"La legge sull'aborto è un crimine": polemica e bocciatura per le proposte della Lega a Bergamo - BergamoNews
In consiglio comunale

“La legge sull’aborto è un crimine”: polemica e bocciatura per le proposte della Lega a Bergamo

Lunga discussione legata a due ordini del giorno presentati dai consiglieri leghisti

“La legge 194 è iniqua e un crimine”, con queste parole il consigliere della Lega Filippo Bianchi ha definito la legge del 1978 che tutela il diritto all’aborto durante la seduta del consiglio comunale di Bergamo di martedì 6 aprile 2021.

“Sono contrario alla 194. Non tutte le leggi sono giuste, ne sono un esempio le leggi razziali”, ha continuato Bianchi.

Il commento, legato all’ordine del giorno della Lega a prima firma di Bianchi dedicato al “Progetto Gemma, presente in numerose città italiane, che offre alle madri sostegno economico per portare a termine con serenità il periodo di gestazione” (si legge nel documento), ha suscitato numerose polemiche che hanno costretto più volte il presidente del consiglio comunale, Ferruccio Rota, ad intervenire per moderare i termini e i modi della discussione.

Quello che, infatti, per il consigliere Bianchi era un documento per far sì che “nel prossimo assestamento di bilancio venga erogato un congruo finanziamento al Progetto Gemma finalizzato all’ adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà residenti nel Comune di Bergamo”, per gli esponenti della maggioranza è stato “solo un pretesto per portare in questa aula ideologie contro l’aborto”, ha commentato la consigliera del Pd Francesca Riccardi.

Scopo della proposta di Bianchi era far sì che “anche il Comune di Bergamo si adoperi per la diffusione di una cultura di sostegno alla donna, di valorizzazione della maternità e di accoglienza della vita umana innocente”, si legge nel documento dell’ordine del giorno.

Un testo incentrato, come dichiarato da Bianchi durante la seduta e dal testo, a “tutelare il diritto alla vita” e “aiutare le donne affinché non ricorrano all’aborto, perché più le donne vengono sostenute economicamente e moralmente e meno abortiscono”.

Dopo una lunga discussione in cui è intervenuta anche l’assessore alle politiche sociali Marcella Messina elencando le attività del Comune di Bergamo a sostegno delle future madri e dei loro figli (non solo economico), come l’iniziativa gratuita “I miei primi mille giorni” incentrata sul prezioso aiuto da parte di figure come psicologi ed ostetriche, l’ordine del giorno dedicato al Progetto Gemma è stato bocciato.

Così come quello dedicato alla Culla della Vita, situata alla sede della Croce Rossa di Bergamo, in cui Bianchi chiedeva di “diffondere all’interno degli ambienti e degli uffici comunali aperti al pubblico informazioni circa l’esistenza della Culla”.

Approvato, invece, l’ordine collegato firmato dai capigruppo di maggioranza che chiede di “interloquire con Regione Lombardia affinché preveda, nella legge Regionale di Riforma del Sistema Sanitario (legge 23/2015), la possibilità, per le gestanti che, durante la gravidanza e il puerperio, si affidano al sistema sanitario nazionale per le prestazioni necessarie a tale condizione, di essere affidate ad un solo ginecologo/a e ad una sola ostetrica/o che seguano, con visite cadenzate mensili, la gestazione, al fine, di consentire, anche duranti tale visite specialistiche, di intercettare condizioni di fragilità fisica, psichica, e/o socio-economica delle donne e di riferirle, attraverso procedure chiare e meccanismi di coordinamento, ai servizi pubblici preposti a dare loro supporto”.

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