei fondi:
Tempistica: la totalità dei fondi dovrà essere impegnata entro la fine del 2023 e la totalità dei pagamenti effettuata entro la fine del 2026. Tempistiche e obiettivi previsti nei singoli piani nazionali dovranno essere rispettati e documentati;
Tematiche: l’impiego dei fondi dovrà permettere (e dimostrare) un impatto duraturo in termini sociali, economici, ambientali ed includere riforme globali e un solido pacchetto di investimenti.

L’impiego dovrà concentrarsi su:

  • transizione verde (minimo il 37% del budget),
  • trasformazione digitale (minimo 20%),
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
  • coesione sociale e territoriale,
  • resilienza e preparazione alle crisi e politiche per le nuove generazioni,
  • istruzione e competenze;

Monitoraggio: l’uso dei fondi dovrà garantire la sostenibilità delle spese, l’adesione ai valori dell’UE e condizioni analoghe a quelle dei programmi comunitari, cioè: pertinenza, efficacia, efficienza, coerenza, sostenibilità, monitoraggio e reportistica.

Cosa contiene e cosa potrebbe cambiare? È stato pubblicato a gennaio il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che definisce, a livello nazionale, contenuti e modalità di esecuzione di NGEU. Riprendiamo qui le sei aree tematiche o missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione competitività e cultura (45 mld €)
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica (68 mld €)
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile (30 mld €)
  • Istruzione e ricerca (25 mld €)
  • Parità di genere, coesione sociale e territoriale (19 mld €)
  • Salute (15 mld €)

Gli impegni sopra indicati sono una stima, puramente indicativa, basata sugli ultimi documenti di dicembre e gennaio. I cambiamenti politici avvenuti nelle ultime settimane implicano un cambiamento del Piano, delle sue priorità e dei suoi interventi, ancora difficili da prevedere con certezza. Tuttavia, le recenti dichiarazioni programmatiche del Presidente Draghi al Senato forniscono una chiave di lettura molto interessante.

Ne citiamo alcuni stralci significativi:
Focus sulla componente “sovvenzioni” e utilizzo attento della componente “prestiti”, che comporterà in ultima analisi un aumento della spesa pubblica:
La quota di prestiti aggiuntivi, che saranno richiesti tramite la principale componente del programma: “Strumento per la ripresa e resilienza”, dovrà essere modulata in base agli obiettivi di finanza pubblica.
Mantenimento delle attuali grandi aree tematiche del PNRR (citate qui sopra):
Il precedente Governo ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza (PNRR)
Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente Maggiore attenzione alla componente ambientale e infrastrutturale del PNRR. Il Next generation EU prevede riforme. Alcune riguardano problemi aperti da decenni, come:

  • la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico
  • il sistema tributario
  • la pubblica amministrazione
  • riforma del sistema giudiziario
  • cooperazione con il terzo settore, con il settore privato e uso dei fondi come “leva”

Il ruolo dello Stato e il perimetro dei suoi interventi dovranno essere valutati con attenzione, così pure il ruolo del terzo settore e del contributo dei privati al Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza attraverso i meccanismi di finanziamento a leva (fondo dei fondi). Compito dello Stato è quello di utilizzare le leve della spesa per ricerca e sviluppo, dell’istruzione e della formazione, della regolamentazione, dell’incentivazione e della tassazione.
La governance del Programma di ripresa e resilienza è incardinata nel Ministero dell’Economia e Finanza, con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore. Il Parlamento verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore

C’è spazio per bandi e progetti?
Sì, c’è sicuramente spazio per bandi che stimolino la progettualità e le iniziative del settore privato e del terzo settore, come già chiarito nella domanda precedente. Inoltre questo risulta evidente dall’analisi della bozza di gennaio del PNRR, che sarà la base per l’elaborazione delle successive versioni: alcuni degli interventi menzionati non potranno essere realizzati se non attraverso bandi che coinvolgeranno imprese, associazioni e organizzazioni del nostro paese e dei nostri territori. La parola “progetti/progetto” ricorre 229 volte nelle 179 pagine della bozza di PNRR di gennaio. Tuttavia, è ancora difficile prevedere la proporzione di tali bandi e progetti per area tematica, perché per sua natura, il PNRR prevederà anche altri tipi di interventi, quali, in particolare:

  • iniziative, spese e investimenti realizzati direttamente dal settore pubblico (in particolare dai Ministeri componenti, ma anche Enti Locali),
  • sovvenzioni e incentivi specifici destinati a determinati settori, attività e categorie,
  • fondi di garanzia, strumenti finanziari e “fondi di fondi” destinati a finanziare determinati settori produttivi.

È anche difficile prevedere, in questa fase, le modalità in cui eventuali bandi verranno lanciati ed assegnati, ma nelle grandi linee, ci si possono aspettare meccanismi simili a quelli degli attuali Programmi Operativi Nazionali (PON) – con cui, tra l’altro, il PNRR si pone, per sua natura, in piena sinergia.

