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Flower Burger: la veganburgheria che ha rivoluzionato l’idea di “vegano” - BergamoNews
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Flower Burger: la veganburgheria che ha rivoluzionato l’idea di “vegano”

La prima ha aperto a Milano nel 2015, con un successo immediato: oggi la catena conta 15 ristoranti, uno dei quali a Bergamo in via Tasso.

Un arcobaleno di colori per rivoluzionare l’immaginario collettivo del mondo vegano: è stata questa la prima, vincente, idea di Matteo Toto, giovane imprenditore che nell’ottobre 2015 ha aperto a Milano il primo ristorante a marchio Flower Burger.

Un successo immediato per una catena che oggi conta 13 ristoranti in Italia (uno a Bergamo, in via Tasso) e due all’estero, a Marsiglia e a Londra, dove sono impiegate complessivamente un centinaio di persone.

Ma i numeri sono in continua evoluzione ed espansione, perché nei progetti del 2021 c’è l’apertura di altri 5 o 6 ristoranti, uno dei quali a gestione diretta ad Amsterdam, e il piano di sviluppo per i prossimi 5 anni ha come obiettivo il raggiungimento dei 50 negozi complessivi sul territorio italiano ed europeo.

La ciliegina sulla torta, infine, sarà l’apertura (entro il 2021) di un laboratorio di produzione a Los Angeles, che segna l’ingresso ufficiale del marchio sul mercato americano grazie al supporto di un partner.

Ma cosa è e cosa fa Flower Burger?

Dimenticate, innanzitutto, idea e preconcetti che avete del vegan, perché questa veganburgheria ve li stravolgerà.

“Quando sono partito con questo progetto – racconta Matteo Toto – il mondo vegano era visto come qualcosa di molto triste e il mio primo pensiero è stato: ‘Se voglio fare quel business, lo devo rendere più simpatico e alla portata di tutti’”.

Detto, fatto: il fiore che identifica il marchio è già espressione di gioia e allegria, oltre a suggerire un indissolubile legame con la natura e a identificare una proposta culinaria 100% vegan.

Ma il segno distintivo di Flower Burger sono i suoi panini colorati: dal giallo, fatto con la curcuma, al nero per il carbone vegetale, fino al viola (con estratto di ciliegia), al blu o al verde.

“Ho sempre lavorato in tre macro direzioni – racconta ancora Toto – La prima: rendere il prodotto molto attraente per allontanarmi dall’idea del panino vegan fino ad allora con poco gusto e con colori non molto invitanti. Il pane colorato poteva essere il primo passo per attirare e vincere il pregiudizio sul mondo vegano. La seconda: parlare di cucina vegana senza usare la parola vegano. Da lì l’idea del ‘Flower’, termine che identifica anche tutti i nostri prodotti fatti in casa, ad esempio la flower mayo. E infine la cura del locale: colorato, psichedelico, accogliente e con un servizio easy, positivo e di inclusione. Il risultato complessivo è un ambiente nel quale, chiunque tu sia e quali siano le tue abitudini alimentari, si può passare del tempo in modo piacevole, mangiando qualcosa di buono e sano”.

Un’altra idea ha accompagnato la nascita e la crescita di Flower Burger: tutto ciò che viene venduto deve essere fatto in casa, in modo da conoscere esattamente il prodotto che si sta offrendo al cliente e di poter variare in qualsiasi momento menù e ricette.

flower burger

Un’estrema attenzione al dettaglio e la ricerca della perfezione, che ha caratterizzato la fase di startup, che continuano in un lavoro incessante anche oggi che il marchio è ben riconoscibile e l’andamento del mercato sta dando una grossa mano a queste realtà.

“La nostra produzione è tutta a Milano, con ingredienti di altissima qualità che partono già dal pane, realizzato con farina 1 che permette di sentire bene il gusto – sottolinea Toto – Per l’impasto dei burger utilizziamo solo olio biologico italiano, tutto quello che facciamo viene cotto, pulito, tagliato e fatto da noi. I nostri fornitori sono quasi tutti italiani, ad eccezione di particolari produzioni estere eccellenti come la paprika affumicata spagnola o l’estratto di alga, prodotta in piscina in modo naturale e senza conseguenze sull’ambiente, che arriva dalla Thailandia che dà il colore blu al panino”

“Tutto è sempre perfezionabile – conclude Matteo Toto – La nostra idea è quella di migliorarci sempre. Non abbiamo mai avuto il cliente solo vegano e il nostro obiettivo non è quello di convincere qualcuno a cambiare le proprie abitudini alimentari. L’obiettivo è invece quello di portare la filosofia di Flower Burger in giro per il mondo, dando a chiunque la possibilità di provare qualcosa di nuovo in un locale piacevole e accogliente”.

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