Dall'Africa gli chiedono video intimi, 11enne scrive alla Polizia: scatta l'indagine - BergamoNews
In provincia

Dall’Africa gli chiedono video intimi, 11enne scrive alla Polizia: scatta l’indagine

Il ragazzino su una chat usata per parlare con i compagni di scuola aveva conosciuto due uomini e aveva inviato loro un filmato. Da lì il tentativo di estorsione, fino alla disperata richiesta di aiuto

Non è riuscito a parlarne con i genitori, ma ha trovato il coraggio di scrivere sul sito della Polizia di Stato. Un ragazzino bergamasco di undici anni è stato “salvato” dagli agenti della sezione Postale dopo che aveva ricevuto richieste di propri video a sfondo sessuale da due uomini, che dalle indagini è emerso l’avevano contattato dalla Costa d’Avorio.

L’episodio risale alle settimane scorse ma è stato reso noto nel corso della presentazione del bilancio annuale della Questura cittadina in occasione delle celebrazioni per il 169esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, in cui è emerso tra le altre cose un aumento dei reati legati alle pedopornografia.

Come quello che ha visto vittima l’undicenne residente in un paese della nostra provincia. Attraverso la chat Hangouts di Google che usava per parlare con i compagni di classe, il ragazzino era entrato in contatto con un paio di uomini di origine straniera. A loro, secondo quanto ha raccontato poi agli agenti, aveva inviato un video in cui si vedevano le sue parti intime.

A questo punto era iniziato il tentativo di estorsione dei due, che lo avevano minacciato di diffondere quel filmato se non ne ne avesse inviati altri, più spinti.

L’undicenne, spaventato, non sapendo cosa fare ha cercato aiuto su internet e si è imbattuto nel sito nazionale della Polizia di Stato. Al portale ha inviato un disperato messaggio: “Vi prego aiutatemi, mi chiedono soldi per dei video ma non voglio dirlo ai miei genitori”.

Dall’ufficio centrale di Roma la segnalazione è stata inoltrata alla questura della provincia da cui è partita, quella bergamasca, ed è arrivata negli uffici della Postale di via Matris Domini.

L’ispettore Michele Attolico ha provato a chiamare il numero da cui è partito il messaggio, ma nessuno ha risposto. Allora si è diretto con i suoi uomini a casa del giovane e per prima cosa ha parlato con i genitori, che sono cascati dalle nuvole. Il figlio in lacrime ha raccontato tutto anche a loro e i due hanno presentato denuncia contro ignoti.

Gli agenti hanno scoperto il Paese da cui è partita la richiesta, la Costa d’Avorio, e ora sono sulle tracce dei due, che rischiano una denuncia.

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