Chi gestisce i fondi?
La visione attuale sembra portare verso una struttura più classica, per quanto ancora da definire nei suoi aspetti operativi: un ruolo-guida del Ministero dell’Economia e Finanza, con la strettissima collaborazione dei Ministeri competenti e con una costante informazione nei confronti del Parlamento. Questa visione di governance sembra portare a modalità operative non troppo dissimili da quelle dei PON (Piani Operativi Nazionali), con un possibile ruolo di Regioni e Comuni ed altri Enti Locali e del territorio, che chiedono un coinvolgimento nella gestione dei fondi.

Quale sarà l’impatto?
Questa è la grande domanda cui tutti, dai singoli cittadini ai livelli più altri delle istituzioni nazionali ed europee, cercano oggi una risposta. Possiamo riprendere le parole conclusive del discorso al Senato del Presidente del Consiglio, che punta: sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un Paese capace di realizzare i loro sogni”.

Generico aprile 2021

PE: via un altro ostacolo al Fondo UE di ripresa post COVID-19

Al 18 marzo 2021, 13 su 27 paesi UE hanno ratificato la legge che istituirà il Fondo per la ripresa”. Il Parlamento accelera la riforma delle entrate dell’UE per consentire l’utilizzo del Fondo “Next Generation EU”. Decide nuove fonti di entrate, come l’imposta sulla plastica, per il bilancio UE e per contribuire al rimborso del debito generato dal Fondo. I paesi dell’UE devono ratificare il prima possibile la “decisione relativa alle risorse proprie”. Il PE ha approvato giovedì tre leggi sull’istituzione del sistema delle risorse proprie dell’UE, aprendo la via alla riforma e all’introduzione di nuove fonti di entrate per l’Unione.
Il Parlamento europeo ha approvato, nel mese di marzo, due regolamenti operativi e un regolamento di esecuzione su come ottenere e rendere disponibili specifiche risorse proprie, che rappresentano le entrate del bilancio UE. Le tre leggi agiscono insieme alla decisione sulle risorse proprie (ORD)approvata dal Parlamento a settembre 2020 e dal Consiglio a dicembre 2020.
I regolamenti approvati comprendono disposizioni per il calcolo e la semplificazione delle entrate dell’Unione, per la gestione del flusso di cassa e i per diritti di monitoraggio e ispezione. Ciò è necessario per garantire il corretto funzionamento delle entrate del bilancio dell’UE anche dopo la riforma.
Una volta ratificata la decisione relativa alle risorse proprie da parte degli Stati membri, il pacchetto approvato si applicherà retroattivamente dal 1° gennaio 2021. Introdurrà la nuova imposta sulla plastica come prima di una serie di nuove fonti di entrate che saranno definite da qui al 2026. La decisione relativa alle risorse proprie permetterà all’UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il Piano per la ripresa “Next Generation EU”.

Tabella di marcia delle risorse proprie

Le tre fasi della tabella di marcia delle risorse proprie ( Accordo interistituzionale tra il parlamento europeo, il consiglio dell’unione europea e la commissione europea sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, compresa una tabella di marcia per l’introduzione di nuove risorse proprie accordo interistituzionale del 16 dicembre 2020sono:
prima fase (2021):
un’imposta sulla plastica introdotta a gennaio 2021;
le nuove proposte legislative su un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, il prelievo sul digitale e il sistema di scambio di quote di emissioni saranno presentate entro giugno;
seconda fase (2022 e 2023):
il Consiglio delibererà su queste nuovi fonti di entrate al più tardi entro il 1° luglio 2022 perché possano essere introdotte entro il 1° gennaio 2023;
terza fase (2024-2026):
entro giugno 2024 la Commissione presenterà una proposta per nuove risorse proprie supplementari che potrebbero comprendere un’imposta sulle transazioni finanziarie e un contributo finanziario da parte del settore societario oppure una nuova base imponibile comune per l’imposta sulle società. Il Consiglio delibererà in merito a queste nuove fonti di entrate per l’UE al più tardi entro il 1° luglio 2025 perché possano essere introdotte entro il 1° gennaio 2026.

Quadro finanziario pluriennale 2021-2027      

Una volta ogni sette anni, l’Unione europea decide il suo futuro bilancio a lungo termine: il quadro finanziario pluriennale (QFP). Di seguito l’elenco dei fascicoli di procedura relativi al nuovo QFP avviato il 1 ° gennaio 2021.

Riassunto documenti

  • Quadro finanziario pluriennale per gli anni dal 2021 al 2027 2018/0166 (APP)
  • Misure di attuazione del sistema delle risorse proprie dell’Unione europea 2018/0132 (APP)
  • Riscossione di risorse proprie provenienti dall’imposta sul valore aggiunto 2018/0133 (NLE)
  • Messa a disposizione delle risorse proprie sulla base della base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, sul sistema di scambio di quote di emissioni dell’Unione europea e sui rifiuti di imballaggi in plastica non riciclati e misure per soddisfare i requisiti di cassa 2018/0131 (NLE)
  • Risoluzione sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 2020/2732 (RSP)
  • Risoluzione sul nuovo quadro finanziario pluriennale, risorse proprie e piano di ripresa 2020/2631 (RSP)
  • Risoluzione sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e risorse proprie: è tempo di soddisfare le aspettative dei cittadini 2019/2833 (RSP)
  • Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria 2018/2070 (ACI)

19/03/2021 Interventi previsti nel Nuovo Quadro Finanziario

(Elenco dei Programmi finanziati dall’Unione europea)

Aiuto umanitario 2020/0110 (COD)
Programma InvestEU 2020/0108 (COD)
Strumento di supporto tecnico 2020/0103 (COD)
Programma d’azione dell’Unione nel campo della salute per il periodo 2021-2027 (“EU4Health Program”) 2020/0102 (COD)
Strumento di prestito del settore pubblico nell’ambito del meccanismo per una transizione giusta 2020/0100 (COD)
Meccanismo unionale di protezione civile 2020/0097 (COD)
Fondo per una transizione giusta 2020/0006 (COD)
Meccanismo unionale di protezione civile 2019/0070 (COD)
Fondo per la gestione integrata delle frontiere: strumento di sostegno finanziario per le attrezzature di controllo doganale 2021-2027 2018/0258 (COD)
Fondo europeo per la difesa 2021-2027 2018/0254 (COD)
Fondo sicurezza interna 2021-2027 2018/0250 (COD)
Fondo per la gestione integrata delle frontiere: strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e i visti 2021-2027 2018/0249 (COD)
Fondo Asilo e migrazione 2021-2027 2018/0248 (COD)
Strumento di assistenza preadesione (IPA III) 2021-2027 2018/0247 (COD)
Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale 2021-2027 2018/0243 (COD)
Programma spaziale 2021–2027 e Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale 2018/0236 (COD)
Programma Fiscalis per la cooperazione nel settore fiscale 2021-2027 2018/0233 (COD)
Programma doganale per la cooperazione nel settore doganale 2021-2027 2018/0232 (COD)
Programma per il mercato unico, la competitività delle imprese, comprese le piccole e medie imprese, e le statistiche europee 2021-2027 2018/0231 (COD)
Programma del corpo europeo di solidarietà 2021-2027 2018/0230 (COD)
Strumento per collegare l’Europa 2021-2027 2018/0228 (COD)
Programma Europa digitale 2021-2027 2018/0227 (COD)
Programma quadro Horizon Europe per la ricerca e l’innovazione 2021-2027 2018/0224 (COD)
Politica agricola comune (PAC) 2021-2027 2018/0218 (COD)
Politica agricola comune (PAC): finanziamento, gestione e monitoraggio 2021-2027 2018/0217 (COD)
Sostegno ai piani strategici che devono essere elaborati dagli Stati membri nell’ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) 2021-2027 2018/0216 (COD)
Programma di sostegno alle riforme 2021-2027 2018/0213 (COD)
Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti 2021-2027 2018/0212 (COD)
Programma antifrode dell’UE 2021-2027 2018/0211 (COD)
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2021-2027 2018/0210 (COD)
Programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) 2021-2027 2018/0209 (COD)
Programma di giustizia 2021-2027 2018/0208 (COD)
Programma sui diritti e i valori 2021–2027 2018/0207 (COD)
Fondo sociale europeo Plus (FSE +) 2021-2027 2018/0206 (COD)
Disposizioni specifiche per l’obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg) sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e strumenti di finanziamento esterno 2021-2027 2018/0199 (COD)
Meccanismo per risolvere gli ostacoli legali e amministrativi in ​​un contesto transfrontaliero 2018/0198 (COD)
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e Fondo di coesione 2021-2027 2018/0197 (COD)
Disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo Plus, Fondo di coesione e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e norme finanziarie per tali paesi e per il Fondo Asilo e migrazione,
Fondo Sicurezza interna e Gestione delle frontiere e Strumento visti 2021-2027 2018/0196 (COD)
Pericle IV, programma di scambio, assistenza e formazione per la protezione dell’euro contro la contraffazione 2021-2027 2018/0194 (COD)
Programma Erasmus per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport 2021-2027 2018/0191 (COD)
Programma Europa creativa 2021-2027 2018/0190 (COD)
Tutela del bilancio dell’Unione in caso di carenze generalizzate per quanto riguarda lo Stato di diritto negli Stati membri 2018/0136 (COD)
Associazione dei paesi e territori d’oltremare con l’UE, comprese le relazioni UE / Groenlandia / Danimarca 2021-2027 2018/0244 (CNS)
Programma specifico per l’attuazione del programma quadro Horizon Europe per la ricerca e l’innovazione 2021-2027 2018/0225 (CNS)
Sistema delle risorse proprie dell’Unione europea 2018/0135 (CNS) (Fascicoli interistituzionali: 2018/0135 (CNS) 2020/0135 (CNS))
Relazione intermedia sul QFP 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo 2018 / 0166R (APP)
Programma finanziario dedicato per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi 2021-2027 2018/0252 (NLE)
Programma di assistenza alla disattivazione nucleare della centrale nucleare di Ignalina in Lituania (programma Ignalina) 2018/0251 (NLE)
Strumento europeo per la sicurezza nucleare 2021-2027 2018/0245 (NLE)
Programma di ricerca e formazione Euratom 2021-2025 2018/0226 (NLE)

La Commissione europea ha adottato, nel mese di marzo 2021, il primo piano strategico di Orizzonte Europa, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’UE di un valore di 95,5 miliardi di € a prezzi correnti. Il piano strategico è una novità nell’ambito di Orizzonte Europa e definisce gli orientamenti strategici per determinare gli investimenti nei primi quattro anni del programma. In applicazione al piano le azioni di ricerca e innovazione dell’UE contribuiranno alle priorità dell’UE, tra cui:

  • un’Europa verde e climaticamente neutra,
  • un’Europa pronta per l’era digitale
  • un’economia al servizio delle persone.

Un piano ambizioso per un programma ambizioso

Il piano strategico definisce quattro orientamenti strategici per gli investimenti in materia di ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte Europa per i prossimi quattro anni:

  1. promuovere un’autonomia strategica aperta guidando lo sviluppo di tecnologie, settori e catene del valore digitali, abilitanti ed emergenti fondamentali;
  2. ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire in modo sostenibile le risorse naturali;
  3. fare dell’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutra e sostenibile, resa possibile dalla tecnologia digitale;
  4. creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica.

La cooperazione internazionale è alla base di tutti e quattro gli orientamenti, in quanto è essenziale per affrontare molte sfide globali.
Il piano strategico individua anche i  Partenariati europei cofinanziati e co-programmati:1-

  1. I partenariati europei riuniscono la Commissione europea e i partner privati e/o pubblici per affrontare alcune delle sfide più urgenti dell’Europa attraverso iniziative concertate di ricerca e innovazione.
  2. Sono uno strumento chiave di attuazione di Orizzonte Europa e contribuiscono in modo significativo al raggiungimento delle priorità politiche dell’UE.
  3. Riunendo partner privati e pubblici, i partenariati europei contribuiscono ad evitare la duplicazione degli investimenti e a ridurre la frammentazione del panorama della ricerca e dell’innovazione nell’UE.
  4. L’obiettivo dei partenariati europei con l’UE e i paesi associati, il settore privato, le fondazioni e le altre parti interessate è quello di affrontare le sfide globali e modernizzare l’industria.

La proposta Orizzonte Europa stabilisce le condizioni e i principi per la creazione di partenariati europei. Ci sono 3 tipi.

  1. Partenariati europei co-programmati
    Si tratta di partenariati tra la Commissione e partner privati e/o pubblici. Essi si basano su protocolli d’intesa e/o accordi contrattuali.
  2. Partenariati europei cofinanziati mediante un’azione di cofinanziamento del programma
    Partenariati che coinvolgono i paesi dell’UE, con i finanziatori della ricerca e altre autorità pubbliche al centro del consorzio.
  3. Partenariati europei istituzionalizzati
    Si tratta di partenariati nel campo della ricerca e dell’innovazione tra l’Unione, gli Stati membri dell’UE e/o l’industria.

Tali partenariati richiedono proposte legislative da parte della Commissione e si basano su un regolamento del Consiglio (Articolo 187 b) la commissione di applicazione del) o una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio(articolo 185). Sono implementati da strutture dedicate create a tale scopo. I partenariati istituzionalizzati saranno attuati solo se altre parti del programma Orizzonte Europa, compresi altri tipi di partenariato, non raggiungerebbero gli obiettivi desiderati o gli impatti attesi.
Comunità della conoscenza e dell’innovazione dell’IET (CCI) sono anche partenariati istituzionalizzati. Le CCI dell’IET mirano ad affrontare la carenza di competenze e sono già state istituite nell’ambito di Orizzonte 2020. I principali partner delle CCI dell’IET sono gli istituti di istruzione superiore, le organizzazioni di ricerca, le imprese e le altre parti interessate.

Aree di Missione

  1. Cancro

Missione per il cancro. Affrontare settori, politiche e soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti), in campi che comprendono in particolare: prevenzione, previsione, rilevamento, diagnosi e trattamento del cancro, compresa la competenza clinica in queste aree; qualità della vita e assistenza alla fine della vita; politica e pratica della sanità pubblica; rappresentanza dei pazienti, compresi i gruppi di sostegno e la consulenza alle famiglie, innovazione e sviluppo aziendale; etica.

obiettivi della Missione cancro, entro il 2030:

  • oltre 3 milioni di vite in più salvate,
  • vivere più a lungo e meglio,
  • raggiungere una conoscenza approfondita del cancro,
  • prevenire ciò che è prevenibile,
  • ottimizzare diagnosi e trattamento,
  • sostenere la qualità della vita di tutte le persone esposte al cancro
  • garantire un accesso equo a quanto sopra in tutta Europa.
  1. Adattamento ai cambiamenti climatici, cambiamento della società

Missione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, compresa la trasformazione della società. Affrontare settori, politiche e soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti) in campi che comprendono in particolare:

  • adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • servizi climatici;
  • risorse naturali;
  • soluzioni sistemiche e basate sulla natura;
  • difesa dell’ambiente e impegno dei cittadini;
  • produzione e consumo sostenibili;
  • riduzione e gestione del rischio di disastri, compresa la salute pubblica e le infrastrutture critiche;
  • sviluppo internazionale nel campo dei cambiamenti climatici;
  • comunicazione scientifica;
  • gestione delle acque;
  • biodiversità;
  • agricoltura, finanza e assicurazioni.

Obiettivi della Missione entro il 2030:

  • preparare l’Europa ad affrontare le perturbazioni climatiche,
  • accelerare la transizione verso un futuro sano e prospero entro confini e scala planetari sicuri
  • trovare soluzioni per la resilienza che innescheranno trasformazioni nella società.
  1. Oceani sani, mari costieri, e acque interne

Missione per Oceani sani, mari, acque costiere e interne. Affrontare settori, politiche e soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti), in campi che comprendono in particolare soluzioni sistemiche per:

  • la prevenzione, la riduzione, l’attenuazione e la rimozione dell’inquinamento marino, compresa la plastica;
  • la transizione verso un’economia circolare e blu;
  • la sensibilizzazione del pubblico;
  • gli utenti interessati dalla necessità di adattarsi e mitigare l’inquinamento e il cambiamento climatico nell’oceano;
  • l’uso sostenibile e la gestione delle risorse oceaniche;
  • lo sviluppo di nuovi materiali, compresi i sostituti della plastica biodegradabile, nuovi mangimi e alimenti;
  • la pianificazione dello spazio urbano, costiero e marittimo;
  • la governance degli oceani;
  • l’economia oceanica applicata alle attività marittime.

Obiettivi della Missione entro il 2030:

  • pulizia delle acque marine e dolci,
  • ripristino di ecosistemi e habitat degradati,
  • decarbonizzazione dell’economia blu al fine di sfruttare in modo sostenibile i beni e i servizi essenziali che forniscono.
  1. Città climaticamente neutre e intelligenti

Missione per le città climaticamente neutre e intelligenti. Affrontare settori e politiche per soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti), in campi che comprendono in particolare: mitigazione e adattamento al cambiamento climatico;

  • qualità dell’aria;
  • pianificazione territoriale (incl. spazi urbani e verdi) e sviluppo;
  • edifici efficienti dal punto di vista energetico (retrofitting);
  • infrastrutture e reti urbane, compresi i sistemi di trasporto e logistica, energia, ICT e acqua;
  • trasformazione dell’energia pulita;
  • produzione urbana;
  • circolarità e rigenerazione urbana;
  • servizi ecosistemici e soluzioni basate sulla natura;
  • salute pubblica e benessere nelle città;
  • resilienza urbana;
  • impatti sociali del cambiamento climatico.

Obiettivi della Missione entro il 2030:

  • sostenere, promuovere e mostrare 100 città europee nella loro trasformazione sistemica verso la neutralità climatica entro il 2030
  • trasformare queste città in centri di innovazione per tutte le città, a vantaggio della qualità della vita e sostenibilità in Europa.
  1. Salute del suolo e cibo

Missione per la salute del suolo e l’alimentazione. Affrontare settori e politiche per soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti), in campi che comprendono:

  • la gestione del suolo in agricoltura e silvicoltura per la sicurezza alimentare e nutrizionale, e la fornitura di prodotti non alimentari e beni pubblici;
  • la gestione del suolo oltre l’agricoltura e la silvicoltura, ad esempio torbiere, zone umide;
  • ripristino e bonifica dei suoli, aree industriali dismesse, impermeabilizzazione del suolo;
  • potenziale dei suoli e delle pratiche di gestione del suolo per la mitigazione e l’adattamento al clima;
  • funzioni del suolo e servizi ecosistemici, e il ruolo delle pratiche per migliorare la salute del suolo; gestione sostenibile del territorio, uso del suolo e cambiamento di uso del suolo, pianificazione territoriale;
  • ecologia, agro-ecologia, microbiologia del suolo;
  • scienza dei sistemi / approcci sistemici, considerando gli impatti finanziari del degrado del suolo e della terra.

Obiettivi della Missione entro il 2030:
almeno il 75% di tutti i suoli nell’UE devono essere sani per il cibo, per le persone, per la natura e per il clima. La missione proposta unisce:

  • ricerca e innovazione,
  • istruzione e formazione,
  • investimenti e dimostrazione di buone pratiche utilizzando “Living labs” (esperimenti e innovazione in un laboratorio a terra) e “Lighthouse” (luoghi per mostrare buone pratiche).

Quando inizieranno le missioni?
Una fase preparatoria è iniziata nel novembre 2020 e durerà al massimo 12 mesi.
Durante questa fase verranno sviluppati piani con azioni dettagliate, strategia di investimento e indicatori di performance. Alla fine, le missioni saranno valutate sulla base di una serie di solidi criteri . Una volta approvate, le missioni saranno completamente attive e funzionanti. Gli europei continueranno a essere coinvolti durante tutta la loro attuazione

Come partecipare
La Commissione vuole co-creare missioni e iniziative di Orizzonte Europa con i cittadini e le parti interessate. Abbiamo bisogno di un’ampia partecipazione del pubblico per assicurarci che le missioni siano rilevanti e facciano davvero la differenza. Questo feedback influenzerà il modo in cui le missioni sono progettate e implementate.

Le persone saranno invitate a:

  • partecipare a discussioni e sondaggi online sui social media
  • partecipare a eventi cittadini e conferenze specializzate per discutere il fulcro delle missioni
  • partecipare a una serie di altre attività man mano che le missioni si evolvono

Durante l’estate del 2020, la Commissione, insieme ai partner, ha organizzato 10 eventi di coinvolgimento dei cittadini per raccogliere proposte dal pubblico per le 5 missioni dell’UE. Sono state organizzate 2 sessioni per missione in 10 diversi paesi europei. I cittadini potrebbero anche caricare le loro idee su una piattaforma digitale. I rapporti riassumono questi contributi, che sono stati inseriti nei rapporti del Consiglio di missione  presentati nel settembre 2020.

I partenariati riguarderanno settori critici quali l’energia, i trasporti, la biodiversità, la salute, l’alimentazione e la circolarità e integreranno i dieci partenariati europei istituzionalizzati proposti dalla Commissione in febbraio. Le missioni dell’UE affronteranno le sfide globali che incidono sulla nostra vita quotidiana fissando obiettivi ambiziosi e stimolanti ma realizzabili, come:

  • la lotta contro il cancro,
  • l’adattamento ai cambiamenti climatici,
  • la protezione degli oceani,
  • la trasformazione ecologica delle città
  • la protezione del suolo
  • l’alimentazione.

Utilizzando un ampio ventaglio di strumenti in diverse discipline e settori politici, le missioni dell’UE affronteranno questioni complesse attraverso progetti di ricerca, misure politiche o anche iniziative legislative. Gli orientamenti del piano vertono anche su una serie di questioni orizzontali, quali il genere. L’integrazione della dimensione di genere sarà un requisito predefinito nei contenuti della ricerca e dell’innovazione in tutto il programma, a meno che sia specificato che il sesso o il genere non sono pertinenti per l’argomento in questione.

Prossime tappe
Le priorità stabilite nel piano strategico di Orizzonte Europa saranno attuate attraverso il programma di lavoro di Orizzonte Europa. Definisce le opportunità di finanziamento per le attività di ricerca e innovazione attraverso inviti tematici a presentare proposte e tematiche. I primi inviti a presentare proposte saranno pubblicati nella primavera del 2021 e saranno presentati in occasione delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione che si terranno dal 23 al 24 giugno.

Contesto
A seguito dell’accordo politico su Orizzonte Europa raggiunto tra marzo e aprile 2019, la Commissione ha avviato un processo di pianificazione strategica. I risultati sono illustrati nel piano strategico. Il piano strategico è stato elaborato a seguito di un ampio processo di co-progettazione che ha coinvolto il Parlamento europeo, gli Stati membri, i portatori di interessi e il pubblico in generale. Oltre 8 000 contributi sono stati presentati in varie fasi del processo di pianificazione strategica. Il processo di co-progettazione inclusivo mira a garantire la titolarità quanto più ampia possibile e a ottimizzare l’impatto complessivo di Orizzonte Europa.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa sul piano strategico Piano strategico di Orizzonte Europa 
Piano strategico di Orizzonte Europa
Orizzonte Europa
Missioni dell’UE
Partenariati europei§
Consultare gli inviti a presentare proposte e presentare domanda di finanziamento

Ultime sul Recovery Plan

Il Recovery Plan rischia di incagliarsi nell’imbuto di una Suez tedesca, congelato da un ricorso delle destre alla Corte di Karlsruhe. La democrazia all’europea impone che nulla sia fatto sinché tutti gli stati e tutti i parlamenti non abbiano dato l’approvazione, e allora la prospettiva di un ritardo per i miliardi necessari al rilancio dell’economia continentale ancora in preda alla pandemia crea qualche preoccupazione i più di chi si potrebbe fare a meno. Anche spavento, a ben vedere. Anche i politici cercando di fare buon viso a cattivo gioco. Come Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari Europei, che (a La Stampa) gira un invito ad attenersi ai fatti, perché governo e camere tedesche si sono dimostrare favorevoli al Grande Salvataggio.  È un segnale rincuorante. Il che non toglie, precisa, che sia necessario accelerare le procedure per l’ottenimento dei fondi. In Italia, come nel resto dell’Unione, perché – come è palese – siamo tutti su una sola barca.
Varato (politicamente) dai leader Ue la scorsa estate è arrivato alla svolta cruciale. Battezzato Next generation EU – noto da noi come Recovery Fund – è un fondo speciale volto a finanziare la ripresa economica del vecchio continente nel triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (Recovery bond). Essi serviranno a sostenere progetti di riforma strutturali previsti dai Piani nazionali di riforme di ogni Paese: i Recovery Plan. Lo stanziamento complessivo è di 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. L’Italia è il primo beneficiario con 209 miliardi di euro. 

Per ottenere i fondi – in parte prestiti (127 miliardi) e in parte assegnazioni a fondo perduto (82) – gli Stati Membri devono presentare alla Commissione europea i propri Recovery Plan entro aprile 2021. In Italia il Recovery Plan è stato denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e si compone di sei missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo e la Pubblica Amministrazione, l’istruzione, la Sanità e il Fisco;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Infrastrutture, per la mobilità e le telecomunicazioni, con la realizzazione di una Rete nazionale in fibra ottica, lo sviluppo delle reti 5G e l’Alta Velocità;
  • Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  • Equità sociale, di genere e territoriale, con attenzione particolare sulle politiche attive del lavoro e sul piano per il Sud;
  • Salute.

Fra i principali obiettivi del governo, evidenziamo:

  • la riduzione dell’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  • il raddoppio del tasso medio di crescita dell’economia italiana, dallo 0,8% dell’ultimo decennio all’1,6%, in linea con la media Ue;
  • l’incremento degli investimenti pubblici almeno al 3% del Pil;
  • l’aumento della spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) dall’attuale 1.3% al 2,1%, al di sopra della media Ue;
  • un’azione che conduca il tasso di occupazione al 73,2%, in linea con la media Ue, contro l’attuale 63%.

Missione per la salute del suolo e l’alimentazione. Affrontare settori e politiche per soluzioni sistemiche e trasformative (governance, tecnologiche, non tecnologiche, servizi, cambiamenti di comportamento, investimenti), in campi che comprendono:

  • la gestione del suolo in agricoltura e silvicoltura per la sicurezza alimentare e nutrizionale, e la fornitura di prodotti non alimentari e beni pubblici;
  • la gestione del suolo oltre l’agricoltura e la silvicoltura, ad esempio torbiere, zone umide;
  • ripristino e bonifica dei suoli, aree industriali dismesse, impermeabilizzazione del suolo;
  • potenziale dei suoli e delle pratiche di gestione del suolo per la mitigazione e l’adattamento al clima;
  • funzioni del suolo e servizi ecosistemici, e il ruolo delle pratiche per migliorare la salute del suolo; gestione sostenibile del territorio, uso del suolo e cambiamento di uso del suolo, pianificazione territoriale;
  • ecologia, agro-ecologia, microbiologia del suolo;
  • scienza dei sistemi / approcci sistemici, considerando gli impatti finanziari del degrado del suolo e della terra.

Obiettivi della Missione entro il 2030:

  • almeno il 75% di tutti i suoli nell’UE devono essere sani per il cibo, per le persone, per la natura e per il clima. La missione proposta unisce:
    ricerca e innovazione,
    istruzione e formazione,
    investimenti e dimostrazione di buone pratiche utilizzando “Living labs” (esperimenti e innovazione in un laboratorio a terra) e “Lighthouse” (luoghi per mostrare buone pratiche).

Quando inizieranno le missioni?
Una fase preparatoria è iniziata nel novembre 2020 e durerà al massimo 12 mesi. Durante questa fase verranno sviluppati piani con azioni dettagliate, strategia di investimento e indicatori di performance. Alla fine, le missioni saranno valutate sulla base di una serie di solidi criteri . Una volta approvate, le missioni saranno completamente attive e funzionanti. Gli europei continueranno a essere coinvolti durante tutta la loro attuazione

Come partecipare
La Commissione vuole co-creare missioni e iniziative di Orizzonte Europa con i cittadini e le parti interessate. Abbiamo bisogno di un’ampia partecipazione del pubblico per assicurarci che le missioni siano rilevanti e facciano davvero la differenza. Questo feedback influenzerà il modo in cui le missioni sono progettate e implementate.
Le persone saranno invitate a:
partecipare a discussioni e sondaggi online sui social media
partecipare a eventi cittadini e conferenze specializzate per discutere il fulcro delle missioni
partecipare a una serie di altre attività man mano che le missioni si evolvono

Durante l’estate del 2020, la Commissione, insieme ai partner, ha organizzato 10 eventi di coinvolgimento dei cittadini per raccogliere proposte dal pubblico per le 5 missioni dell’UE. Sono state organizzate 2 sessioni per missione in 10 diversi paesi europei. I cittadini potrebbero anche caricare le loro idee su una piattaforma digitale. I rapporti riassumono questi contributi, che sono stati inseriti nei rapporti del Consiglio di missione  presentati nel settembre 2020.
I partenariati riguarderanno settori critici quali l’energia, i trasporti, la biodiversità, la salute, l’alimentazione e la circolarità e integreranno i dieci partenariati europei istituzionalizzati proposti dalla Commissione in febbraio. Le missioni dell’UE affronteranno le sfide globali che incidono sulla nostra vita quotidiana fissando obiettivi ambiziosi e stimolanti ma realizzabili, come:
la lotta contro il cancro,
l’adattamento ai cambiamenti climatici,
la protezione degli oceani,
la trasformazione ecologica delle città
la protezione del suolo
l’alimentazione.
Utilizzando un ampio ventaglio di strumenti in diverse discipline e settori politici, le missioni dell’UE affronteranno questioni complesse attraverso progetti di ricerca, misure politiche o anche iniziative legislative. Gli orientamenti del piano vertono anche su una serie di questioni orizzontali, quali il genere. L’integrazione della dimensione di genere sarà un requisito predefinito nei contenuti della ricerca e dell’innovazione in tutto il programma, a meno che sia specificato che il sesso o il genere non sono pertinenti per l’argomento in questione.

Prossime tappe

Le priorità stabilite nel piano strategico di Orizzonte Europa saranno attuate attraverso il programma di lavoro di Orizzonte Europa. Definisce le opportunità di finanziamento per le attività di ricerca e innovazione attraverso inviti tematici a presentare proposte e tematiche. I primi inviti a presentare proposte saranno pubblicati nella primavera del 2021 e saranno presentati in occasione delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione che si terranno dal 23 al 24 giugno.
Contesto
A seguito dell’accordo politico su Orizzonte Europa raggiunto tra marzo e aprile 2019, la Commissione ha avviato un processo di pianificazione strategica. I risultati sono illustrati nel piano strategico. Il piano strategico è stato elaborato a seguito di un ampio processo di co-progettazione che ha coinvolto il Parlamento europeo, gli Stati membri, i portatori di interessi e il pubblico in generale. Oltre 8 000 contributi sono stati presentati in varie fasi del processo di pianificazione strategica. Il processo di co-progettazione inclusivo mira a garantire la titolarità quanto più ampia possibile e a ottimizzare l’impatto complessivo di Orizzonte Europa.

Ultime sul Recovery Plan

Il Recovery Plan rischia di incagliarsi nell’imbuto di una Suez tedesca, congelato da un ricorso delle destre alla Corte di Karlsruhe. La democrazia all’europea impone che nulla sia fatto sinché tutti gli stati e tutti i parlamenti non abbiano dato l’approvazione, e allora la prospettiva di un ritardo per i miliardi necessari al rilancio dell’economia continentale ancora in preda alla pandemia crea qualche preoccupazione i più di chi si potrebbe fare a meno. Anche spavento, a ben vedere. Anche i politici cercando di fare buon viso a cattivo gioco. Come Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari Europei, che (a La Stampa) gira un invito ad attenersi ai fatti, perché governo e camere tedesche si sono dimostrare favorevoli al Grande Salvataggio.  È un segnale rincuorante. Il che non toglie, precisa, che sia necessario accelerare le procedure per l’ottenimento dei fondi. In Italia, come nel resto dell’Unione, perché – come è palese – siamo tutti su una sola barca.
Varato (politicamente) dai leader Ue la scorsa estate è arrivato alla svolta cruciale. Battezzato Next generation EU – noto da noi come Recovery Fund – è un fondo speciale volto a finanziare la ripresa economica del vecchio continente nel triennio 2021-2023 con titoli di Stato europei (Recovery bond). Essi serviranno a sostenere progetti di riforma strutturali previsti dai Piani nazionali di riforme di ogni Paese: i Recovery Plan. Lo stanziamento complessivo è di 750 miliardi di euro, da dividere tra i diversi Stati. L’Italia è il primo beneficiario con 209 miliardi di euro.
Per ottenere i fondi – in parte prestiti (127 miliardi) e in parte assegnazioni a fondo perduto (82) – gli Stati Membri devono presentare alla Commissione europea i propri Recovery Plan entro aprile 2021. In Italia il Recovery Plan è stato denominato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e si compone di sei missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo e la Pubblica Amministrazione, l’istruzione, la Sanità e il Fisco;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Infrastrutture, per la mobilità e le telecomunicazioni, con la realizzazione di una Rete nazionale in fibra ottica, lo sviluppo delle reti 5G e l’Alta Velocità;
  • Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  • Equità sociale, di genere e territoriale, con attenzione particolare sulle politiche attive del lavoro e sul piano per il Sud;
  • Salute.

Fra i principali obiettivi del governo, evidenziamo:

  1. la riduzione dell’impatto sociale ed economico della crisi pandemica;
  2. il raddoppio del tasso medio di crescita dell’economia italiana, dallo 0,8% dell’ultimo decennio all’1,6%, in linea con la media Ue;
  3. l’incremento degli investimenti pubblici almeno al 3% del Pil;
  4. l’aumento della spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) dall’attuale 1.3% al 2,1%, al di sopra della media Ue;
  5. un’azione che conduca il tasso di occupazione al 73,2%, in linea con la media Ue, contro l’attuale 63%.

*Antonello Pezzini nasce in provincia di Novara nel 1941. Si laurea in filosofia e consegue due master, ha un trascorso da preside di liceo, da consigliere comunale della Dc a Bergamo, da presidenza della locale Associazione Artigiani a membro del CDA dell’Istituto Tagliacarne. Sviluppa uno spirito imprenditoriale nel settore dell’ abbigliamento e ha insegnato economia all’Università degli Studi di Bergamo. La passione per l’energia sostenibile è più recente, ma in breve ne diventa un esperto in campo europeo: oltre alla carica al Cese, è membro del CDA di un’azienda che si occupa di innovazione tecnologica e collabora con società di consulenza energetica.  Dal 1994 è membro del Comitato Economico e Sociale Europeo in rappresentanza di Confindustria.

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